domenica, Dicembre 5, 2021
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E ora anche Italia Viva si schiera contro il Ddl Zan

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E ora anche Italia Viva si schiera contro il Ddl Zan

“Conte e Grillo se le stanno dando di santa ragione. Si inventeranno una fragile tregua e poi ripartiranno a litigare. Spero che chi fino a qualche settimana fa ci spiegava che i Cinque Stelle erano il futuro e che Conte era il riferimento del mondo progressista possa quantomeno smettere di fare certe affermazioni: non dico chiederci scusa e darci ragione, questo sarebbe impossibile. Mi accontenterei di vedere chi ha fatto la morale in questi mesi riconoscere, semplicemente, di avere sbagliato tattica e strategia. Lo slogan “o Conte o niente” ce lo ricordiamo?”

Questo aveva scritto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, due giorni fa sul proprio profilo Facebook. E ora è proprio Italia Viva a mettere a rischio l’approvazione del Ddl Zan, con grande sconcerto da parte ell’ex maggioranza giallorossa.

“E’ un bieco tentativo di dare una sponda alla destra e fare in modo che questa legge – fondamentale – non veda proprio la luce”, questo il commento del MoVimento 5 Stelle.

Renzi ha ben dimostrato in più occasioni di saper agire ed orchestrare i consensi e voti su tematiche e argomenti ritenuti di primo piano.

Il capogruppo al Senato Davide Faraone, all’Huffington post, ha dichiarato: “Così com’è il Ddl Zan non passa”. 

C’è anche da dire però che alla Camera i renziani avevano votato a favore. Quale scenario e disegno politico potrebbe sottendere questo cambio di rotta?

Stando a quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, Faraone avrebbe dichiarato: “Ho il dubbio che alcuni promotori” “in buona fede” “pensino che al testo si debba affidare invece una finalità propagandistica, ciò che normalmente si affida ad un manifesto, non ad un articolato normativo da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Questo intento propagandistico oltre che in un testo confuso ed inefficace può sfociare anche in un metodo poco produttivo che spinga a trovare molta più soddisfazione nel ‘battersi fino alla morte’, anche se poi la legge non passa sotto i colpi dei voti segreti in Senato, che nell’approvare la legge stessa. Pensiamo a chi ogni giorno subisce discriminazioni, non a chi deve fare le rivoluzioni ‘muscoli e like’”.

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