martedì, Ottobre 26, 2021
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Roma, bufera sulla Raggi: all’ANPI il compito di raccontare le Foibe

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Non si sono spenti ancora i riflettori sull’arresto, dopo l’estradizione, del latitante Cesare Battisti, ex membro del gruppo Proletari Armati per il Comunismo e condannato a due ergastoli in Italia per diversi omicidi, che tanti personaggi intellettuali, politici o semplici appartenenti a gruppi di ideologia comunista vorrebbero vedere fuori dalle patrie galere, che viene innescata una diatriba ancor più forte.

Con una incredibile decisione, il sindaco di Roma Virginia Raggi concede ai partigiani dell’ANPI di raccontare agli alunni delle scuole di secondo grado romane l’Italia e la Jugoslavia della seconda guerra mondiale, nell’ambito del programma che ripropone il dramma delle FOIBE nel giorno del ricordo che sarà celebrato il 10 Febbraio.

Si tratta di una scelta sicuramente non condivisibile e quanto meno avventata: non a caso la ONLUS “Giuliano Dalmata nel cuore” ha inviato una lettera di protesta al sindaco di Roma, preoccupandosi del fatto che possa essere data una interpretazione della realtà spostata di 180 gradi, rispetto a ciò che è accaduto in quei luoghi martoriati, con l’esodo nel dopoguerra di ben 350.000 Italiani e un impressionante numero di Infoibati.

Forse ci si è dimenticati della collaborazione, che sembrerebbe essere documentata, tra i partigiani della “Brigata Garibaldi” ed i partigiani titini?

Ipotizza Oliviero Zoia, presidente della Onlus: è come se si facesse scrivere la storia dei campi di concentramento nazisti ad i tedeschi delle SS.

Ci si chiede ancora come possano raccontare con oggettività i partigiani dell’ANPI di fatti quali la strage di “PORZIUS” dove furono trucidati partigiani italiani contrari alla pulizia etnica perpetrata dopo la fine della guerra contro civili Italiani, uomini, donne , vecchi e bambini.

Lascia il tempo che trova la replica dell’ANPI che parla di polemica pretestuosa, definendola addirittura pericolosa perché solleciterebbe una censura.

In sostanza efferati crimini di inumana violenza, che non hanno mai avuto giustizia, depenalizzati fino ad essere perdonati, in nome di una ideologia che continua ad imperversare, vengono tollerati, motivo per cui si è citato Cesare Battisti. Ma potremmo citare anche i vari brigatisti, non solo liberati, pur non essendosi mai pentiti dei crimini commessi, ma a cui si dà la possibilità di tenere addirittura dei convegni nelle aule scolastiche ed universitarie, e in qualche caso di candidarsi ed essere eletti.

Non rimane che sperare in un rapido ripensamento del sindaco Virginia Raggi, nel rispetto delle vittime, che avevano l’unico torto di essere italiani: i familiari vedrebbero così esacerbare il proprio doloroso ricordo incorrendo in una beffa ed ad una probabile manipolazione e distorsione della realtà.

Ettore Lembo

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