venerdì, Ottobre 23, 2020
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Tripudio del gusto per gli amanti della Capra alla Neretese

Nereto – Mentre si realizza la maggior parte delle Sagre paesane, si avvicina a grandi passi, a Nereto, la Tradizionale Sagra della Capra alla Neretese. La manifestazione vede come sempre la luce grazie al Circolo per Anziani & Giovani “Nereto 2001” e, tra gli appuntamenti a piatto unico, può essere considerata una tra le eccellenze del genere non solo in Abruzzo. La Sagra, come nelle ultime edizioni, si terrà per sette giorni consecutivi a partire daI prossimo Venerdì 18 per terminare il Giovedì 24.

La più che valida iniziativa culinaria voluta dai soci del Circolo e dal loro Presidente Vincenzo Di Giacobbe, è andata via via man mano crescendo negli ultimi anni, tanto da divenire un vero e proprio punto di riferimento tra gli appuntamenti gastronomici d’ alto livello. L’ evento, che ha alla base la degustazione del “Piatto Tradizionale Tipico d’Abruzzo”, ha carattere prevalentemente serale, in quanto la degustazione della pietanza, vera e propria leccornia, avviene dalle ore 18.00 fino a notte inoltrata.

La manifestazione si tiene all’interno e nelle vicinanze dei locali della Sede Sociale del Circolo, in Via Levi, anche in caso di maltempo. I soci del Circolo Anziani ripropongono la “Sagra della Capra” con l’ intento di mantenere viva la tradizione locale, offrendo il piatto a un prezzo veramente modico dando così possibilità a tutti di assaporarlo. Come a conoscenza di molti, la “Capra alla Neretese”, è uno dei due fiori all’occhiello dell’ arte culinaria locale, con il riconoscimento avuto dalla Regione Abruzzo  assieme al “Tacchino alla Neretese”.

Il periodo dal 18 al 24 agosto, secondo i fini palati e gli intenditori, con oculatezza scelto dagli appartenenti al Circolo, è il momento migliore per la degustazione della capra. Tutte le cuoche del Circolo, autentiche “Regine dei fornelli”, sono già indaffarate a preparare il prodotto che merita veramente di essere assaporato e che, secondo consuetudine, necessita almeno di quattro/cinque ore, tra preparazione e cottura, prima della degustazione. Durante alcune serate della Sagra ci saranno degli intrattenimenti musicali e folkloristici, mentre appare certa la presenza durante l’ ultima sera del 24, del simpaticissimo N’ Duccio, che intratterrà i partecipanti con alcune dissertazioni sul Dialetto Abruzzese. Per ulteriori delucidazioni e per prenotazioni contattare il numero 349–8512194 (Vincenzo).

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

2 thoughts on “Tripudio del gusto per gli amanti della Capra alla Neretese

  1. Mauro De Gregoriis
    Allegati12:17 (14 minuti fa)

    a direttore
    Spett/le direttore, in riferimento alla pubblicità da voi inserita nel vs. giornale, sono qui a specificarle,credo per la seconda se non terza volta che,la “capra alla neretese”, ricetta dei primi del ‘900, è una realizzazione di mia nonna Giulia Piattoni in De Gregoriis, che iniziò la sua attività di Locandiera nel 1903, già sposata con mio nonno Silvio. La sig.ra “Tresenetta” nasceva in quell’anno e che ricordo io, dopo aver preso marito, e con figli gia grandicelli(credo scuola media) aprì una delle 20/23 Osterie ( leggasi Cantine) ove si vendeva solo vino.In seguito divenne osteria, cosa che permette all’oste di portare all’avventore oltre al vino anche pane e coperto, qualora il cliente stesso avesse portato con se del cibo da casa o altro. Poi pian piano cominciò a cucinare fritto e ” trippa con la verdura ” (all’epoca la trippa non veniva pulita dalle ditte come oggi, la si puliva, con grande impegno, in casa).
    Di questa cosa, sia Lei che io , dobbiamo e possiamo sincerarci ed informarci. Io posso allegarLe le foto di mia nonna Giulia che viene premiata con “MEDAGLIA D’ORO”, dal Prefetto di Teramo, per i suoi oltre 50 anni di pregiata attività nel 1954/55. Posso inoltre darle copia di disciplinari relativi ai piatti principi della cucina Neretese.-Capra e tacchino.
    Tutto il resto è appropriazione indebita di meriti altrui, che non fa certo onore al sig. Cenzino Di Giacobbe Presidente a vita del circolo anziani che si arroga il diritto di organizzare la sagra di detti piatti, con il “leggero” patrocinio dell’Amministrazione Comunale. Cosa che spetterebbe alla pro Loco o tutt’al più ai ristoratori del posto(che pagano le tasse) il circolo non fa ricevute e truffa a mio avviso lo stato( dalle 2000 alle 2500 porzioni di capra senza ricevuta).
    La cosa peggiore, caro Direttore, è che infischiandosene della qualità del prodotto, lo affida a donne sedicenti cuoche che in una competizione scellerata, modificano in modo improponibile la ricetta. Posso per questo invitarla ad assaggiare sia la loro che la ns. ricetta originale tramandata da madre a figlia /o.
    Ora Lei conosce parte della storia Si muova come meglio crede, non prima, come farò io, di informarSi magari alla camera del commercio o nei registri”reperibili” del ns. Comune.
    Augurandole uno splendido Ferragosto , le invio i miei più distinti saluti

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