venerdì, Maggio 14, 2021
Home > Marche > Marchigiani che se vanno all’estero. Quanti sono e dove vanno

Marchigiani che se vanno all’estero. Quanti sono e dove vanno

avezzano

Ancona – Le Marche sono l’Italia in una regione come recita un famoso spot e offrono molto da un punto di vista paesaggistico, artistico e culturale. E’ anche vero però, che alcuni preferiscono emigrare ogni anno per trasferirsi all’estero, forse primariamente per opportunità di lavoro. Secondo l’ultimo rapporto Fondazione  Migrantes nel 2017 sono stati 3.222 i marchigiani che se ne sono andati per espatrio. Di questi 1.476 sono donne e 1.746 uomini. Rispetto all’anno precedente si è rilevato un incremento del 1,3% quanto ad espatriare erano stati 3.180. C’è da dire che si tratta solo del 2,5% del totale di tutti quelli che hanno scelto di abitare all’estero. I dati in possesso tratti dall’Aire, dicono che in totale sono 139.840 i marchigiani registrati nelle anagrafi dei comuni esteri. Ma dove si sono stanziati i marchigiani nel mondo? Il 48,7% (68.233) risiede in Argentina, nazione che ha molti legami culturali e lavorativi con la regione. Il 6,5%  (9.130) staziona ormai da decenni in Svizzera. Segue poi con il 5,9% (8.335) la Francia come terzo paese che ospita i marchigiani. Vengono poi con circa il 5% (6/7mila) Germania, Belgio e Spagna. Subito dopo viene il Regno Unito con 5.746 unità. A proposito del Regno Unito è divenuta una meta privilegiata dei marchigiani in questi ultimi anni, come di tanti italiani del resto, tanto che il 14,4% dei migranti italiani dell’ultimo anno si sono diretti a Londra e dintorni, nonostante la Brexit. Un 15,6% ha scelto la Germania mentre il 10% la Francia e il 9,7% la Svizzera. Negli Stati Uniti sono andati il 4,4% del totale degli espatriati marchigiani. Solo il 2,4% invece è andato a vivere in Argentina visto anche la crescente difficoltà economica del paese sudamericano. In Italia i residente registrati all’estero sono 5milioni e 114mila. Nell’ultimo anno sono emigrati per espatrio 128.193 italiani con un aumento del 3,3% rispetto l’anno precedente