mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Anticipazioni per “Infinita tenebra di luce” di Adriano Guarnieri del 20 maggio alle 10 su Rai 5: dal Teatro Goldoni di Firenze

infinita tenebra di luce

Anticipazioni per “Infinita tenebra di luce” di Adriano Guarnieri del 20 maggio alle 10 su Rai 5: con la direzione di Pietro Borgonovo nell’allestimento del 2018 dal Teatro Goldoni di Firenze.

Per la Grande Lirica in TV oggi giovedì 20 maggio alle 10 su Rai 5 va in onda l’opera cda camera “Infinita tenebra di luce” di Adriano Guarnieri, ispirata alla raccolta di liriche Poesie alla notte di Rainer Maria Rilke, andato in scena nel 2018 al Teatro Goldoni di Firenze.

Protagonisti dello spettacolo Livia Rado, Clara Polito, Gregory Bonfatti, Salvatore Grigoli, Fulvio Cauteruccio, Roberto Fabbriciani. Il ContempoArtEnsemble è diretto da Pietro Borgonovo. Regia TV di Giancarlo Cauteruccio.

Opera di musica immaginistica per un attore, cinque voci naturali di donne, sedici artigiani e un percussionista Libretto di Giorgio Battistelli dall’Encyclopédie ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et des métiers di Denis Diderot e Jean Le Rond D’Alembert

Experimentum Mundi è un opera di teatro musicale che ha come protagonisti sedici artigiani, quattro voci femminili naturali, un percussionista e un attore. Mentre vengono recitate le didascalie delle illustrazioni dell’Encyclopédie illuministica di Diderot e D’Alembert, che descrivono gli attrezzi dei mestieri rappresentati sulla scena, pagina dopo pagina risorge un autentico villaggio di suoni. Si tratta del paese di origine di Giorgio Battistelli, Albano Laziale, dove vivono e lavorano coloro che in Experimentum Mundi sono performer delle loro stesse professioni, occupazioni al giorno d’oggi in via d’estinzione: il pasticciere, i calzolai, gli arrotini, i falegnami, i bottai, i fabbri ferrai, i selciaoli, lo scalpellino, i muratori, con alcune mogli al seguito, a comporre il coro delle donne. Alla fine della rappresentazione ogni artigiano realizza sulla scena il proprio manufatto, in perfetta sincronia con i tempi musicali e teatrali previsti dalla partitura, in un gioco d’incastri timbrici e ritmici che esaltano gesti forgiati da un’antica tradizione. Una drammaturgia del lavoro, un rito che propizia l’arrestarsi del tempo, omaggio a un teatro privato della memoria.