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Fermo, incassavano il reddito di cittadinanza illecitamente. Scoperti in sette dalla Finanza

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Fermo, incassavano il reddito di cittadinanza illecitamente. Scoperti in sette dalla Finanza

Fermo – Proseguono incessanti le attività dei finanzieri del Comando Provinciale di Fermo nel settore della spesa pubblica. In particolare, anche nell’ultimo mese è stata accertata l’infondatezza dei requisiti che alcuni cittadini hanno dichiarato nella compilazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, presentata all’I.N.P.S. per beneficiare del reddito di cittadinanza.

Come infatti previsto dal Decreto Legge n. 4 del 28 gennaio 2019, attraverso le autocertificazioni i cittadini presentano la domanda all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, il quale, accertato il rispetto dei requisiti dettati dalle norme e di conseguenza le oggettive difficoltà economiche, concede il beneficio.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle fermane, con la collaborazione e la sinergia info-operativa con l’INPS, hanno permesso di constatare l’assenza di parte dei requisiti dichiarati a sostegno delle richieste avanzate da 7 beneficiari.

Diverse, infatti, sono state le discordanze riscontrate al termina delle investigazioni, le quali, anche grazie alle informazioni ricavate dalle banche dati in uso al Corpo, hanno fatto emergere incongruenze tra la situazione economica e patrimoniale auto-dichiarata e quella effettiva.

Più in particolare, 5 percettori hanno omesso di comunicare notizie rilevanti quali la produzione di redditi da lavoro di alcuni conviventi ed il possesso di immobili di valore, manifestando così uno stato di indigenza economica di fatto non veritiero o solo parzialmente rispondente alla realtà. Altri 2 soggetti hanno invece omesso di dichiarare alcune variazioni patrimoniali, intervenute successivamente alla presentazione della Dichiarazione Sostitutiva Unica, la cui comunicazione avrebbe fatto decadere il beneficio. Tali incongruenze sono state effettivamente riscontrate dai finanzieri attraverso la consultazione dei “conti gioco” agli stessi riconducibili; per conto gioco viene intesa la registrazione su un sito abilitato per la raccolta del gioco online che permette di giocare istantaneamente su piattaforme collegate con casinò o di puntare su scommesse sportive; lo stesso è strettamente personale ed associato ad un codice identificativo (numero di conto), proprio come un conto corrente bancario. In particolare, una di queste persone ha effettuato ricariche sul proprio conto gioco per oltre € 30.000 in un solo anno a fronte dei circa € 4.000 ottenuti nello stesso anno attraverso il reddito di cittadinanza.

Al termine delle attività, i finanzieri del Gruppo di Fermo hanno segnalato alla locale Procura della Repubblica 7 responsabili per falsa attestazione in atto pubblico e per omissione di informazioni dovute, oltre ai 5 già segnalati nei mesi precedenti per fatti analoghi, e contestualmente comunicato alla Direzione Provinciale dell’I.N.P.S. gli esiti del servizio, per procedere alla revoca del beneficio ed al recupero delle somme illecitamente percepite, quantificate in circa € 110.000.

Tutte le movimentazioni finanziarie oggetto delle investigazioni saranno inoltre valutate sotto il profilo fiscale per l’eventuale tassazione.

L’azione della Guardia di Finanza nel comparto della spesa pubblica mira a scoprire e perseguire tutte quelle condotte illegali di sprechi, malversazioni e indebito accesso a prestazioni assistenziali che generano iniquità e minano la coesione sociale, pregiudicando la corretta destinazione delle risorse dello Stato in un settore strategico per il Paese.

In particolare in questo ultimo periodo, caratterizzato da una diffusa richiesta di sovvenzioni pubbliche per sopperire alle situazioni di difficoltà economiche connesse all’emergenza epidemiologica, l’attività di controllo operata dal Corpo è ancora maggiormente e con più incidenza mirata alla verifica che le pubbliche provvidenze siano erogate nei confronti di soggetti realmente ricadenti in condizioni di “sofferenza” e che gli aiuti economici non vadano “dispersi”, andando a beneficio di chi rappresenta falsamente situazioni di difficoltà.

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