domenica, aprile 21, 2019
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Sant’Omero, la Val Vibrata compatta in difesa dell’Ospedale

Sant’Omero – Il Consiglio Comunale di Sant’Omero, riunitosi venerdì sera, ha deliberato, all’unanimità, un documento sull’annosa questione dell’Ospedale Val Vibrata. I punti qualificanti sono la richiesta alla Regione di conservare tale struttura quale presidio per malati acuti senza impoverirla di risorse umane e di tecnologia innovativa e, in secondo luogo, il mandato al Sindaco, Andrea Luzii, di rappresentare tali ragioni in seno all’Unione dei Comuni e di fare adottare un deliberato analogo per ribadire l’unità dei Sindaci della Val Vibrata a difesa dell’Ospedale.
A riguardo il primo cittadino ha dichiarato: “L’Ospedale Val Vibrata, ultimato nel 1985, è quello più conforme alla normativa in materia di edilizia sanitaria, per la sua posizione strategica, a Nord della Provincia di Teramo e dell’Abruzzo, è in grado di contrastare la mobilità passiva verso la regione Marche ed è quello che, negli ultimi anni, ha registrato una maggiore attività di ricovero per acuti in rapporto agli investimenti in termini di personale e di tecnologia. Il nuovo Ospedale, su cui si ragiona da tempo, in un primo momento da realizzarsi fra Teramo e Giulianova (unificando i due ospedali), poi, per contrasti sulla sede fra i due comuni, nel limbo di una politica che non riesce a decidere, non deve mortificare le realtà presenti, in modo speciale Sant’Omero.
L’eventuale realizzazione di un nuovo edificio ospedaliero, da collocarsi ad est di Teramo – prosegue Luzii – deve avere come obiettivo non solo la creazione di un Ospedale strutturalmente e tecnologicamente avanzato, ma portare ad un salto di qualità clinica che non potrà essere disgiunto da una oculata scelta delle professionalità per concretizzare la possibilità di essere classificato Ospedale di secondo livello. Attualmente nella ASL di Teramo (315.000 ab) sono presenti 4 ospedali per acuti, Teramo (428 posti letto) ospedale di primo livello, Atri (122 posti letto), Giulianova (127 posti letto) e Sant’Omero (116 posti letto) ospedali di base. Il totale di 793 posti letto per malati acuti penalizza la provincia di Teramo che dovrebbe avere oltre 900 posti letto in base al decreto 70/2015 del Ministero della Salute.
Questa delibera è la risposta unitaria del Consiglio Comunale di Sant’Omero ai problemi del nostro ospedale. Le decisioni ulteriori che andremo a prendere, tutti e dodici i Sindaci della Val Vibrata, chiariranno, se mai ce ne fosse bisogno, la nostra compattezza in difesa del nostro territorio ed, in questo momento, dell’ospedale”.
Il sindaco ha poi puntualizzato sulla politica sanitaria in generale ribadendo le due criticità più evidenti quali le liste di attesa e la mobilità passiva. Le strategie messe in atto negli ultimi anni sono, infatti, risultate inefficaci, tanto che i lunghi tempi di attesa per gli esami costringono i cittadini a ricorrere a prestazioni a pagamento con grave danno economico. Non solo la mobilità passiva, oltre ogni limite accettabile, ma anche la continua fuga di dirigenti medici, che hanno ottenuto ruoli decisionali quali direttori di strutture complesse o di dipartimenti nelle limitrofe cliniche private, appena in pensione, meriterebbe una riflessione più ampia e condivisa rispetto a quanto fatto fino ad ora.
E continua il sindaco Luzii: “Nel merito dell’Ospedale Val Vibrata non si può non raccogliere le doglianze che arrivano dagli operatori: carenza di personale in alcuni settori chiave come quella dei reparti chirurgici, in anestesia e rianimazione, radiologia, pediatria, medicina. Non si ha traccia del parto in acqua e in analgesia, nonostante le ripetute promesse fatte al riguardo. L’impressione è quella di una distribuzione di personale in ambito ASL che non tiene conto dei risultati, ma che, addirittura, penalizza i più virtuosi. Si può chiudere una struttura ospedaliera o ridimensionarla irrimediabilmente per un piano di riordino, e credo non sia questo il nostro caso, ma anche per una conduzione gestionale penalizzante. L’impegno mio – conclude – è quello di impedire che tali circostanze possano concretizzarsi per il rispetto del mandato ricevuto dagli elettori, in difesa del fondamentale diritto alla salute dei cittadini.”

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