mercoledì, Giugno 23, 2021
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Goldoni in TV del 25 maggio alle 16 su Rai 5: “La buona moglie”

la buona moglie

Anticipazioni per il Grande Teatro di Goldoni in TV del 25 maggio alle 16 su Rai 5: “La buona moglie” con Renzo Montagnani

Bettina la buona moglie - di Carlo Goldoni - 2° parte (1976) - YouTube

Oggi pomeriggio 25 maggio su RaiI 5 alle 16 per il Grande Teatro di Goldoni sulle reti RAI, va in onda la commedia “La buona moglie” nell’adattamento televisivo che Luca Ronconi realizzò nel giugno 1976.

La rappresentazione racconta la vicenda di Pasqualino che lascia il tetto coniugale dopo aver schiaffeggiato la moglie Bettina. Istigato dall’amico Lelio, Pasqualino cerca di darsi alla bella vita, ma viene “alleggerito” da una coppia di nobili in rovina. Pantalone, padre di Pasqualino, prova invano a redimerlo ma lui preferisce darsi al gioco d’azzardo con il Marchese e la Marchesa. Catte, sorella di Bettina, tenta di indurla al tradimento per vendetta, ma la donna si rifiuta. Quando il Marchese viene arrestato per debiti e Lelio ucciso in una rissa, Pasqualino si rende conto dell’errore commesso e torna da Bettina, che, nel frattempo, ha accolto in casa la Marchesa reietta e senza un quattrino. Il lieto fine è quindi garantito. 
Interpreti, Renzo Montagnani (Ottavio, marchese di Ripaverde), Claudia Giannotti (Marchesa Beatrice), Sergio Graziani, (Pantalone de’ Bisognosi), Michela Martini (Bettina), Anna Bonaiuto (Catte), Giancarlo Maestri (Messer Menego Cainello), Remo Girone (Lelio), Bruno Zanin (Pasqualino), Eleonora Morana (Donna Pasqua), Giorgio Giuliano (Brighella), Toni Barpi (Arlecchino), Franco Mazzieri (Nane), Gianfranco De Grassi (Titta), Domenico Golfi (Caffettiere), Bruno Marinelli (Cameriere d’osteria), Giovanni Filidoro (Scanna), Elisabetta Pedrazzi (Sbrodegona), Leda Palma (Malacarne), Bernadette Lucarini (Momola). Scene di Nicola Rubertelli, costumi di Giovanna La Placa, musiche di Giancarlo Chiaramello. 

La buona moglie (La bona muger in dialetto) è una commedia veneziana in prosa in tre atti scritta da Carlo Goldoni nel 1749 e rappresentata per la prima volta quell’anno nel Teatro San Samuele di Venezia, dove riscosse un buon successo[1].

Si tratta della continuazione della commedia La putta onorata del 1748[2]; illustra le debolezze di un’aristocrazia boriosa, ma ormai squattrinata e pienamente corrotta[3]; dalla classe aristocratica si distingue invece la protagonista Bettina, donna attiva e di estrazione popolana[4].

Trama

Bettina, madre di famiglia, è disperata perché da giorni suo marito, Pasqualino, l’ha abbandonata sola in casa. A nulla sembrano servire gli sforzi e gli aiuti di sua sorella Catte e di suo suocero Pantalone, che cerca di intervenire come può.

Pasqualino, ingenuo e istigato dall’amico Lelio, ha dato uno schiaffo a sua moglie e da allora resta lontano da casa cercando di darsi alla bella vita. Ben presto però viene adescato in casa del Marchese e della Marchesa che, ridotti sul lastrico, gli spillano parecchio denaro barando alle carte oppure ottenendo prestiti da lui.

In seguito Pantalone, sulle tracce di suo figlio Pasqualino, lo trova in osteria mentre si sta dando ai piaceri della vita e quasi riesce a rimetterlo in carreggiata. Tuttavia, all’ultimo momento, Lelio interviene e lo convince con la sua malizia a mandare al diavolo il padre per preferire, ancora una volta, una vita di divertimento e senza impegni.

Dal canto suo, Catte va a raccontare alla sorella che Pasqualino oramai avrebbe sperperato tutti i suoi averi e che la Marchesa sarebbe la sua amante. A giudizio di Catte, a questo punto basterebbe che Bettina andasse a letto con il Marchese, suo vecchio spasimante, per vendicarsi tanto di Pasqualino quanto della Marchesa. Bettina crede alle esagerazioni della sorella, ma rifiuta categoricamente questo tipo di soluzione.

Dopo che Catte ha cercato di intrecciare un rapporto con il Marchese, la situazione precipita: quest’ultimo è arrestato per via dei debiti non pagati, mentre Lelio viene ucciso in una rissa, per cui Pasqualino comincia lentamente ad aprire gli occhi. Disperata e completamente priva di mezzi in seguito all’arresto del marito, la Marchesa viene a chiedere aiuto a Bettina, che accetta generosamente di ospitarla in casa sua nonostante l’opposizione di Catte e i torti subiti dalla Marchesa stessa.

Il ritorno a casa di Pasqualino introduce comunque il lieto fine: squattrinato, Pasqualino chiede perdono al padre e alla indulgente Bettina, che è felicissima per il ritorno a casa del marito e per l’oramai insperato ripristino della vita familiare.

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Redazione
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