Ursula von der Leyen

Italia

Mercosur: Cia-Agricoltori Italiani- Ue smentisce se stessa. A rischio fiducia consumatori e filiera zootecnica da 20 miliardi

Roma- :Cia-Agricoltori Italiani-Ue-Mercosur -La presidente della Cristiano Fini Ursula von der Leyen, oggi giustifica l’applicazione provvisoria dell’accordo Ue-Mercosur affermando che “quando loro sono pronti, noi siamo pronti”. Peccato che i documenti ufficiali della stessa Unione europea dimostrino l’esatto contrario: il Brasile, per esempio, non è affatto pronto a garantire i nostri standard di sicurezza alimentare, e lo ha persino ammesso. Forzare la mano ora è un cortocircuito istituzionale inaccettabile. È quanto dichiara Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, commentando a caldo l’annuncio arrivato da Bruxelles, anticipato dalla ratifica del trattato da parte di Uruguay e Argentina.

CRISTIANO FINI-PRESIDENTE-NAZIONALE-DI-CIA-AGRICOLTORI-ITALIANI-

Il riferimento di Cia è al recente audit ufficiale della DG Sante, che ha certificato gravi falle e carenze nel sistema di controllo del Brasile sui residui di sostanze farmacologiche, con particolare attenzione all’uso di estradiolo, un ormone severamente vietato negli allevamenti europei. Nello stesso documento, le autorità brasiliane confermano di avere bisogno di un periodo che va dagli 8 ai 12 mesi per poter adeguare i propri sistemi di certificazione.

“Cia non è contraria agli accordi commerciali internazionali, da cui la nostra agricoltura trae valore -sottolinea Fini- ma l’apertura delle aree di libero scambio deve avvenire a parità di regole sugli standard produttivi, ambientali e sanitari. Il bene più prezioso che abbiamo costruito in questi anni è la totale fiducia dei consumatori verso i nostri prodotti. Basterebbe un solo scandalo legato a carne d’importazione non controllata a dovere per scardinare questa fiducia e far crollare i consumi, con danni incalcolabili per il Made in Italy”.

Made in Italy

Il rischio denunciato da Cia non è solo sanitario, ma profondamente economico. “Come si può avviare l’ingresso di merci a dazio zero oggi, se chi deve esportare non garantirà le nostre stesse norme sanitarie per il prossimo anno? -incalza Fini-. Si mette a repentaglio la sopravvivenza dell’intera filiera zootecnica e delle carni nazionale, un asset strategico che genera un fatturato superiore ai 20 miliardi di euro”.

Per Cia, è il momento della massima fermezza. “Chiediamo all’Europa il rispetto rigoroso degli impegni presi lo scorso 7 gennaio. Non accetteremo l’ingresso di un solo chilo di carne sudamericana senza l’attivazione preventiva delle clausole di salvaguardia e controlli frontalieri serrati -conclude il presidente Cia-. La reciprocità non è una barricata sindacale, ma l’unico scudo per proteggere la salute dei cittadini e l’economia dei nostri territori”. 

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Marche

Cia Marche: “Bene lo stop al Mercosur, ora fermare la riforma Pac”

ANCONA – Il rinvio della firma dell’accordoMercosurrappresenta un segnale importante e va nella direzione giusta. A sottolinearlo è il presidente nazionale di Cia-Agricoltori ItalianiCristiano Fini, che ribadisce come senza risposte concrete alle legittime preoccupazioni degli agricoltori – a partire dalla reciprocità delle regole e dalle necessarie tutele – non possa esserci alcuna intesa.

Alessandro Taddei Presidente Cia Marche

Secondo Fini, è stato decisivo il ruolo dell’Italia e della grande manifestazione pacifica e unitaria che ha portato a Bruxelles oltre 10 mila agricoltori, insieme a 40 organizzazioni aderenti al Copa-Cogeca, per difendere il futuro dell’agricoltura europea. L’attenzione, però, non deve calare sulla vera emergenza che ha spinto il mondo agricolo a mobilitarsi da mesi: la proposta di riforma della Politica agricola comune targata Ursula von der Leyen.

Si questo punto, insiste anche il Presidente Cia MarcheAlessandro Taddei: “Sebbene tutto sia pressoché invariato per il 2026, il problema è rimandato di un solo anno, quindi è necessaria una contrattazione che scongiuri la convergenza della PAC in un Fondo Unico.

Sul Mercosur, il Presidente Cia Marche afferma: “ Gli agricoltori marchigiani condividono pienamente questa battaglia. Il rinvio del Mercosur è un primo risultato, ma non basta. Senza risorse adeguate, regole uguali per tutti e una Pac forte, il reddito delle imprese agricole e la tenuta delle aree rurali sono seriamente a rischio. La mobilitazione deve continuare finché l’Europa non darà risposte concrete”.

Il Mercosur, prosegue Alessandro Taddei, “una volta approvato favorirebbe una significativa riduzione dei dazi doganali e l’accesso al mercato europeo di quantità rilevanti di carne, riso, miele e altri prodotti agricoli provenienti dal Sud America. Si tratta di produzioni realizzate in contesti caratterizzati da costi più contenuti e da sistemi normativi che, in alcuni casi, presentano differenze rispetto agli standard ambientali, sanitari e di benessere animale vigenti nell’Unione europea. In questo quadro, per gli agricoltori europei e italiani l’accordo potrà esprimere pienamente il proprio potenziale positivo a condizione che le clausole di salvaguardia annunciate siano attuate in modo tempestivo e trasparente, garantendo un’adeguata tutela per i comparti più sensibili – come carni, zucchero e cereali – e assicurando condizioni di concorrenza equilibrate e coerenti con i principi europei in materia di sicurezza, ambiente e benessere animale”.

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Italia

Ue: Cia-Agricoltori Italiani, stop a regolamento su fitofarmaci evita disastro. Ascoltare agricoltori

Roma, 6 feb – Finalmente arriva lo stop decisivo al regolamento Ue sui fitofarmaci, che avrebbe falcidiato le produzioni agricole, mettendo a rischio non solo la sopravvivenza delle aziende del settore, ma anche la sicurezza alimentare dei cittadini europei. Così il presidente nazionale diCia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, commenta positivamente la notizia del ritiro della proposta di regolamento SUR annunciata dalla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.

“Ci siamo battuti fin da subito per sostenere l’impraticabilità di un taglio netto del 50% dei fitofarmaci al 2030 senza valide alternative e con la crisi climatica in atto -spiega Fini-. Alla fine il passo indietro è giunto, ora chiediamo all’Europa di promuovere davvero una politica graduale, realista e gestibile per giungere ai target green, riequilibrando le esigenze produttive agricole con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, sviluppando la difesa integrata e investendo di più su ricerca e innovazione”.

A questo proposito, aggiunge il presidente Cia, “confidiamo che domani la plenaria del Parlamento Ue dia un altro segnale importante di ascolto agli agricoltori, votando a favore del dossier sulle NGTs, uno strumento essenziale per ottenere colture resistenti alle malattie e resilienti ai cambiamenti climatici”.

Più in generale, “auspichiamo che l’annuncio di oggi di Von der Leyen detti la linea per un nuovo approccio da parte della Commissione Ue, iniziando sul serio quel dialogo strategico tanto annunciato, perché ormai è chiaro a tutti che nuove leggi e normative non possono prescindere da un lavoro condiviso con mondo agricolo e rappresentanza”.  

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