domenica, Aprile 11, 2021
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Oratorio di Santa Maria delle Grazie – la perla di Alanno

Veduta panoramica dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie di Alanno

ALANNO – Per la rubrica Abruzzo History oggi siamo ad Alanno (PE) per scoprire l’Oratorio di Santa Maria delle Grazie.

L’Abruzzo è pieno di piccoli borghi ricchi di storia ed arte. Spesso poco conosciuti, questi paesi custodiscono tesori affascinanti che aspettano solo di essere scoperti dagli occhi dei visitatori curiosi.
Oggi vi portiamo ad Alanno, nel cuore della Val Pescara: il paese ha più di un gioiello nella sua corona ma il fiore all’occhiello è sicuramente l’Oratorio di Santa Maria delle Grazie.

L’Oratorio è stato fondato nel 1498 nel luogo dove, secondo alcuni pastori della zona, sarebbe apparsa la Madonna, richiedendo una sistemazione per la sua dimora terrena.
È così che è iniziata la costruzione del complesso, terminato poi nel 1505 e successivamente ampliato anche con un convento, a testimonianza dell’iniziale presenza monastica e di cui oggi ci resta solamente il chiostro.

Spicca, nel caso della Oratorio di Santa Maria delle Grazie, il contrasto tra l’esterno spartano e quasi austero e l’interno, in cui esplode invece un tripudio sfarzesco di colore e decorazione.
La chiesa, infatti, è uno dei più particolari esempi di barocco abruzzese.

Visto dall’esterno, l’Oratorio si mostra piuttosto semplice, con un portico a una sola arcata con volta a crociera che contorna un elegante portale dalle linee rinascimentali, scolpito in pietra tenera della Majella e decorato con fregi floreali. Il portale viene datato tradizionalmente al 1505 ed è attribuito alla bottega dell’artigiano Giacomo Di Silvestro di Sulmona.
In alto si nota una lunetta decorata ad affresco e raffigurante la scena della Deposizione. A completare l’esterno, un campanile a vela, con una parte centrale più alta e due celle laterali più basse.

Varcando la soglia, lo sguardo resta ammaliato dallo spettacolo esplosivo di forme e colori che si trova davanti e che non si sarebbe certo aspettato, basandosi sull’aspetto esteriore della chiesa.
L’interno che vediamo oggi, infatti, come documentato anche dall’iscrizione riportata sotto l’abside di base e datata 30 settembre 1632, è frutto di una importante trasformazione secentesca, realizzata secondo il gusto dell’epoca.

Il barocco abruzzese, nell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie, esplode in tutto il suo splendore attraverso stucchi, statue e pitture.
Nell’abside, le pareti e le volte sono interamente affrescate con scene di vita della Madonna, comprese l’Annunciazione e il Matrimonio della Vergine: questi affreschi sono datati 1522 e vengono attribuiti alla scuola di Andrea De Litio.
Elaborati affreschi adornano poi anche le volte della navata e quelle delle cappelle laterali. Un’iscrizione posta sotto la scena dell’Incoronazione della Vergine ci permette di datare l’intero ciclo di queste decorazioni al 1698.

Degni di nota anche gli stucchi, che rivestono l’intero complesso e sono opera dell’artista milanese Donato Ferada, che lavorò nella chiesa intorno al 1675. Le dorature, invece, vengono attribuite al Maestro Antonello de Castellis da Tocco, che le avrebbe terminate intorno al 1690.

Statue in stucco e in alto rilievo, che raffigurano Santi e Profeti, arricchiscono le lunette formate dalle volte a crociera, accompagnate da numerosi elementi barocchi a decorare le cappelle e le nicchie.
Ai lati dell’aula, si aprono quattro cappelle, tutte decorate con statue di Santi: tra i tanti troviamo anche un Crocifisso con la Vergine, una Maddalena a tutto tondo, S. Antonio Abate e S. Clemente.
Purtroppo perduto è invece il pavimento a maiolica, commissionato alla fine del XVII secolo a Cesare Leognani Fieramosca, attivo tra i maiolicari castellani di Torre de’ Passeri.

Le vele della volta sono inoltre affrescate con scene del Creatore e delle dodici Sibille, attribuite ad Angelino di Befi, Tommaso di Berardino di Aquila e Antonello de Castellis di Tocco, gli stessi che avrebbero poi lavorato agli affreschi dell’Oratorio di Pietranico.
Sulla volta absidale, composta da due vele contrapposte, troviamo raffigurati i quattro Evangelisti, accompagnati dai loro simboli.

L’altare maggiore risale al 1642 e si mostra composto da quattro colonne, riccamente decorate con tralci dorati e arabeschi, a sostegno di una sfarzosa trabeazione su cui troneggia una Madonna con Bambino a tutto tondo realizzata in stucco.
L’altare custodisce inoltre un prezioso trittico dipinto a tempera su tavola di forma tricuspidale: raffigura la Vergine con ai lati San Sebastiano e San Clemente ed è attribuito ad Antonio De Nino, della scuola di Pinturicchio.

Tratto da Discovery Abruzzo Magazine

Facciata dell’Oratorio di Santa Maria delle Grazie di Alanno
Cristiano Vignali
Cristiano Vignali è un reporter freelance specializzato in articoli di approfondimento su storia, cultura, politica, curiosità e attualità. Collabora con diverse testate online di carattere internazionale e nazionale.

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