Stefano Papetti

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Montalto delle Marche(AP) Palazzo Paradisi ,La nascita di una metropoli: Roma al tempo di Sisto V-Termina il 31 marzo 2024

Gli spazi espositivi di Palazzo Paradisi a Montalto delle Marche ospitano la mostra “La nascita di una metropoli: Roma al tempo di Sisto V”. Il progetto, nato da un’idea di Stefano Papetti con Tommaso Strinati, intende ripercorrere la complessa operazione di renovatio urbis sviluppata dal papa marchigiano Sisto V in soli cinque anni di pontificato, operazione che elesse la Città Eterna a modello di riferimento per il rinnovamento urbanistico attuato nei secoli successivi in varie capitali europee.

Dal 1585 al 1590, infatti, fu avviata un’intensa attività di costruzione che cambiò indelebilmente il volto di Roma. Il progetto, reso possibile grazie alla competenza dell’architetto Domenico Fontana e di una folta schiera di pittori, scultori, stuccatori, richiamati a Roma da tutte le città d’Italia, interessò la costruzione di alcuni capisaldi della centralità direttiva – Villa Montalto, il Palazzo Lateranense, il Palazzo del Quirinale, il Palazzo Nuovo Vaticano, la Biblioteca Vaticana – e dell’idea religiosa del pontefice – Cappella Sistina, Cupola di San Pietro, San Girolamo degli Schiavoni –, oltre che vie di passaggio, come la via Felice e la strada di San Giovanni, e spazi urbani articolati intorno agli obelischi, alle colonne, alle fontane. Infine, le decorazioni pittoriche delle decine di migliaia di metri quadrati delle nuove pareti e delle nuove volte in cui trascrivere le pagine mirabolanti della “Bibbia sistina”.

La mostra vuole dunque ripercorrerne questa storia, attraverso quattro differenti sezioni tematiche. La prima, dedicata più in generale alla celebrazione delle imprese sistine, prende le mosse dal raro testo a stampa del 1591 in cui Baldo Catani descrisse la pompa funebre e gli apparati effimeri predisposti in occasione della traslazione della salma di Sisto V, offrendo una sintesi delle operazioni urbanistiche realizzate a Roma durante gli anni del pontificato sistino rappresentate nel catafalco funebre fatto predisporre in quella occasione dal cardinale Alessandro di Montalto.

La seconda sezione si sofferma invece sulla residenza romana del Pontefice, Villa Montalto. Distrutta sul finire del XIX secolo per fare spazio alla costruzione della Stazione Termini, la Villa che Sisto V, prima ancora di salire al soglio di Pietro, aveva fatto realizzare per sé e per la propria famiglia rappresentava una summa delle ambizioni del pontefice. Attraverso descrizioni e fotografie d’epoca riprese prima della demolizione saranno mostrati gli edifici, le fontane, i giardini che circondavano la residenza formando un complesso edilizio di straordinaria grandezza. Inoltre, in ricordo dei fastosi cicli pittorici delle sale interne che celebravano la figura del pontefice e le sue imprese, sono presentati in mostra per la prima volta due affreschi che facevano parte della decorazione del salone centrale della villa Montalto, strappati in occasione della demolizione dell’edificio e recentemente recuperati presso una collezione privata romana.

La terza sezione analizza le Basiliche di San Pietro, di San Giovanni in Laterano e di Santa Maria Maggiore, che furono oggetto di una significativa operazione di restiling. A testimonianza, viene esposto per la prima volta il modello realizzato dal pittore Ferraù Fenzoni per una delle scene affrescate sulle pareti della Scala Santa, impresa pittorica di grande impegno diretta da Cesare Nebbia e Giovanni Guerra. I due busti reliquiario dei santi Pietro e Paolo fatti esporre da Sisto V nel Sancta Santorum, dispersi in età napoleonica, sono invece documentati attraverso due inediti dipinti conservati presso la Pinacoteca Civica di Treia che testimoniano la predilezione espressa da Sisto V per la opulenza degli arredi liturgici valorizzati da smalti e pietre preziose, confermata anche dalla scelta di donare alla città di Montalto il reliquiario già appartenuto al cardinale Barbo, esposto anch’esso a Palazzo Paradisi insieme ad un raffinato paramento donato dal pontefice alla sua città. Dalla Biblioteca Comunale R. Spezioli di Fermo giungono invece una serie di preziose incisioni che illustrano il sacello di Sisto V in Santa Maria Maggiore realizzate nel 1621 e tratte dal testo di Paolo De Angelis “Basilicae S. Mariae Maioris” dato alle stampe a Roma presso Bartolomeo Zanetti.

Infine, l’ultima sezione approfondisce i rinnovamenti urbanistici attuati da Sisto V, tra cui la costruzione di ampie vie rettilinee, di obelischi destinati a segnalare i luoghi più significativi dell’Urbe e il restauro delle colonne centenarie di Traiano e di Marco Aurelio per riconvertirle a simboli della vittoria del Cristianesimo sul Paganesimo. In esposizione, una grande pianta di Roma mette in evidenza i molteplici luoghi nei quali l’intervento sistino ha inciso in modo determinante nella definizione di una nuova città destinata a divenire il simbolo stesso della cristianità. Inoltre, una serie di stampe sei e settecentesche illustrano i luoghi della città eterna più fortemente caratterizzati dalla volontà di Sisto V di affermare il nuovo ruolo dell’Urbe.

Del percorso espositivo della mostra inoltre costituiranno parte integrante le sezioni dedicate al reliquiario di Montalto ed alle medaglie sistine già allestite all’interno di Palazzo Paradisi.
Si aggiunge a supporto un filmato realizzato attraverso l’uso di droni e di altri accorgimenti tecnici che aiuta nella difficile restituzione della complessità dei molti interventi urbanistici ed edilizi.

Immagine in evidenza
L’architetto di Sisto V, Domenico Fontana (part.)

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Prospettiva Van Orton, la mostra: Forte Malatesta e Palazzina Azzurra (Ascoli Piceno, San Benedetto del Tronto)

Il Forte Malatesta di Ascoli Piceno e la Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto ospitano “Prospettiva Van Orton”, la prima mostra personale dedicata alla produzione artistica del duo pop Marco e Stefano Schiavon, in arte Van Orton. Un percorso che racconta le tappe fondamentali del loro itinerario artistico, la loro poetica, le loro ispirazioni e le tante collaborazioni con nomi illustri dell’industria, del design, della musica, della moda, del cinema e dello sport.

La mostra Prospettiva Van Orton si propone di ripercorrere le tappe fondamentali della carriera dei Van Orton, pseudonimo preso in prestito da Nicholas Van Orton, protagonista del celebre film “The Game” di David Fincher del 1997, interpretato da Micheal Douglas. Classe 1983, gemelli, dalla città di Rivoli, Piemonte, i Van Orton hanno iniziato la loro avventura nel 2013 collaborando con tantissimi brand del mondo della musica, dell’arte, del cinema, del design, dello sport, dell’industria e dell’automobilismo, lanciando ben presto la loro carriera oltre il confine nazionale.
Un’attività caleidoscopica che, grazie ad uno stile iconico e riconoscibilissimo, ha dato vita ad un vero e proprio marchio di fabbrica e ad un interesse intergenerazionale e trasversale. Dalle creazioni artistiche realizzate per Jovanotti, Alessandro Cattelan e per il tour dei Bon Jovi nel 2019 e per il concerto di Eddie Vedder a Firenze nello stesso anno, alle collaborazioni per Disney e Swatch, senza tralasciare quelle per Mercedes e Colmar e per il tour europeo della nuova generazione Ducati Scrambler, che vede approdare a San Benedetto del Tronto l’unico esemplare di Scrambler® Icon customizzato dagli artisti, gentilmente concesso dalla celebre Casa motociclistica bolognese. E ancora le collaborazioni con Fedez e la sua capsule collection per Sisley, con Sky, Rolling Stone, Radio Dj, Yamaha, la copertina del disco di Jack la Furia dei Club Dogo e la loro interpretazione dei campioni del basket per la Tv Usa Ensp.

Le loro composizioni rivisitano l’immaginario pop partendo da un’ispirazione vicina alle suggestioni di Roy Lichtenstein per poi sviluppare– attraverso l’uso di ampie campiture dai contorni neri (outline) entro i quali esplode la tavolozza dei colori – uno stile personalissimo che attinge all’estetica delle cattedrali gotiche, unendo nuove istanze ad un patrimonio visivo e mnemonico molto radicato nelle generazioni nate e vissute dagli anni Ottanta in avanti.
Il progetto di mostra mette in dialogo gli ambienti delle due sedi espositive – da un lato il Forte Malatesta, una delle più suggestive architetture fortificate rinascimentali e dall’altro la Palazzina Azzurra, raffinato edificio degli anni Trenta che apre il lungomare sambenedettese – attraverso il linguaggio artistico dei Van Orton: immagini, video, pannelli esplicativi, musica, proiezioni, oggetti e installazioni inglobano le opere favorendo l’ingresso al visitatore nelle molteplici sfaccettature del mondo degli artisti piemontesi.

Un percorso di forte impatto visivo e sensoriale, articolato attraverso una serie di sezioni che attivano una narrazione affascinante e al tempo stesso densa di rimandi. Dalla sezione dedicata ai volti iconici e ritratti, alle scene salienti dei film entrati nell’immaginario collettivo come “Ritorno al futuro” o “i Gremlins” o ancora “Batman” o “Ghostbusters”, fino agli eroi della Marvel realizzati per la Disney e agli oggetti prodotti per i grandi brand come memorabilia in esposizione, per arrivare a preziosi inediti creati ad hoc per questa loro prima esposizione antologica.

Il catalogo bilingue italiano/inglese a corredo della mostra, edito da Rrose Sélavy, vede, oltre ai contributi dei curatori, anche i saggi di Massimiliano Vado, celebre attore e regista, e dello storico dell’arte Matteo Piccioni, accompagnati da un ricco apparato iconografico.

SEDI
Forte Malatesta
Ascoli Piceno, Via delle Terme
Palazzina Azzurra
San Benedetto del Tronto, Viale Buozzi, 14

Immagine in evidenza
Unmade, 2023 – Progetto personale NFT

Dettagli

Inizio:venerdì 14 Luglio 2023

Fine: domenica 7 Gennaio 2024

Luogo

VARIE SEDI – ASCOLI PICENO Ascoli Piceno, 63100 Italia+ Google Maps

La Redazione è operativa dal lunedi al venerdi (10-13 / 16-19, festività escluse)
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