venerdì, Marzo 1, 2024
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Migranti. Cosa nascondono tutte queste parole vuote?

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Migranti. Cosa nascondono tutte queste parole vuote? – Sono più di 132.000 le persone sbarcate a Lampedusa dall’inizio dell’anno.

Migranti, ne arrivano ogni giorno di più, con storie e motivazioni di ogni tipo. Da coloro che fuggono dalle guerre o dalla fame, a minori che arrivano da soli la cui presenza sugli oramai tristemente famosi “barchini” apre a molte domande.

Questo che molti vorrebbero chiamare “esodo” e che, in qualsiasi modo la si pensi, è una tragedia ha molte, ed assai diverse, sfaccettature.

Sfaccettature assai poco rese comprensibili dai media nostrani che preferiscono ridurre la complessità di questo fenomeno ad una gazzarra di basso livello fra una, permettetemi di dire, fantomatica cultura di “destra” ed una, altrettanto fantomatica, cultura di “sinistra”.

Un vero e proprio “circo mediatico” che, al di là della tanta propaganda a parti avverse, non affronta la gravità che il fenomeno rappresenta.

“Nani” e “ballerine” moderni, questo sembrano la grande maggioranza di chi si espone sui media per incensarsi nel rappresentare il proprio punto di vista su questo complessissimo e tristissimo tema a chi vorrebbe approfondire e veder approfondito il fenomeno degli “sbarchi a Lampedusa”.

Spesso io, sempre “cittadino semplice, ho la percezione che, al di là delle frasi di facciata dette con tono austero, di quei poveracci, vera carne da macello, che arrivano in quella isoletta interessi poco ai tanti che su questa tragedia ci mangiano sopra.

Cosa succederebbe, infatti, se questi “arrivi” terminassero? Dalla fine delle trasferte delle varie troupe televisive con le annesse spese per vivere sull’isola, alla fine dei tanti appalti per la gestione di queste povere persone. Ovviamente rimanendo sul piano degli “affari legali”.

Abbiamo tutti imparato parole come “hotspot” e “paese di transito”, “Lampedusa confine dell’Europa” e “CPR”, parole ripetute in maniera quasi compulsiva da opinionisti, politici e giornalisti.

Parole che spostano l’attenzione dalle tante, e gravissime, altre emergenze che la nostra povera ed amata Italia sta vivendo.

Parole solo apparentemente esaustive, ma in realtà assenti di profondità. Parole che, se osservate con attenzione, rappresentano un nulla cosmico.

Qualcuno di voi che mi onora di dedicare del tempo ai miei pensieri, ha sentito parlare in uno dei tanti dibattiti televisivi sul tema, delle dinamiche che soggiacciono al fenomeno?

Qualcuno di voi che mi onora di dedicare del tempo ai miei pensieri ha sentito parlare del ruolo delle mafie in questo “business”? Perché di business si tratta.

Qualcuno di voi che mi onora di dedicare del tempo ai miei pensieri ha sentito parlare in modo profondo ed esaustivo della “schiavitù” a cui molti di coloro che arrivano sulle coste, non solo di Lampedusa, saranno costretti per esempio nei campi agricoli italiani? Vi ricordate, un esempio fra tanti, le inchieste che hanno coinvolto anche un parlamentare e sua moglie sull’uso ed abuso dei migranti nell’agro pontino?

Qualcuno di voi che mi onora di dedicare del tempo ai miei pensieri ha sentito parlare in modo profondo ed esaustivo della “schiavitù” che colpisce molte donne che arrivano sull’isola costrette a prostituirsi dalle organizzazioni criminali che le fanno arrivare a Lampedusa?

Qualcuno di voi che mi onora di dedicare del tempo ai miei pensieri ha sentito parlare sui media nazionali del rischio che dietro questi arrivi si nasconda, anche, non solo, la schiavitù minorile dell’accattonaggio da parte delle mafie nelle nostre città?

Qualcuno di voi che mi onora di dedicare del tempo ai miei pensieri ha sentito parlare sui media nostrani dei rumori di sottofondo che chi vuol comprendere, e ricerca, sente in ordine a “fenomeni estremi” collegati a questi tristi arrivi? Fenomeni estremi che riportano alla memoria addirittura gli aberranti comportamenti del gerarca nazista Mengele.

Ampio il giro di affari legato a questo fenomeno tristissimo ove gli esseri umani non sono altro che “pezzi di carne”.

Nel rimanere nel mondo del lecito, una recente stima governativa parla di costi diretti per lo Stato nell’ordine dei 3,5 miliardi di euro nel 2023.

Quanti, però, i costi nascosti nelle regioni, per esempio per voci collegate alla sanità?

L’agenda politica italiana ed europea viene, in queste settimane, dai media nostrani ridotta pressoché ad un argomento unico.

Salvo la sempre più sbiadita presenza sugli stessi organi di informazione della guerra in Ucraina, infatti, da settimane la notizia “star” è quella relativa ai “migranti che sbarcano a Lampedusa”.

Tantissime parole, un vero fiume di parole, ma totale assenza di profondità atta ad aiutare gli italiani a comprendere il fenomeno.

Io, “cittadino semplice” che ama ragionare, non mi appassiono alle tante chiacchiere vuote, permettetemi di dire “da pollaio”, che stanno inondando da settimane il sistema mediatico con l’unico fine di tramutare questa tragedia in qualcosa di molto simile ad uno scontro fra “hooligans”.

Tifoserie dalle “facce serie” ma, nel profondo, prive di un reale interesse alla tragedia umana di quelle che, a prescindere, sono povera gente che attraversa il mare o per cercare il “nuovo mondo” o perché “schiava di poteri che li vede solo come prodotti”, come “carne” appunto.

Io “cittadino semplice” mi rendo conto che dietro a questi “barchini” vi sono tanti, ma veramente tanti, soldi che girano nelle tasche di molti, anche in Italia, non solo in Italia, e che se non verrà interrotto questo drammatico giro di soldi questo fenomeno mai terminerà.

Fino a quando noi che viviamo in Italia ed in Europa non urleremo “basta” a questo “business della morte e della schiavitù” e chiederemo che venga fatta vera luce sul vorticoso giro di affari che si muove dietro a questi “barchini” nulla cambierà.

I “migranti” continueranno ad arrivare a Lampedusa e, molti di più, a morire prima nel deserto, poi nei campi di concentramento delle mafie sulle coste dell’Africa, infine nel mare mediterraneo e noi, “cittadini più inermi che semplici” in questo caso, continueremo a vedere e sentire banalità sul tema in televisione fino allo sfinimento che, auspicabilmente, ci porterà a leggere un bel libro o vedere un bel film.

Con l’ultimo Consiglio dei Ministri il “Circo Barnum” dell’emergenza ha creato un nuovo “tema di scontro”, quei venti “CPR” che tutti, in primis i famosi ben pensanti a casa degli altri, ora vivono con “allarme” e “fastidio”.

Venti Centri per il Rimpatrio! Poco importa se funzionali o meno a ridurre questa “transumanza della morte”, l’importante è che se ne parli mentre nulla cambia.

Strategia antica in Sicilia quella del “far parlare” mentre i “piccioli” continuano a “girare”.

I “piccioli” girano, i “migranti” continuano ad arrivare e ad essere “usati dai vari sistemi”, il “popolo” si abitua a questo orrore e da sempre più per scontato che sia “giusto ed ineluttabile”.

A me, sempre “cittadino semplice”, tutto questo ricorda i tempi passati, ma che nessuno parli di nazismo o fascismo, questo “circo”, a Lampedusa, dura già da decenni.

Decenni che hanno visto tutti i partiti al governo della nostra amata Italia.

Basta leggere i numeri degli sbarchi per rendersi conto che solo due sono i politici italiani che hanno veramente cercato di incidere sul fenomeno.

Quello “strano” politico di sinistra che porta il nome di Minniti, oggi sparito dalla nomenclatura del suo partito, e quel Salvini finito sotto processo per sequestro di persona perché, da ministro degli interni, impediva gli sbarchi.

Un po’ poco per una tragedia di queste dimensioni … sempre che questa, un giorno, non debba essere definita come la punta di un iceberg dell’orrore.

Ignoto Uno

Foto di MAMADOU TRAORE da Pixabay

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