lunedì, Ottobre 25, 2021
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Montegranaro, 80enne si ferisce alla gamba con una motozappa: trasportato al Murri di Fermo

incidente a san vito chietino

MONTEGRANARO– Erano circa le 18:00 di ieri, quando in contrada San Tommaso, è stato soccorso un uomo di 80 anni, che in base alle informazioni apprese, si è ferito la gamba sinistra con una motozappa.

Segnalato l’accaduto, sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco del comando provinciale di Fermo, i sanitari della Croce gialla Montegranaro e l’automedica.

Presente sul luogo, anche l’eliambulanza, pronta per un eventuale trasferimento dell’80enne all’ospedale Torrette di Ancona.

Nonostante la profonda lacerazione, l’uomo è stato stabilizzato e medicato sul posto, per poi essere trasportato al Murri di Fermo, dove ha ricevuto le cure del caso.

Montegranaro (Montegranà in dialetto fermano), l’antica Veregra[6] medievale secondo la tradizione anche se non esiste alcuna prova storiografica, è un comune italiano di 12 642 abitanti[3] della provincia di Fermo nelle Marche.

Montegranaro è a circa 10 km dal mare e si snoda su un colle tra la valle del fiume Chienti e il fiume Ete morto.

La moderna Montegranaro è forse l’erede dell’antica città romana di Beregra o Veregra, colonia dell’antica Roma che comprendeva il circostante ager Veregranus, confinante con le colonie romane di FirmumPausula e Cluana[7]. L’attuale nome della cittadina viene fatto pure risalire all’antico mons Granarius, ovvero uno dei depositi di grano che i Romani erano soliti impiantare nei territori soggetti a Roma per l’approvvigionamento delle legioni. Un decreto degli Imperatori Ludovico il Pio e Lotario, dell’anno 829 d.C. menziona Montegranaro come donazione all’Abbazia di FarfaMons Granarius, poi, sarà assoggettata anche alla città di Fermo, come uno dei suoi castelli. Solo nella prima metà del XIII secolo riacquistò l’autonomia. Nel 1354 incorse nella scomunica comminata dal cardinale Egidio Albornoz, revocata solo nel 1356. Nell’era delle signorie, Marco Zeno dei conti di Venezia fu designato Vicario, Rettore, Governatore e Padrone della Terra per conto di papa Urbano VI. Nel 1394 il capitano di ventura Luca di Canale si impossessò del paese, che fu poi venduto a Fermo in cambio del rilascio di quest’ultimo. All’inizio del Quattrocento, giunse Ludovico Migliorati, cui il castello di Montegranaro fu dato in vicariato dal Concilio di Costanza[8]. Nel 1433 Francesco Sforza invase la Marca d’Ancona e a lungo rimase signore della zona. Successivamente, Montegranaro si schierò col duca di Milano e papa Eugenio IV lo scomunicò nuovamente nel 1442. Nel 1445, Montegranaro sottoscrisse dei capitolati di sottomissione con i cardinali emissari del Pontefice e tornò sotto il dominio della Chiesa cui restò poi sempre fedele. Fino al Settecento il paese si resse con proprie magistrature comunali e prosperò nell’agricoltura, soprattutto nel settore cerealicolo e nella produzione di vino ed olio. Tra la fine del Settecento ed il primo decennio dell’Ottocento un tal Granatelli iniziò la produzione della chiochiera, una sorta di pantofola di stoffa con la suola di pelle di cavallo. Fu l’inizio della fortuna della terra montegranarese. Dalla pantofola si passò alla scarpa in pelle: ciò che è divenuto il futuro ed il presente della cittadina. Nel 2009 il comune di Montegranaro è passato dalla provincia di Ascoli Piceno alla provincia di Fermo.

Elisa Cinquepalmi

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