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Stresa, precipita la cabina di una funivia: 14 morti. Sopravvissuto solo un bimbo di 5 anni

mottarone

Stresa, precipita la cabina di una funivia: 14 morti. Sopravvissuto solo un bimbo di 5 anni

Quattordici persone sono morte dopo che la cabina di una funivia si è staccata per precipitare a terra vicino al Lago Maggiore.

Il sindaco della città di Stresa, Marcella Severino, ha dichiarato che il cavo si era rotto, facendo sbandare la cabina fino a che non ha colpito un pilone per poi precipitare a terra, ribaltandosi “due o tre volte prima di colpire degli alberi”.

Si pensa che la capsula sia caduta da un’altezza di circa 15 metri. “E ‘stata una scena terribile, terribile”, ha detto la Severino.

Il numero dei morti è aumentato (da 13 a 14) quando i medici non sono stati in grado di far ripartire il cuore di uno dei due bambini che erano stati portati in ospedale in elisoccorso.

“Non c’era più niente che potessimo fare”, ha detto Pier Paolo Berra, portavoce dell’ospedale Regina Margherita di Torino.

“Si stanno concludendo – si leggeva ieri sulla pagina Facebook del Soccorso Alpino e Speleologico – le complesse quanto drammatiche operazioni di soccorso sulla funivia che conduce da Stresa al Mottarone in Piemonte.

A metà giornata, presumibilmente a causa del cedimento di una fune, una cabina della funivia è precipitata a terra. Il bilancio è di 13 vittime e due feriti gravi elitrasportati a Torino. Immediato l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Piemonte – CNSAS insieme a due eliambulanze del 118, Vigili del Fuoco, Carabinieri e altri enti dello Stato.

Aggiornamento delle ore 19:30: purtroppo uno dei due feriti gravi, un bambino elitrasportato in codice rosso a Torino, non ce l’ha fatta. Sale tristemente a 14 il numero delle persone che hanno perso la vita quest’oggi”

Giovani coppie e intere famiglie: queste le vite distrutte nell’incidente sul Lago Maggiore, con la cabina della funivia dello Stresa-Mottarone precipitata nel vuoto. Sette deceduti erano residenti in Lombardia, altri arrivavano dalla Calabria e dalla Puglia. La vittima più piccola aveva 2 anni. Un bimbo di cinque anni lotta tra la vita e la morte all’ospedale Regina Margherita di Torino. Ecco i nomi.

Biran Amit, nato in Israele il 2 febbraio 1991 e residente a Pavia
Peleg Tal, nata in Israele il 13 agosto 1994 e residente a Pavia
Biran Tom, nato a Pavia il 16 marzo 2019 e residente a Pavia
Cohen Konisky Barbara, nata in Israele l’11 febbraio del 1950
Cohen Itshak, nato in Israele il 17 novembre 1939
Shahisavandi Mohammadreza, nato in Iran il 25 agosto 1998, residente a Diamante (Cosenza)
Cosentino Serena, nata a Belvedere Marittimo (Cosenza) il 4 maggio del 1994 e residente a Diamante (Cosenza)
Malnati Silvia, nata a Varese il 7 luglio del 1994, residente a Varese
Merlo Alessandro, nato a Varese il 13 aprile del 1992, residente a Varese
Zorloni Vittorio, nato a Seregno, Milano, l’8 settembre del 1966, residente a Vedano Olona (Varese)
Gasparro Angelo Vito, nato a Bari il 24 aprile 1976, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)
Pistolato Roberta, nata a Bari il 23 maggio del 1981, residente a Castel San Giovanni (Piacenza)

Non sono state rese note le generalità del bimbo di 9 anni, deceduto al Regina Margherita di Torino.

Oltre alla rottura del cavo, l’inchiesta aperta sulla terribile vicenda dovrà stabilire perché non abbia funzionato il freno di emergenza della cabina.

“Credo ci sia stato un doppio problema -dice il responsabile provinciale del soccorso alpino,Gasparini-la rottura del cavo e il mancato funzionamento del freno di emergenza.

Non sappiamo perché non si sia attivato, mentre nella cabina a valle ha funzionato”. La mancata attivazione del freno, spiega, “ha fatto sì che la cabina abbia cominciato a scendere in velocità, finendo catapultata fuori dai cavi di sostegno”.

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