venerdì, Ottobre 30, 2020
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WWF Abruzzo “Bisogna salvaguardare i Trabocchi, e dire di no alla perdita della loro identità storica”

 

Scorcio della Costa dei Trabocchi (Foto concessaci da Abruzzo Tourism)

PESCARA – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del WWF Abruzzo. La mattina del 23 maggio 2019 il  WWF Abruzzo, in persona del delegato regionale Luciano Di Tizio che è intervenuto anche in rappresentanza del FAI Abruzzo, ha partecipato all’audizione presso la Commissione Territorio del Consiglio regionale per difendere uno dei simboli dell’Abruzzo costiero, i trabocchi.

La legge attualmente in discussione, su cui le associazioni sono state chiamate ad esprimersi, qualora fosse approvata, comporterebbe lo stravolgimento di questo antico strumento della marineria abruzzese diventato uno dei biglietti da visita della nostra regione. La riforma della legge del 2001, infatti, prevede la possibilità di ampliare a dismisura (fino a 200 mq) le strutture esistenti con  sale ristoro e cucine.

“Ovviamente non siamo contrari a che sui trabocchi si svolgano attività e si faccia ristorazione, ma a patto che non si finisca per snaturare questi gioielli dell’ingegno della nostra marineria che ormai costituiscono un elemento caratteristico del paesaggio costiero”, dichiara Luciano Di Tizio. “I trabocchi hanno senso se mantengono la loro natura di strutture leggere e ben inserite nell’ambiente. Trasformare tutto in una sorta di finta riproduzione da cartolina rappresenta un errore dal punto di vista paesaggistico, storico e architettonico, ma anche dal punto di vista economico: i potenziali clienti vanno alla ricerca di genuinità e tradizione, non di una falsa riproduzione di un qualcosa che viene totalmente snaturato. Non è possibile pensare di avere le stesse caratteristiche di sicurezza e accessibilità di un qualsiasi ristorante a terra visto che si sta trattando di strutture che devono la loro fortuna proprio alla loro “precarietà”. Inoltre non è accettabile che i trabocchi diventino solo un semplice ristorante, perdendo così le funzioni storiche ed educative che ne giustificano conservazione e valorizzazione”.

 

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