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Anticipazioni per il Grande Teatro di Brancati in TV del 12 aprile alle 15.35 su Rai 5: “Questo matrimonio si deve fare”

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Anticipazioni per il Grande Teatro di Vitaliano Brancati in TV del 12 aprile alle 15.35 su Rai 5: “Questo matrimonio si deve fare” – Per il Grande Teatro di Vitaliano Brancati in TV andrà in onda oggi venerdì 12 aprile alle 15.35 su Rai 5 la commedia “Questo matrimonio si deve fare” nella versione andata in onda nel luglio 1971 sulla Rai con la regia di Claudio Fino.

Interpretazione di Silvia Monelli, Francsco Mulè, Franca Mantelli e Franco Sposito.

La giovane Pierina è insofferente di ogni legame tradizionale. La sua verginità non le pesa, dice quello che pensa, e inventa quello che le serve pur di creare ostacoli alla realizzazione del suo matrimonio con l’avvocato Pannocchietti che colleziona incarichi e stipendi pur di avere la sua mano.

Vitaliano Brancati (Pachino24 luglio 1907 – Torino25 settembre 1954) è stato uno scrittoresceneggiatore e drammaturgo italiano.

Nato a Pachino, in provincia di Siracusa, il 24 luglio 1907 da una famiglia non aliena da interessi letterari – sia il nonno che il padre erano stati autori di novelle e di poesie – compì gli studi inferiori a Modica dove visse dal 1910 al 1919 e quelli superiori a Catania dove si trasferì con la famiglia nel 1920. Nella città etnea frequentò la facoltà di Lettere presso la locale università, laureandosi nel 1929 con una tesi su Federico De Roberto; successivamente insegnò per diversi anni a Caltanissetta nell’Istituto Magistrale, frequentato in quegli anni da Leonardo Sciascia che però non fu suo alunno.

Successivamente si trasferì a Roma dove, oltre a insegnare, inizia l’attività di giornalista, dapprima per il quotidiano Il Tevere e, in seguito, dal 1933 in poi, per il settimanale letterario Quadrivio. La sua formazione giovanile viene segnata da un’ideologia irrazionalista che entra in crisi quando da Catania si trasferisce a Roma dove ha modo di frequentare intellettuali crociani e democratici che gli aprono un orizzonte culturale europeo.

La sua attività letteraria inizia con opere “di regime” e pertanto animate da intenti propagandistici di stampo fascista come il dramma in versi Fedor del 1928, i drammi Everest del 1931 e Piave del 1932 e il romanzo L’amico del vincitore. Nel 1934 pubblica il romanzo Singolare avventura di viaggio dove appaiono per la prima volta i temi legati ai problemi dell’esistenza e all’erotismo.

In seguito al contatto con AlvaroMoravia e altri scrittori di quel periodo, proprio nel 1934, Brancati, matura la sua crisi politica, si distacca dalle posizioni fasciste e disconosce i suoi scritti giovanili per lo più improntati all’ideologia dell’azione. Tornato a Catania si dedica all’insegnamento e nello stesso tempo collabora al settimanale Omnibus di Leo Longanesi fino al 1939 quando la rivista viene soppressa da parte del regime fascista. Nel 1943 le sue corrispondenze per Omnibus sono raccolte nel volume I piaceri.

Foto interna ed esterna: https://www.rai.it/ufficiostampa/assets/template/us-articolo.html?ssiPath=/articoli/2020/11/A-teatro-con-Rai5-canale-23-c7ac591e-8640-4546-8676-7c6d58dd4476-ssi.html