giovedì, Novembre 21, 2019
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Inchiesta sulla Sanita’ umbra, Catiuscia Marini non si dimette. La Ministra Grillo: “Via le mele marce”

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Sanita’ umbra, l’inchiesta rischia di allargarsi. E la Ministra Grillo tuona: “Via le mele marce”. Nel frattempo la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, dichiara la propria totale estraneita’ ad ogni addebito, annunciando che tutelera’ l’integrità morale della propria persona. Questo il succo delle dichiarazioni rese al Corriere della Sera. La Marini e’ indagata per concorso in abuso d’ufficio, violazione di segreto e falso. Ma esclude l’ipotesi di dimettersi.  L’indagine condotta dalla Guardia di Finanza avrebbe consentito di appurare irregolarità nei concorsi relativi alle assunzioni nell’ospedale di Perugia. L’ipotesi e’ che siano stati pilotati. Agli arresti domiciliari il segretario regionale del Pd ed ex sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci, l’assessore regionale alla sanità, Luca Barberini, e il dg dell’ospedale, Emilio Duca. Lo stesso provvedimento e’ stato assunto per il direttore amministrativo. Zingaretti ha commissariato il Pd umbro con la nomina di Walter Verni.

La Ministra Grillo ha convocato nella giornata di ieri l’unità di crisi permanente per accertare se, e in quale misura, in conseguenza delle vicende giudiziarie, ci siano stati reati contro la Pubblica amministrazione e, “peggio ancora, impedimenti nell’erogazione dei servizi sanitari ai cittadini”.

“L’Umbria  – scrive su Facebook – è la dimostrazione di un fatto gravissimo. Una Regione che assicura il rispetto dei parametri finanziari di gestione e un più che adeguato livello di prestazioni sanitarie non è immune dal malaffare.


Per questo come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre sostenuto, e oggi lo ribadiamo ad alta voce, che occorra mettere fuori la politica una volta per tutte dalla sanità.

Non c’è salute senza legalità e rispetto delle regole, è in gioco il lavoro di tanti professionisti e operatori che quotidianamente sono invece esempio dell’Italia migliore

La giustizia deve fare il suo corso, spero in modo celere e senza incertezze. Ma quanto accaduto in Umbria riporta alla luce un malcostume intollerabile. Dobbiamo togliere una volta per tutte alla politica il potere di fare le nomine nella sanità. Cacceremo le mele marce subito!”

Secondo la Procura di Perugia, si sarebbe trattato di un sistema consolidato, che “andava avanti da sempre”, con la spartizione di vincitori e idonei dei concorsi che andavano dai livelli più bassi, con il personale ausiliario e le categorie protette, ai primari.

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