mercoledì, Dicembre 1, 2021
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > Sicurezza e libertà religiosa: un difficile equilibrio. Il convegno di Lirec a Montecitorio

Sicurezza e libertà religiosa: un difficile equilibrio. Il convegno di Lirec a Montecitorio

Sicurezza e libertà religiosa: un difficile equilibrio tra i diritti complementari e interdipendenti

Roma – Si è tenuto il giorno 8 Novembre 2021, nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il Convegno organizzato dall’On. Stefano Ceccanti in collaborazione con il Centro Studi sulla Libertà di Religione Credo e Coscienza (LIREC).

Il Tema del Convegno è stato: Libertà di religione e sicurezza nello Stato laico. Il difficile equilibrio tra diritti complementari e interdipendenti.

Al Convegno hanno partecipato esponenti del mondo istituzionale e di diverse organizzazioni e associazioni religiose e laiche. Erano presenti la Dott.ssa Anna Nardini, già Consigliere della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Dott. ssa Anna Maria Iurato, già Prefetto al Dipartimento per le libertà civili e l’Immigrazione.

Il Convegno è stato organizzato dall’On Stefano Ceccanti, del Partito Democratico, con il quale LIREC ha collaborato per realizzare alcune precedenti iniziative finalizzate alla promozione della libertà di religione e credo, reperibili nella sezione comunicati ed eventi di questo sito.

Dopo i saluti del Presidente onorario Prof. Pietro Nocita, la direttrice Raffaella Di Marzio ha introdotto il Convegno sottolineando come il tema sia stato affrontato alla luce di un’importante pubblicazione dell’OSCE-ODHIR (Office for Democratic Institutions and Human Rights): Freedom of Religion or Belief and Security. Policy Guidance.

I rapporti pervenuti al Centro Studi e le testimoniane provenienti da diverse parti del mondo, mostrano come la necessità di assicurare la sicurezza dei cittadini abbia spinto alcuni Stati ad adottare misure e promulgare leggi che violano i principi fondamentali alla base del diritto alla libertà di religione o convinzione.
Un concetto che emerge continuamente nelle Linee Guida è che la libertà di religione o convinzione e la sicurezza sono diritti complementari e interdipendenti e non si può promuovere l’uno coartando l’altro.

Con questa iniziativa LIREC ha voluto rispondere alle sollecitazioni che l’OSCE ha indirizzato alla società civile :

– diffondere la conoscenza delle Linee Guida, per prevenire e contrastare la discriminazione, l’ostilità o alla violenza esprimendosi con chiarezza in difesa di persone e gruppi perseguitati e discriminati o fatti oggetto di campagne di odio orchestrate ad arte;
– impegnarsi con tutti gli interlocutori interessati per promuovere simultaneamente la libertà di religione o convinzione e la sicurezza per tutti, tra i quali l’OSCE nomina espressamente le donne e i giovani, riconoscendone il ruolo determinante per lo sviluppo di una società aperta, democratica e sicura.
Nelle Linee Guida l’OSCE si rivolge agli Stati, alla società civile, alle comunità di religione o convinzione e ai media.

Il Convegno si è articolato in quattro tavole rotonde.

Alle 15.30 ha avuto inizio la prima tavola rotonda: Libertà e Sicurezza per tutti: una sfida globale, con l’intervento del Prof. Fattori, dell’Università di Foggia, che ha curato, insieme ad altri colleghi, traduzione in italiano delle Linee Guida, nel volume “Libertà religiosa e sicurezza, con la prima traduzione delle linee Guida OSCE 2019 su libertà di religione o convinzione e sicurezza”, pubblicato da Pacini Giuridica. Il relatore ha sintetizzato alcuni concetti chiave del documento, come quello di “sicurezza integrata” e ha sottolineato come un concetto troppo vago di “estremismo” possa indurre gli Stati ad emanare leggi che possono violare i diritti fondamentali di comunità religiose del tutto pacifiche. D’altro canto, nel documento l’OSCE si appella alle comunità religiose affinché collaborino con le istituzioni per prevenire qualsiasi deviazone interna che induca ad atti di ostilità o violenza. Una delle considerazioni rilevanti emerse dal contributo del Prof. Fattori è che non si può identificare ogni forma religiosa fondamentalista come “terrorismo” e che esistono forme di estremismo che non veicolano alcuna violenza e non ledono i diritti degli altri cittadini.

Davide  Romano, Direttore di Coscienza e Libertà  e del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà religiosa  della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno, ha puntualizzato come le religioni presentino una “vocazione tendenzialmente totalitaria”, specialmente quando fanno un uso del testi sacri strumentalizzandone o esasperandone i contenuti. Talvolta le comunità religiose sanno essere interlocutori efficaci e promotrici di pace, mentre in altri casi svolgono un ruolo che tende a salvaguardare solo gli interessi di altre corporazioni. La libertà di culto, garantita dallo Stato laico deve essere promossa anche dalle religioni grazie al dialogo ecumenico e al confronto effettivo e non riduttivo con i testi sacri delle diverse tradizioni.

La tavola rotonda si è conclusa con l’intervento di Patrizio Zenobi, dell’ Ufficio Stampa dei Testimoni di Geova, che, rispondendo alle richieste degli organizzatori, ha presentato la situazione dei Testimoni di Geova in Russia, dove il governo ha emanato una legge contro l’’estremismo” che è pensata con intenti esattamente opposti a quelli del documento OSCE e della stessa Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

La direttrice, introducendo l’intervento di Zenobi, ha sottolineato come la situazione dei Testimoni di Geova in Russia è stata oggetto, in Italia, di almeno tre interrogazioni parlamentari. LIREC ha partecipato alla Conferenza stampa di presentazione della prima interrogazione che risale al 2017 e aveva come prima firmataria l’On. Rostellato e cofirmatari altri deputati del Partito democratico, tra i quali l’On. Lacquaniti. Le altre due sono del 2019 e del 2020. Entrambe hanno avuto risposta, l’ultima a firma della Viceministra Marina Sereni. In sintesi, nella risposta si afferma che la persecuzione dei Testimoni di Geova in Russia “rappresenta oggi una delle più evidenti criticità in materia di diritti umani nel Paese” e si ribadisce l’impegno dell’Italia per la difesa e promozione della libertà religiosa di tutti. Il relatore ha presentato i dati delle carcerazioni, condanne, violenze e torture perpetrate a danno dei Testimoni di Geova dalle Forze dell’Ordine al servizio di un governo colpevole di promulgare leggi ingiuste e pensate solo per perseguitare una religione di minoranza.

Zenobi ha passato in rassegna alcuni casi : “32 sono agli arresti domiciliari e anche se la Corte suprema russa ha detto che la decisione di sciogliere gli enti giuridici non includeva il divieto di praticare la religione, la realtà è molto diversa: a ottobre del 2021 in tre sono stati condannati a 8 anni di carcere, una donna a 3 anni. In precedenza, la condanna più severa era stata di 7 anni e mezzo, nel febbraio del 2021. Nello stesso periodo 15 famiglie a Mosca venivano perquisite dalle forze di sicurezza”.

Le altre tre tavole rotonde avevano questi temi: Donne pace e sicurezza, Diversità religiose e società e infine  Dialogo interreligioso e sicurezza. Per informazioni sui relatori e il contenuto degli interventi rimandiamo direttamente al sito di Lirec. Sul sito di Radio Radicale a questo link, è possibile seguirle l’intero convegno trasmesso in streaming.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net