lunedì, Agosto 2, 2021
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Castel dell’Ovo e l’uovo magico di Virgilio

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Castel dell’Ovo e l’uovo magico di Virgilio

Il ponticello di accesso a Castel dell’Ovo

Castel dell’Ovo il castello più antico di Napoli

NAPOLI – Fra Chiaia e il quartiere San Ferdinando, c’è il nucleo originario dove i Cumani, diversi secoli prima dell’avvento dell’Era Comune, fondarono Partenope su un promontorio di tufo che si affaccia sull’attuale Golfo di Napoli, il Monte Echia (il toponimo secondo Gino Doria deriverebbe da Ercole o dalla Ninfa Egle), da cui poter avere una visione panoramica che va da Posillipo, all’isola di Capri, fino alla Penisola Sorrentina e al Vesuvio.

Qui, passando Via Partenope, si può raggiungere, tramite un ponticello che lo collega alla terraferma, l’isolotto Megaride su cui sorge Castel dell’Ovo, il più antico castello di Napoli.

Le sue origini, infatti, risalgono all’epoca romana tardo-repubblicana, allorché Lucio Licinio Lucullo fece costruire una villa sull’isolotto, un giardino baciato dagli Dėi con ciliegi e peschi provenienti dall’Oriente, rare specie di uccelli e una biblioteca, dove il politico romano si ritirò a vita privata.

Questa villa prese il nome di Castrum Lucullanum allorché nella Tarda Antichità venne fortificato, soprattutto nel V secolo, quando per paura delle incursioni dei Vandali divenne con Valentiniano III una fortezza sul mare, dove finì i suoi giorni anche l’ultimo imperatore romano d’Occidente Romolo Augusto, deposto nel 476.

Ma, perché il castello sull’isolotto Megaride si chiama Castel dell’Ovo?

Il nome del castello può avere una doppia origine, secondo una leggenda popolare deriverebbe da una magia attribuita a Virgilio, esperto di alchimia che avrebbe posto nelle fondamenta del maniero, protetto da una gabbia, un uovo magico alchemico “Athanor”.

All’integrità di questo uovo sarebbe legato il favore degli Dėi verso la città di Napoli e una sua rottura sarebbe presagio di gravi sciagure per la città.

A tal proposito, nel XIV secolo allorché ci fu un crollo nel castello, la Regina Giovanna I D’Angiò dovete giurare al popolo di aver preservato o sostituito l’uovo magico di Virgilio (Elio De Rosa, i Castelli di Napoli, 1992).

La storia dell’uovo di Virgilio, ovviamente è solo una storia popolare medievale, in realtà, secondo altri il nome deriverebbe dalla forma che ha il castello.

Il castello, sede del Museo Etnopreistorico, è visitabile e ci si tengono mostre ed eventi.

Cristiano Vignali

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Il Monte Echia oggi dove i Cumani avrebbero fondato Partenope