Castelnuovo di Farfa-Elezioni Amministrative 2026- Esiliati castelnuovesi “Allonsanfàn”
Castelnuovo di Farfa (Rieti)-“Allonsanfàn”è un titolo di inimmaginabile presunzione. Evoca la Marsigliese, oppure il famoso film dei fratelli Taviani. Ma per noi vecchi ragazzi castelnuovesi ,con il cuore a sinistra, è sinonimo di libertà. Noi castelnuovesi che viviamo esiliati nel“lager dei lebbrosi politici ”cosa possiamo fare se non sperare di poter recidere questo filo spinato? Tutti noi pensiamo, tutti noi abbiamo delle idee. Queste idee possono essere buone o cattive, tristi o allegre, mediocri o geniali, resta il fatto che l’essere “prigioniero” nella tua madre terra accende una malinconia che si traduce in una battaglia interna . La solitudine, il peso della solitudine, si diffonde come un’ombra nell’anima. Poi il tuo spirito reagisce , ribalta gli eventi negativi della catastrofe interiore e nonostante gli accadimenti contrari riesci , con lo scrivere, a sconfiggere la malinconia che infine si dissolve. Dalla sconfitta esterna nasce la vittoria intima , la liberazione .


Qualcuno estraneo alla nostra Storia ha scritto che a Castelnuovo :”si respira un clima democratico “ . Logicamente questa celebre penna viene da un’altra realtà e qui ha trovato, sicuramente, un buon vino e “panutella&salcicce a gogo ”. Allora gentile signore ci faccia il piacere , si goda l’aria fresca e non confonda la Democrazia con la “Sagra delle Fregnacce” .

Queste elezioni amministrative potrebbero essere portatrici di una sorta di “Grazia culturale” e forse un varco aperto nella LINEA LIVIDA che circonda Palazzo Perelli. Ovviamente tutto verrà deciso nelle urne elettorali. Spero che il giovane Gregorio Maria Mattei esca vincitore da questa tornata elettorale. Perché Gregorio? Perché forse , lo spero, non è oscurato mentalmente e sembra che sia ,visto il suo interesse per la biblioteca e per la Poesia, culturalmente anni luce avanti al Zonetti il quale ci lascia un Castelnuovo frantumato ed un deficit di modernità di almeno 50anni rispetto agli altri borghi della Sabina, vedere Mompeo e Salisano. Zonetti è arrivato a Palazzo Perelli a capo di un “triste listone unico” senza opposizione e di tragica memoria. Spero che questa dittatura della maggioranza , 54%, – 46 % astenuti dal voto, abbia termine. La vittoria di Gregorio Maria Mattia credo che sia il primo evento politico positivo per Castelnuovo in questo quarto di secolo. Per noi esiliati oltre la LINEA LIVIDA è forse solo una possibile speranza.
Franco Leggeri, castelnuovese

Poesia da “Murales Castelnuovesi “–
Castelnuovo non può arrugginire
come un vecchio metallo abbandonato
e sepolto ai bordi di un ricordo.
Castelnuovo attrae sempre la luna
che emerge dall’estate smarrita
nel profumo dell’erba e del vino.
Castelnuovo è aria in una trappola d’amore
dolce come l’uva passa ai bordi della cena.
Castelnuovo è un pomeriggio qualunque
mentre il tempo scorre come l’acqua
che evapora tra i ciottoli delle sue vie.
È questo il tempo impetuoso e calmo,
ma imprevedibile come gli occhi dietro le finestre
che raccontano una storia e la depositano nel ricordo
della poesia che sono sguardi e segreti
da regalare alle mani dei bambini.
Castelnuovo è il rimpianto, è l’abbraccio
che imprigiona i sogni più belli
che si lasciano cullare assieme alle foglie d’ulivo
dalla brezza che viene dall’anima .
Così nelle notti passate a raccogliere le gocce di rugiada
per dissetarmi, poi, nei silenzi illuminati dalla luna
tornano le voci amiche che trasportano
la musica e il grido nell’eco della Valle del Farfa
Franco Leggeri-I tetti di Castelnuovo di Farfa, il mio Dedalo.
Scoprire, o riscoprire Castelnuovo, cercando di aver gli occhi disincantati, mi permette comunque di vederne l’anima del mio Dedalo la più popolare, la più vissuta dalla gente comune. Scopro e riscopro, nuovo punto di vista, dopo tanti anni i vicoli del mio “Borgo Dedalo”, dove ho trascorso l’infanzia e la mia giovinezza che, nell’età dell’incoscienza, appare eterna. Se da adulti, in modo crudo, ci rendiamo conto che la vita passa in fretta, ci consola il pensiero che l’eterno rimane non nella materia, ma nelle vibrazioni, nelle sensazioni che aleggiano intorno a noi e che percepiamo secondo la nostra sensibilità e i nostri stati d’animo. Ora, osservando i tetti, vale la pena ricordare e raccontare e magari riflettere su queste nuove sensazioni che danno i tetti di Castelnuovo. Quante cose sono cambiate in queste vie , tante persone ,attori nella mia fanciullezza, non esistono più, altre sono invecchiate e altre ancora sono lontano altrove a cercare una vita diversa . E’ strano cercare dai tetti, di aprirli, e vedere, nei ricordi, le persone che abitavano la casa, scoprire l’atmosfera, rivivere gli stati d’animo con occhi diversi, con esperienza ,“lunga esperienza della vita”, reinventare ed animare anche i più piccoli dettagli del quotidiano la vita semplice e minimalista di una volta.
Vedo le vie di Dedalo là dove diventano più ripide, più stette , gli incroci e giù per i vicoli e scalette e ancora piccoli cortili e scale buie, soprattutto d’inverno. Nel mio paese, nel mio Dedalo ora sono cambiate molte, moltissime cose forse troppe .Sono cambiate le persone, le case, anche le storie non sono più le stesse. Ma il “Borgo Dedalo” , il mio Castelnuovo , quello carico di storie scritte su di epigrafi marmoree “inchiodate” nella mia anima. Queste storie, immutabili e solide, che parlano e raccontano alla mia memoria, come una canzone poetica infinita ,di un Castelnuovo tramontato per sempre. Il mio paese, Castelnuovo, il mio Dedalo è un posto così sconosciuto alla “nuova gente” che ora lo abita e lo “consuma” e che ne distrugge il verde e la sua storia. La “nuova gente” che non ha l’abitudine di menzionarne il nome del mio Dedalo. La “nuova gente” non può ricordare la musica , dolci suoni, che uscivano da ogni porta , non può godere il trionfo e la purezza dei sogni che nascondono i cuori carichi di emozioni che creano le case del“mio paese”

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