sabato, Luglio 2, 2022
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Anticipazioni per il Grande Teatro di Cesco Baseggio in TV del 23 giugno alle 15.45 su Rai 5: “El prete rosso”

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Cesco Baseggio in TV del 23 giugno alle 15.45 su Rai 5: “El prete rosso”

Oggi pomeriggio 23 giugno su Rai 5 alle 15.45 per il Grande Teatro di Cesco Baseggio sulle reti Rai, va in onda l’opera “El prete rosso”, proposta nella versione trasmessa nell’ottobre 1965 dalla RAI con la regia di Italo Alfaro e la interpretazione di Lino Zavattieri, Wanda Benedetti, Gianna Raffaelli, Mario Stegher, Anita Rossi, Enrico Portilora, Gino Cavalieri;, Giorgio Gusso, Carmela Rossato, Nando Tomei, Alba Tarlazzi, Willy Moser, Sandro Marchetti, Carlo Todaro, Cesco Baseggio, Adriana Vianello e Luisa Sala.

L’opera teatrale narra la vita di Antonio Vivaldi, insigne compositore amico di Goldoni, avversato per il suo genio e costretto dalla malvagità degli uomini a vivere tristemente gli ultimi anni.

Antonio Lucio Vivaldi (Venezia4 marzo 1678 – Vienna28 luglio 1741[1]) è stato un compositore e violinista italiano[2][3][4], considerato tra i massimi esponenti del barocco musicaleSacerdote, pur non potendo celebrare la messa per motivi di salute, era detto “il Prete rosso” per il colore dei capelli.

Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato il più importante, influente e originale musicista italiano della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico (un genere iniziato da Giuseppe Torelli), e della tecnica del violino e dell’orchestrazione. Non trascurò inoltre l’opera in musica e la sua opera compositiva vastissima comprende inoltre numerosi concertisonate e brani di musica sacra.

Le sue opere influenzarono numerosi compositori del suo tempo tra cui il genio massimo del barocco Johann Sebastian Bach, ma anche PisendelHeinichenZelenkaBoismortierCorretteDe FeschQuantz. Le sue composizioni più note sono i quattro concerti per violino conosciuti come Le quattro stagioni, celebre esempio di musica a soggetto.

Come per molti compositori barocchi, dopo la sua morte il suo nome e la sua musica caddero nell’oblio. Solo grazie alla ricerca di alcuni musicologi del XX secolo, come Arnold ScheringMarc PincherleAlberto Gentili e Alfredo CasellaGian Francesco Malipiero, il suo nome e le sue opere tornarono celebri, diventando uno dei compositori più noti ed eseguiti.

La vita di Vivaldi è scarsamente documentata, poiché prima del XX secolo nessun biografo si è mai occupato di ricostruirla. Numerose lacune e inesattezze falsano ancora la sua biografia; alcuni periodi della sua vita rimangono completamente oscuri, come i molti viaggi supposti, o realmente intrapresi, in Italia e in Europa.

Si è fatto riferimento dunque alle rare testimonianze dirette dell’epoca, in particolare quelle di Charles de Brosses, di Carlo Goldoni e dell’architetto tedesco Johann Friedrich Armand von Uffenbach, che incontrarono il compositore. Altre notizie provengono da alcuni manoscritti e documenti di altra natura, ritrovati in diversi archivi in Italia e all’estero.[7] 

Per dare due esempi concreti: è soltanto nel 1938 che si è potuta determinare con esattezza la data della sua morte, sull’atto ritrovato a Vienna, e nel 1963 quella della sua nascita, identificando il suo atto di battesimo (prima, l’anno di nascita, il 1678, era soltanto una stima dedotta dalle tappe conosciute della sua carriera ecclesiastica).