domenica, Novembre 29, 2020
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Terme di Caramanico: “La Regione agisca in fretta”

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Pescara – Riceviamo e pubblichiamo: “Il tempo passa inesorabilmente senza che la Regione, in 4 mesi, abbia fatto alcunché per elaborare ed attuare una seppur minima e parziale proposta per risolvere la vertenza delle Terme di
Caramanico. Il principale centro termale abruzzese sta vivendo una situazione insostenibile soprattutto da parte dei 192 dipendenti direttamente impiegati e relative famiglie, di tutti i lavoratori dell’indotto e dei tanti operatori turistici e commerciali operanti e attivi sull’intero comprensorio. Siamo ormai al punto di non ritorno. Il danno al comparto socioeconomico del comprensorio ha subito un colpo che si sta rivelando letale; che attende la Regione ad intervenire utilizzando risorse economiche disponibili e norme già esistenti?

«Dopo l’immane lavoro svolto negli ultimi anni – dichiara il Capogruppo Regionale PD Silvio Paolucci – a beneficio del Termalismo abruzzese, la nuova Regione ha da tempo la nostra proposta, dapprima sollecitata con una “Interpellanza” consiliare e poi con una specifica “Risoluzione” mediante la quale invitiamo l’Ente Regionale:
1. ad applicare il documento tecnico elaborato dalla Azienda Sanitaria Regionale “Qualificazione sanitaria nel settore termale – Modello assistenziale. Linee di indirizzo” che contempla la possibilità per le Terme
di Caramanico di erogare prestazioni riabilitative;

2. ad attivare senza indugio le procedure per l’impiego dei 900mila Euro disponibili nella Legge di Stabilità Regionale 2019, attuando la Delibazione del 1° febbraio 2019 di approvazione del citato documento dell’ASR, a conferma gli obiettivi per la risoluzione della crisi termale di Caramanico;

3. ad avviare la sperimentazione di un modello organizzativo assistenziale, senza gravare di maggiori oneri il Sistema Sanitario Regionale, in grado di ottimizzare i risultati sotto l’aspetto clinico e organizzativo.

4. a concedere il fondo di 1 milione di euro per il 2° lotto funzionale delle piscine termali comunali, assegnato con DGR n.626 del 27 ottobre 2017 e finanziato con le “prime economie di spesa rinvenienti da ribassi d’asta”, ad oggi già concretizzatesi.

«Nella scorsa legislatura è stato fatto il 90% del percorso – dichiara il Capogruppo in Comune Mario Mazzocca -, dall’unificazione delle concessioni termali all’accreditamento istituzionale delle strutture, dallo stanziamento di 1,6 milioni di euro per le piscine termali al rifinanziamento – dopo anni di attesa – della legge sul termalismo con 900mila euro; risultati ciclicamemente promessi da altri e mai ottenuti prima. Mentre la nuova Regione quel 10% poteva e doveva già da tempo, sì da scongiurare l’inoperatività della stagione ormai sull’orlo del baratro. Lo faccia ora, come promesso in campagna elettorale. Il tempo dei proclami è spirato unitamente a quello dei fatti».

«Le Terme possono e devono riaprire al più presto – chiosa Luca La Selva portavoce di “Uniti x Caramanico”-. Il lavoro svolto dalla Regione a beneficio del comparto pubblico (non del concessionario, per altro confacente con il piano di rientro del privato, basta e avanza. E’ nostro primario obiettivo ristabilire le condizioni affinchè la stagione 2019 venga salvata e con essa i posti di lavoro. A meno che qualcuno non pensi di far degenerare la situazione a tal punto da rendere ‘appetibile’ la “scalata” di un nuovo fantomatico soggetto privato, sì da mettere una pietra tombale sull’ancora possibile avvio immediato delle attività. Anche per questi motivi, abbiamo richiesto la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario, la prima di altre e più evidenti inziative di evidenza pubblica».

«Le istituzioni – conclude il Consigliere regionale PD Antonio Blasioli – possono e devono contribuire a scongiurare la chiusura delle strutture termali di Caramanico, perché ciò determinerebbe danni irreversibili all’economia dell’intero comprensorio pescarese e di tutto il comparto termale abruzzese. Il documento della Agenzia Sanitaria Regionale va dunque calato, senza aumento di budget, nel relativo contratto per le prestazioni sanitarie termali dalla rete privata accreditata per gli anni 2019-2021, che deve essere ancora sottoscritto».

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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