giovedì, gennaio 17, 2019
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Assessore Bravi: “Per nidi e scuole materne servizi accessibili a tutti”

“La scuola è un servizio ed un luogo dove è necessario collaborare con progetti e risorse per migliorare sempre più gli standard. Per questo motivo ogni Coordinamento pedagogico territoriale dovrà essere capillare, dovrà consolidare quello che già c’è ampliando e qualificando dove possibile. Non servono sovrastrutture, ma sinergie: su questo la governance della Regione sarà molto chiara. Il nostro scopo è rendere i nidi e le scuole materne più qualificati, più sicuri e con costi più bassi e accessibili a tutte le famiglie”. Parte da questi presupposti l’intervento dell’assessore all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro Loretta Bravi che è intervenuta la scorsa settimana a San Benedetto del Tronto al seminario di avvio del percorso di formazione 0-6 del Ambito Territoriale Sociale 21 dal titolo “0-6 a che punto sei?”- L’attuazione del D.Lgsl. n. 65/2017 “Istituzione del Sistema Integrato di Educazione e di Istruzione dalla nascita sino ai sei anni nell’ATS21″( L. 107/2015 “Riforma della Scuola”). Il Piano pluriennale di azione nazionale si prefigge di promuovere l’inserimento dei servizi educativi nell’ambito del sistema dell’istruzione, favorendone l’integrazione con la scuola dell’infanzia. Le risorse ministeriali ammontano a 5,3 milioni a cui si aggiunge il cofinanziamento regionale di 1,1, milioni di euro. “La Regione – ha detto l’assessore Bravi – nel 2018 ha puntato a favorire i macro interventi relativi a costruzioni, ristrutturazioni, edilizia, restauri e spese di gestione dei servizi educativi per l’infanzia. La sfida del 2019 è invece la formazione continua e su questo argomento ci saranno occasioni di approfondimento con tutti i soggetti interessati. Gli interventi coinvolgono l’intero territorio marchigiano perché tutti devono avere le stesse opportunità. Crediamo che un sostegno economico ai piccoli Comuni possa fare la differenza. La priorità – ha proseguito l’assessore – è stata ricominciare dalla scuola in tutte le comunità, soprattutto in quella colpite dal sisma, perché il progetto della fascia 0-6 insieme ad altre politiche di supporto può essere un volano di crescita e sviluppo. Parliamo infatti di un progetto che, pur essendo educativo e non assistenziale, è anche socio-educativo. Il nostro compito è infatti aiutare le famiglie nell’espletamento delle funzioni educative e nella difficoltà a conciliare il lavoro e gli impegni familiari che condizionano fortemente le scelte della coppia per ciò che riguarda il numero dei figli e la partecipazione al mondo del lavoro. Per questo abbiamo avviato le politiche dei nidi con supporti economici per garantirne l’accesso, politiche per la donna e per l’impresa e per i Centri famiglia”.

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