domenica, Gennaio 23, 2022
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Jean Cocteau in TV del 3 dicembre alle 15.45 su Rai 5: “Il bell’indifferente”

il bell'indifferente

Anticipazioni per il Grande Teatro di Jean Cocteau in TV del 3 dicembre alle 15.45 su Rai 5: “Il bell’indifferente”

Lucia Mosca on Twitter: "(Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di  Molière del 22 febbraio alle 15.45 su Rai 5: “Il misantropo”) Segui su: La  Notizia - https://t.co/OcN4KZlJWI… https://t.co/bUS2bZ9xXI"

Per il Grande Teatro in TV oggi 3 dicembre alle 15.45 va in onda su Rai 5 il monologo “Il bell’indifferente” scritto da Jean Cocteau nella versione diretta da Mario Chiari ed andata in onda sulla Rai nell’aprile 1982. L’interprete del brano è Piera Degli Esposti.

Il bell’indifferente (Le Bel indifférent ) è un monologo teatrale scritto nel 1940 da Jean Cocteau. L’opera è un atto unico ( monologo ) sulla solitudine e l’amore tormentato, presentato per la prima volta nel 1940 al teatro Bouffes-Parisiens da Édith Piaf e Paul Meurisse.

Jean Maurice Eugène Clément Cocteau (Maisons-Laffitte5 luglio 1889 – Milly-la-Forêt11 ottobre 1963) è stato un poetasaggistadrammaturgosceneggiatoredisegnatorescrittorelibrettistaregista ed attore francese.

La versatilità, l’originalità e l’enorme capacità espressiva gli portarono il plauso internazionale. Cocteau è soprattutto conosciuto per il suo romanzo I ragazzi terribili, del 1929, la rappresentazione teatrale La voce umana, del 1930, e il film La bella e la bestia, del 1946.

Jean Cocteau nasce il 5 luglio 1889 a Maisons-Laffitte, cittadina a pochi chilometri da Parigi, da Eugénie Lecomte e Georges Cocteau, già genitori di Marthe (1877-1958) e Paul (1881-1961). Il padre, depresso e senza lavoro, si suicida nel 1898[1]. D’estate, fino all’adolescenza, risiede spesso nel paese natale, presso i nonni materni, che hanno anche un “hôtel particulier” a Parigi, in rue La Bruyère 45,[2] oppure va dagli altri nonni, a Vierzy. Dopo la morte del padre vive per qualche mese in Svizzera.

Ha una governante tedesca, Joséphine Ebel, da lui detta “Jéphine”. Disegna molto, soprattutto fa caricature. Frequenta il Liceo Condorcet di Parigi fino all’età di 15 anni allorché decide di studiare privatamente, non essendo interessato agli studi ufficiali; ciononostante, dopo aver tentato invano di conseguire la maturità al liceo Fénelon, nel 1907 interromperà ogni studio[1]. In questo periodo prende a frequentare i salotti degli amici Lucien DaudetReynaldo HahnCatulle Mendès e Maurice Rostand[3], pubblicando nel 1909 il suo primo libro di poesie La lampada di Aladino e fondando una rivista “Schéhérazade”, che non dura a lungo. Abita con la madre in rue d’Anjou, 10.

Si appassiona quindi al mondo della musica, frequentando il balletto, e ha occasione di assistere al primo spettacolo in assoluto dei Balletti russi di Sergej DjagilevPavillon d’Armide. Conosce di persona Djagilev, che gli commissiona il soggetto di Le Dieu bleu, balletto su musica di Reynaldo Hahn, presentato al Théâtre du Châtelet nel 1912.

Ha intanto pubblicato altre due raccolte di poesie e ha fatto un viaggio in Algeria (12 marzo – 8 aprile 1912). Nel 1913 resta colpito dalla prima della La sagra della primavera di Stravinskij, nonostante l’opera abbia generato un putiferio e abbia diviso ferocemente pubblico e critica (Cocteau la prende a modello di quel che per lui è l’arte moderna).