mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Čechov del 30 dicembre alle 15.45 su RAI 5: “Una proposta di matrimonio”,“Tragico controvoglia” e “Il canto del cigno”

Cechov

Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Čechov del 30 dicembre alle 15.45 su RAI 5: ““Una proposta di matrimonio”, “Tragico controvoglia” e “Il canto del cigno”

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Per lo spazio pomeridiano dedicato al teatro, che propone in versione restaurata grandi classici del teatro delle Teche Rai, dal 30 dicembre all’1 gennaio alle 15.45 circa su Rai5, Rai Cultura propone alcuni dei più pregevoli adattamenti di classici del teatro di Anton Čechov prodotti dalla Rai tra la metà degli anni ‘50 e la fine degli anni ’70. Aprono l’omaggio, mercoledì 30 dicembre alle 15.30 su Rai5, “Una proposta di matrimonio” (1955) con Nino Pavese (Stefan Ciubucov), Anna Campori (Natalia Stefanovna), Paolo Panelli (Ivan Lomov) e la regia di Silverio Blasi; “Tragico controvoglia” (1956) con Memo Benassi (Ivàn Ivànovic Tolcaciòv) e Lucio Rama (Alexièi Alexièvic Muràskin), e la regia di Alberto Gagliardelli; e “Il canto del cigno” (1956) con Con Memo Benassi (Vassilij Cassilèvic Svietlovidov) e Gastone Cipriani (Nikita Ucùvanyc, suggeritore), e la regia di Alberto Gagliadelli.

Una proposta di matrimonio (a volte tradotto come semplicemente The Proposal , russo : Предложение , romanizzato :  Predlozheniye ) è un atto unico farsa da Anton Cechov , scritto nel 1888-1889 e la prima volta nel 1890. Si tratta di un gioco veloce del dialogue- azione basata e umorismo situazionale. Un giovane Lomov viene a proporre la sua vicina Natalya ma entrambi continuano a litigare su vari argomenti.

Ivan Vasilyevich Lomov, vicino di casa di lunga data di Stepan Stepanovich Chubukov, è venuto a proporre il matrimonio alla figlia 25enne di Chubukov, Natalia. Dopo che ha chiesto e ricevuto il permesso gioioso di sposare Natalia, lei viene invitata nella stanza e lui cerca di trasmetterle la proposta. Lomov è un ipocondriaco e, mentre cerca di chiarire le sue ragioni per essere lì, inizia una discussione con Natalia su The Oxen Meadows, un pezzo di terra conteso tra le rispettive proprietà, che gli fa avere ” palpitazioni ” e intorpidimento nella sua gamba. Dopo che suo padre si accorge che stanno litigando, si unisce e poi manda Ivan fuori di casa. Mentre Stepan si lamenta di Lomov, esprime il suo shock per il fatto che “questo sciocco osa farti (Natalia) una proposta di matrimonio!” Natalia poi si rende conto che Lomov voleva sposarla e inizia immediatamente ad essere isterica, implorando suo padre di riportarlo indietro. Lo fa, e Natalia e Ivan iniziano una seconda grande discussione, questa volta sulla superiorità dei rispettivi cani da caccia, Guess e Squeezer. Ivan crolla per la stanchezza per la discussione, e padre e figlia temono che sia morto, mandandoli in un altro ciclo di crisi isteriche. Tuttavia, dopo pochi minuti riprende conoscenza e Chubukov costringe quasi lui e sua figlia ad accettare la proposta con un bacio. Subito dopo il bacio, la coppia inizia un’altra discussione sui loro cani mentre Chebokov cerca di calmarli e offre champagne.

Tragico suo malgrado, tradotta anche con il titolo Tragico controvoglia, è una breve opera teatrale di Anton Pavlovič Čechov, scritta nel 1890. Atto unico strutturato in forma di dialogo, si trasforma più spesso nel solo monologo di Tolkacov, a sottolineare il tema portante della pièce (svolto in maniera leggera), incentrata sulla mancanza di ascolto.

Il canto del cigno (sottotitolo: Calcante) è un atto unico del 1887 scritto da Anton Pavlovič Čechov a 26 anni. Protagonisti di questo piccolo capolavoro di poche pagine sono Vasilij Vasil’ič Svetlovidov, un vecchio attore con un’importante carriera alle spalle, e Nikita Ivanyč, il suo anziano suggeritore.

«…capii allora che non esiste alcuna sacralità dell’arte, che è tutto delirio e inganno, che io sono uno schiavo, un giocattolo dell’ozio altrui, un buffone, un pagliaccio! Capii il pubblico! Da allora non ho più creduto né agli applausi, né alle corone, né agli entusiasmi… Il pubblico mi applaude, spende un rublo per le mie fotografie, ma io gli sono estraneo…»
(Vasilij Vasil’ič Svetlovidov)
Trama

Svetlovidov, una notte, dopo lo spettacolo nel quale ha interpretato Calcante nell’opera buffa di Henri Meilhac e Ludovic Halévy La bella Elena, musicata da Jacques Offenbach, si addormenta ubriaco in camerino e, dimenticato da tutti, si risveglia spaventato e solo. Le porte sono sbarrate dall’esterno, così Svetlovidov, vagando smarrito in cerca di aiuto, scopre che il suo suggeritore, non sapendo più dove andare a dormire, abita in uno dei camerini del teatro. Questo incontro inatteso sarà l’occasione per i due veterani del palcoscenico, di rievocare la gloriosa carriera di Svetlovidov ormai vecchio e malato e “…con l’anima fredda e buia come una cantina”. L’attore recita infine i suoi “cavalli di battaglia” trasformandosi in Boris GodunovOtelloRe LearAmleto… In una struggente e appassionata interpretazione che sembra essere il suo doloroso “canto del cigno”.

Personaggi

Il personaggio di Svetlovidov è considerato in tutto il mondo una “prova d’attore” per un anziano “mattatore“. Celebri sono le grandi interpretazioni di John Gielgud (nell’omonimo film di Kenneth Branagh) e, in Italia, quelle di Memo BenassiGlauco MauriMario Scaccia.

Il primo attore che interpretò questo ruolo fu Vladimir Nikolaevič Davydov (nel 1888 nel Teatro Kors di Mosca).