lunedì, Dicembre 6, 2021
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Valle dell’Orfento, porta di accesso al regno incantato di Maia

CARAMANICO TERME – L’Abruzzo è ricco di piccoli angoli di paradiso, tanto sulla costa quanto sulla montagna: oggi ne scopriamo uno nella spettacolare Valle dell’Orfento.

La Maiella madre: la montagna con la quale gli abruzzesi conservano un legame profondo e ancestrale, che affonda le sue radici nella leggenda.
La nostra regione è ricca di catene montuose ma è indubbio che, tra tutte, la Maiella rivesta un ruolo speciale, non solo a livello simbolico ma anche perché è in grado di regalare scorci stupendi, in cui la natura si esprime al massimo del suo potenziale.
Uno di questi è sicuramente la Valle dell’Orfento, alle porte di Caramanico Terme (PE) e Decontra (PE), luogo magico d’Abruzzo che si spalanca davanti agli occhi rapiti di tutti i visitatori che scelgano di trascorrere una giornata tra i suoi paesaggi.
La Valle dell’Orfento è l’unico canyon naturale in Abruzzo dotato di un corso d’acqua perenne: questa caratteristica dà vita ad un habitat unico e variegato, estremamente prezioso dal punto di vista naturalistico e particolarmente suggestivo dal punto di vista turistico.
Situata nel Comune di Caramanico Terme, la Valle dell’Orfento sorge sulla Maiella nord-occidentale e vanta anche punti d’accesso da Decontra, da San Nicolao e da Pianagrande.
Istituita riserva naturale agli inizi degli anni Settanta, oggi la Valle dell’Orfento è affidata in gestione ai Carabinieri Forestali e copre una superficie che supera i 2000 ettari. Dal 1995, anno della sua creazione, è parte del Parco Nazionale della Maiella e, insieme alle altre aree naturalistiche sorte nel tempo nei territori circostanti, raggiunge addirittura i 10000 ettari.
Gran parte delle bellezze naturali che popolano la zona è dovuta proprio all’azione dell’Orfento, il fiume che dà il nome alla valle e che scorre dalla Maiella fino a Caramanico Terme: in migliaia di anni ha eroso il terreno e portato alla formazione di una ricchissima vegetazione in cui spiccano salici, felci e muschi.
Passeggiando all’interno della Valle dell’Orfento, infatti, è possibile incontrare ambienti diversificati, affascinanti e ricchi di esemplari della flora e fauna abruzzese.
Non a caso, come simbolo della riserva è stato scelto il Merlo Acquaiolo, volatile simbolo di questo ambiente, dove vive cibandosi di larve acquatiche presenti solo negli ambienti fluviali perfettamente integri e indice, quindi, della vitalità e purezza della zona.
Immaginando di risalire il fiume a ritroso, da valle e man mano salendo di quota, possiamo avere un’idea degli ambienti naturali che popolano l’area. A partire dal suggestivo Querceto, localizzato nella parte bassa della riserva, detta La Roverella.
È questa la zona dei colori sgargianti, dove possiamo trovare ginestre, biancospini, rose selvatiche, primule, orchidee, anemoni, garofani e campanule. Non è raro incontrare cinghiali, volpi, faine, tassi, caprioli, cervi o anche picchi verdi, ghiandaie e sparvieri.
Salendo di quota, intorno agli 800/900 metri, ci addentriamo nella fitta area boschiva della Faggeta, dove trovano rifugio l’orso bruno e il lupo e sbocciano ciclamini, gigli e ranuncoli.
Continuando a salire troviamo l’affascinante mugheta, con l’eccezionale presenza di pino mugo e, più in alto, le rarissime specie della stella alpina appenninica, il papavero montano o la vipera dell’Orsini e l’arvicola delle nevi.
La natura esplode in tutta la sua potenza, nella Valle dell’Orfento, ma non mancano testimonianze di presenza umana: l’erosione che il fiume ha esercitato sulle rocce nel corso dei secoli ha dato vita ad ambienti naturali che sono stati nel tempo sfruttati dall’uomo, pur nel rispetto dell’ambiente circostante.
La frequentazione della Valle è stata intensa soprattutto in epoca medievale, quando monaci ed eremiti raggiungevano le sue grotte naturali in cerca di luoghi isolati in cui perdersi nella meditazione e nella contemplazione. Nella sola Valle dell’Orfento si contano ben nove eremi, il più famoso dei quali è senza dubbio quello di San Giovanni, frequentato dal futuro Celestino V, Pietro da Morrone.
Nelle zone più basse, inoltre, è frequente imbattersi nei tholos, le tipiche costruzioni contadine in pietra secca dalla caratteristica forma di trulli, utilizzati anticamente dai pastori come punti di sosta durante la transumanza del bestiame.
Sono moltissimi gli affascinanti percorsi naturalistici da affrontare per godersi una giornata immersi nelle bellezze della Valle dell’Orfento. Tra i tanti merita di essere ricordato sicuramente il Sentiero delle Scalelle.
Il Sentiero delle Scalelle è un percorso di un’oretta ed estremamente affrontabile che affianca il letto del fiume Orfento. Si tratta di una passeggiata emozionante in cui è possibile assistere ai frequenti salti del corso d’acqua e in cui, man mano che ci si addentra nella camminata, ci si immerge nella fitta vegetazione che cresce rigogliosa sulle sponde del fiume.
In ogni caso, qualunque sia il percorso scelto, una visita alla Valle dell’Orfento si rivela un’incredibile esperienza sensoriale a tutto tondo, per respirare a pieni polmoni il cuore verde dell’Abruzzo.

Tratto da Discovery Abruzzo Magazine