domenica, Dicembre 5, 2021
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Assegni e cambiali non pagate. Ascoli e Pesaro le province più insolventi. Fermo la migliore

Non riuscire a pagare un assegno, una cambiale accettata o un vaglia cambiario. Anche questo tipo di insolvenza è un modo per misurare la qualità della vita di un territorio. Il reportage di Italia Oggi per la valutazione del benessere di una provincia passa anche, non per il numero dei protesti, che non è dichiarato, ma per l’importo medio dei protesti per abitante.Tre province marchigiane Fermo e Ascoli Piceno e Pesaro si piazzano quasi alle due estremità della classifica nazionale elaborata sulle 110 province italiane. Ma andiamo con ordine. Ascoli Piceno si trova quasi in fondo alla graduatoria che parte dalle province più virtuose, con 22,94 euro pro capite per i protesti. La posizione è al 98° come abbiamo, detto su 110. L’anno prima era la 99°. Sostanzialmente una situazione invariata che dimostra quante siano ancora evidenti le difficoltà economiche della popolazione del Piceno. All’opposto troviamo Fermo al 2° posto, solo dopo Bolzano. Qui a testa si è indebitati per 2,61 euro. Il balzo virtuoso è stato di 18 posizioni. Che dire della altre province? Molto male anche Pesaro/Urbino al 95° con 22,20 euro. In questo caso c’è stato un recupero di 9 posizione visto che lo scorso anno era penultima in Italia. Alla posizione 70° troviamo Macerata con 15,15 euro pro capite per protesti. Il recupero è stato consistente di 15 posizioni. Al 60° posto Ancona con 13,60 euro per ogni residente della provincia. In questo caso un regresso notevole tanto che l’anno precedente era al 34° posto. Altre province “morigerate” sono Gorizia (2,89 euro), Belluno (3,26) e Trieste (4,10). In fondo nelle ultime tre posizioni si collocano Roma (38,64), Catania (40,38) e Frosinone (47,67).

 

Roberto Guidotti

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