mercoledì, Luglio 6, 2022
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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Alexandre Dumas del 17 maggio alle 15.45 su Rai 5: “Antony” con Warner Bentivegna

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Anticipazioni per il Grande Teatro in TV di Alexandre Dumas del 17 maggio alle 15.45 su Rai 5: “Antony con Warner Bentivegna

Grande Teatro in TV di Lajolo del 25 aprile su Rai 5: “La strada più lunga”

Per il Grande Teatro di  Alexandre Dumas padre in TV va in onda oggi pomeriggio martedì 17 maggio alle 15.45 su Rai 5 il dramma romantico “Antony” proposto nella versione film televisivo trasmesso nel giugno 1968 dalla Rai con regia di Giacomo Colli.

Gli interpreti della commedia in TV sono  Warner BentivegnaEmma Danieli, Silvia MonelliWalter Maestosi.

Cinque atti in cui i protagonisti sono vittime di un amore senza speranze e dei pregiudizi sociali più radicati contro i quali si scagliava la ribellione dell’anima romantica.

Antony è un dramma di A. Dumas padre, rappresentato per la prima volta nel 1831. Antony, un avventuriero romantico, seduce e genera una grande passione in Adele, che abbandona il marito per poi convincere l’amante a ucciderla non potendo sopportare il disonore generato.

Nel dramma passionale, un capolavoro emblematico del teatro romantico francese, trionfa il mito dell’amore folle e travolgente e dell’eroe tenebroso e ribelle alle convenzioni sociali della società dell’epoca.

Warner Bentivegna (Crotone18 luglio 1931 – Roma6 dicembre 2008) è stato un attore italiano.

Diplomatosi all’Accademia nazionale d’arte drammatica di Roma, inizia la carriera con la compagnia di Renzo Ricci e Eva Magni (La casa della notte di Thierry MaulnierSei personaggi in cerca d’autore di Luigi PirandelloIl primo uomo di Eugene O’NeillIl regno di Sem Benelli).

La stagione successiva è allo Stabile di Genova con Enrico Maria Salerno (Mariti di Achille TorelliOndine di Jean GiraudouxIvanov di Anton ČechovOreste di Vittorio Alfieri).

Debutta in televisione a fianco di Andreina Pagnani in Un mese in campagna di Ivan Turgenev. Seguiranno L’avaro di Molière con Sergio TofanoCome le foglie di Giuseppe Giacosa con Sarah FerratiUmiliati e offesi di Fëdor Dostoevskij con Enrico Maria Salerno e Anna Maria Guarnieri.

Qui lo nota Giorgio Strehler che lo vuole al Piccolo Teatro di Milano per Platonov di Anton Čechov con Sarah FerratiTino CarraroValentina CorteseTino Buazzelli. Sempre con il Piccolo Teatro di Milano e la regia di Strehler partecipa a quell’Arlecchino servitore di due padroni interpretato da Marcello Moretti, che lo porterà in una lunga tournée attraverso gli Stati Uniti d’America e l’allora Unione Sovietica.Warner Bentivegna

Di ritorno, il commediografo e sceneggiatore Federico Zardi gli offre di partecipare alla riduzione in sceneggiato televisivo affidato a Edmo Fenoglio de I Giacobini. Il suo ruolo sarà quello di Saint Just a fianco di Serge Reggiani.

Così farà Anton Giulio Majano che lo impegna come protagonista di Una tragedia americana, con Virna LisiLilla Brignone e Luigi Vannucchi. Subito dopo sarà nuovamente protagonista, questa volta de Il giocatore, sceneggiato diretto da Edmo Fenoglio, sul soggetto dell’omonimo romanzo di Fëdor Dostoevskij. In questi anni diventa molto popolare, piace molto al pubblico femminile e i comici ne fanno la parodia in televisione. Ma torna sempre al teatro, sua autentica passione. Forma compagnia con Alida Valli per Il sole e la luna di Guglielmo Biraghi e poi con Lea Padovani per apparire all’Olimpico di Vicenza, protagonista di Ruy Blas di Victor Hugo, spettacoli che saranno portati in lunghe tournée attraverso i vari teatri italiani.

Da qui, come cita la voce a lui dedicata nell’Enciclopedia dello Spettacolo[1], tra teatro e televisione si cimenta in un’intensa attività in un repertorio che spazia da Eugene O’Neill a Molière a Tennessee Williams. Con la regia di Luca Ronconi partecipa a Spettri di Henrik Ibsen per il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Per la regia di Giancarlo Cobelli partecipa ai Sei personaggi in cerca d’autore con Turi Ferro e Carla Gravina, e sempre con Giancarlo Cobelli e Corrado Pani a L’impostore di Carlo Goldoni.

In seguito, lo richiama Luca Ronconi per Le due commedie in commedia di Giovan Battista Andreini e per La commedia della seduzione di Arthur Schnitzler. Ancora con Ronconi, per il Teatro Greco di Siracusa e il Piccolo di Milano è nelle Baccanti di Euripide. Prosegue, chiamato dal Teatro Stabile di Torino, con La Peste di Albert Camus, per la regia di Claudio Longhi, con Franco Branciaroli e Massimo Popolizio. In particolare, per la sua interpretazione di Padre Paneloux, riceve il prestigioso premio dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro che lo definisce, alla fine di una complessa motivazione “… la figura, corretta, del grande attore come ce lo siamo sempre immaginato”[2].

Nel 2007 ha partecipato per il Teatro stabile del Veneto a Una delle ultime sere di carnevale di Carlo Goldoni, per il quale gli è stato conferito il Premio Randone per la Scena con la motivazione, tra l’altro, “per la sua straordinaria interpretazione del personaggio di Zamaria”[3].

Muore a Roma, dopo una breve malattia, il 6 dicembre 2008 a 77 anni.