lunedì, Novembre 18, 2019
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Roma: “Io li brucio”…. E’ davvero razzismo?

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ROMA – “Io li brucio” è la frase pronunciata da una giovane donna che viene riproposta continuamente su tg, dibattiti politici in tv, radio e giornali, che dimostrerebbero un odio verso i non italiani sempre più dilagante e di chiara origine razzista che, secondo il politicamente corretto, coinvolgerebbe i cittadini Italiani indotti da forze ritenute fasciste.

Dito puntato quindi contro la giovane “presunta razzista” da parte di intellettuali, politici, opinionisti,
editorialisti, giornalisti, stranamente tutti schierati che vorrebbero dimostrare, non troppo inspiegabilmente, che gli italiani sono fascisti e razzisti. Ovviamente ci sarà quella parte di magistratura che con solerzia interverrà a punire la giovane donna aggiungendo tutte le aggravanti possibili, per aver proferito la fatidica frase.
Non a caso si indaga per cio’ che e’ accaduto a piu’ ampio raggio, per minacce aggravate dall’odio razziale, oltre che sul reato di danneggiamento, essendo stati procurati dei danni con atti vandalici. Questo nel corso delle proteste messe in atto da circa duecento persone hanno impedito di far accedere in un centro di accoglienza, disposto dal comune, un elevato numero di persone provenienti dalla chiusura dei campi Rom.

“Non possiamo cedere all’odio razziale, non possiamo cedere a chi continua a fomentare questo clima e a parlare alla pancia delle persone. E mi riferisco prevalentemente a CasaPound e a Forza Nuova”. Così la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Sono intervenuta per evitare che la situazione degenerasse. C’era un clima molto pesante, di odio”, ha detto la sindaca. “Sono intervenuta per tutelare i tanti cittadini onesti di quel quartiere e i 33 bambini (del gruppo dei nomadi, ndr) che rischiavano la vita e l’incolumità personale. Dovere dell’amministrazione è quello di tutelare la vita e l’incolumità delle persone”, aggiunge in riferimento alla decisione di ricollocarli in altre strutture.


Di sicuro una frase forte e di indubbia violenza, quella pronunciata dalla giovane, ovviamente censurabile e che va condannata, ma che deve anche porre degli interrogativi e farci chiedere perché e come si è arrivati a questo.
Se contestualizziamo i fatti inserendoli nell’ambito di cio’ che e’ accaduto negli ultimi anni in Italia e a Roma, non possiamo non evidenziare fenomeni che hanno insinuato una paura sempre crescente nei cittadini che, tra l’altro, hanno assistito all’impossibilità delle forze dell’ordine di poter assicurare alla giustizia i responsabili di tanti misfatti a causa di “strane” depenalizzazioni e l’introduzione di norme che rendono difficoltoso, e spesso impossibile un fermo di polizia o un arresto.

Paura, rabbia, impotenza ed indignazione, forse possono indurre a pronunciare frasi forti come “Io li brucio”, che da una parte vanno duramente censurate, ma che dall’altra vanno analizzate e non utilizzate per criminalizzare chi subisce comunque dei torti, esacerbando in maniera sempre maggiore la guerra tra poveri.

Riflettano sui gravi danni che hanno provocato, quelle parti politiche che hanno alimentato nel tempo questi fenomeni creando insicurezza ed immigrazione selvaggia. E’ doveroso ricordare loro come siano spesso si trovino  a contrastare le loro stesse decisioni, quando vengono toccati certi interessi personali. Un esempio per tutti: la mobilitazione di tutte le personalità politiche, quando si era individuata una certa area ed un certo paese, meta turistica di questi assertori del “politicamente corretto” per accogliere un congruo numero di extracomunitari clandestini. Mobilitazione che portò ad una forte riduzione rispetto l’assegnazione precedente ed in un luogo ben lontano dal ”rinomato” centro abitato. “Io li brucio”, sarà quindi la risposta al “politicamente scorretto?” (foto ANSA)

Ettore Lembo

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