Laureati nelle Marche: le percentuali degli ultimi anni
Laureati nelle Marche: le percentuali degli ultimi anni
Ancona – In Italia il tasso di giovani laureati nel 2025 era pari a 31,1%. È il secondo valore più basso in Europa (dopo la Romania), di quasi 14 punti percentuali più basso rispetto alla media europea. Il sito openpolis.it ha analizzato gli ultimi dati disponibili in questo settore.
Nonostante nel 2025 fosse fanalino di coda a livello europeo, l’Italia registra un aumento costante dei giovani laureati. Tra il 2017 e il 2025, il dato è aumentato di 4,2 punti percentuali, passando dal 26,9% al 31,1%. Naturalmente va considerato il divario territoriale. Di fatto in 81 province si è registrato un aumento. Ci sono 4 regioni in cui tutte le province riportavano un incremento delle persone con la laurea: Calabria (che passava da un’incidenza del 21,6% al 25,5%), Umbria (dal 29,2% al 35,3%) e Valle d’Aosta (dal 26,7% al 30%)e le Marche (dal 28,3% al 33,5%).
Vediamo meglio la situazione nelle province marchigiane, riassunta in questa tabella:
| Provincia | Percentuale 2024 | Percentuale 2018 | Differenza |
| Pesaro/Urbino | 27,8% | 27,7% | 0,1% |
| Ancona | 34,4% | 29,7% | 4,7% |
| Macerata | 36,1% | 24,8% | 11,3% |
| Fermo | 28,1% | 27,3% | 0,8% |
| Ascoli Piceno | 41,4% | 32,7% | 8,7% |
Come si evince dalla tabella, l’incremento varia da una provincia un’altra. quasi nullo in provincia di Pesaro/Urbino, notevole nelle province di Macerata e Ascoli Piceno. Quest’ultima è la provincia con il numero più altro di laureati nella fascia terziaria (25 -35 anni).
A livello provinciale, come abbiamo già detto, i laureati erano in crescita in 81 territori su 107. Erano 6 quelli in cui gli aumenti erano superiori ai 10 punti percentuali: Ravenna (18,5 punti percentuali, da 21,8% a 40,3%), Enna (12,4, da 19,7% a 32,1%), Livorno (29,2, da 17,6% a 29,2%), Macerata (11,3, da 24,8% a 36,1%), Padova (10, da 31,1% a 41,1%) e Vibo Valentia (10, da 13,5% a 23,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano invece a Rieti (-10,6, da 34,5% a 23,9%), Siracusa (-6, da 21,2% a 15,2%) e Pavia (-5,4, da 30,7% a 25,
Laureati e divario economico
Nel 2023 l’Ocse ha provato a quantificare tali divari per le persone che provengono da contesti svantaggiati. Se è vero che, considerando la fascia d’età compresa tra 25 e 44 anni, sono aumentati rispetto al ciclo precedente d’indagine, rimane comunque ampio il divario rispetto a chi proviene da contesti più agiati, in particolar modo se si confrontano i figli di chi ha già una laurea con quelli dei non laureati. Sempre secondo l’Ocse, nei paesi analizzati, la differenza tra le due categorie è di circa 20 punti percentuali in Svezia e Danimarca e supera i 45 in Polonia, Portogallo, Ungheria e Italia, dove si oltrepassano i 50 punti percentuali.
Nonostante il miglioramento della situazione, siamo ancora lontani dall’obiettivo europeo – si legge nel sito openpolis.it – e l’Italia è comunque uno dei paesi Ocse dove le differenze di accesso tra le famiglie più agiate e quelle meno agiate sono più marcate. Per continuare su questo percorso di crescita, è importante mettere in campo politiche mirate per garantire l’accesso a tutti coloro che vogliono proseguire gli studi dopo le scuole superiori, a prescindere dalle proprie condizioni socioeconomiche di origine.
Roberto Guidotti
Albo Giornalisti Marche
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