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Il film d’autore stasera in TV: “ANGELI e DEMONI” mercoledì 2 ottobre 2019

Il film d’autore stasera in TV: “ANGELI e DEMONI” mercoledì 2 ottobre 2019 alle 21:30 su TV 8

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Angeli e demoni (Angels & Demons) è un film thriller del 2009, diretto da Ron Howard e basato sull’omonimo romanzo best seller di Dan Brown. Howard è alla seconda collaborazione con Brown: nel 2006 aveva diretto l’adattamento cinematografico del suo romanzo Il codice da Vinci, di cui Angeli e demoni rappresenta il seguito.

La pellicola è stata girata soprattutto in Italia, tra Roma e la reggia di Caserta.

La ricostruzione parziale di piazza San Pietro si è rivelata una delle più grandi in scala reale mai realizzate per un’opera di finzione, così come quella della Cappella Sistina

Robert Langdon, un brillante professore di simbologia, viene convocato con urgenza dal Vaticano per decifrare il significato di un simbolo recapitato insieme a una lettera minatoria che sembra ricondurre alla setta degli Illuminati, una società segreta costituita da scienziati ed artisti il cui fine è la distruzione totale della Chiesa cattolica. Tutto questo avviene in un momento estremamente delicato, quello della sede vacante, durante il quale si svolge il conclave per l’elezione del nuovo papa. Sono stati rapiti ben quattro cardinali, tra l’altro i “preferiti” (i più probabili aspiranti al seggio pontificio): il tedesco Ebner, lo spagnolo Guidera, il francese Lamasse e l’italiano Aldo Baggia. In un video il misterioso rapitore minaccia di ucciderne uno ogni ora a partire dalle 20:00, per poi distruggere l’intera Chiesa a mezzanotte; inoltre, i quattro cardinali prima di morire verranno marchiati a fuoco con degli ambigramma raffiguranti le parole “terra”, “aria”, “fuoco” e “acqua”, gli elementi fondamentali della scienza del XVI secolo.

Ayelet Zurer e Tom Hanks, interpreti di Vittoria Vetra e Robert Langdon, nel set di Roma.

Langdon – aiutato dalla scienziata italiana Vittoria Vetra, dal capo delle Guardie Svizzere Richter e dal comandante della Gendarmeria Vaticana Ernesto Olivetti – si trova a condurre una caccia senza quartiere all’assassino per evitare che gli Illuminati portino a termine il loro piano di distruzione dello Stato Vaticano attraverso l’esplosione di un cilindro di antimateria appositamente trafugato dal CERN e nascosto nel cuore della Basilica di San Pietro. Una registrazione di voce mostrata dal camerlengo Patrick McKenna porterà Langdon sul cammino.

Da qui, Langdon inizia le sue indagini scoprendo che ogni luogo dove verrà ritrovata una vittima sarà caratterizzato dalla presenza di un’opera di Gianlorenzo Bernini (membro degli Illuminati), sia essa una scultura o una fontana. Il primo cardinale si trova nella “tomba terrena di Santi” (vale a dire la Cappella Chigi nella chiesa di Santa Maria del Popolo). Quando Langdon, che inizialmente pensava che sarebbe stato ucciso nel Pantheon, si rende conto che il porporato verrà ucciso lì, è ormai troppo tardi: il cardinale Ebner è già stato legato e soffocato (la sua bocca e il suo naso sono ostruiti dalla terra) ed è ricoperto dai topi. Il suo corpo è stato marchiato con l’ambigramma (poiché la scritta capovolta risulta uguale) “earth” (terra), uno dei quattro elementi iniziali.

Dopo questa morte, che la Chiesa non rende pubblica, Langdon nota come un angelo indichi verso sud-ovest: salendo su un ponteggio, si accorge che l’unica chiesa che si trova in quella direzione è la basilica di San Pietro. Arrivano in piazza San Pietro in tempo dove Langdon nota ai piedi dell’obelisco il West Ponente, bassorilievo del Bernini rappresentante il vento. Dopo qualche istante scoppia una lite fra alcuni fedeli presenti in piazza; a una bambina cade per terra la sua bambola di pezza, e quando la raccoglie essa è intrisa di sangue. Al centro della piazza, nei pressi dell’obelisco di San Pietro, giace il secondo cardinale. Vittoria tenta di praticargli la respirazione bocca a bocca, ma quando soffia un fiotto di sangue schizza in faccia a Langdon: il cardinale Lamasse è morto; gli sono stati perforati i polmoni e sul petto ha un marchio, “air” (aria), un altro degli elementi iniziali.

Per capire dove si trova il terzo cardinale, Langdon ha bisogno di consultare di nuovo dei documenti negli archivi Vaticani, come nel caso del primo cardinale. Viene quindi accompagnato sul posto da una guardia svizzera. Qui scopre con qualche difficoltà che il luogo del prossimo omicidio è la Chiesa di Santa Maria della Vittoria (dove si trova l’Estasi di Santa Teresa del Bernini). Tuttavia, d’improvviso la corrente viene a mancare, il sistema di ricambio dell’ossigeno s’interrompe e le porte si bloccano. Alla ricerca di una via di fuga, Langdon riesce a sparare al vetro utilizzando la pistola della guardia, ormai svenuta, e poi riesce a farvi cadere uno scaffale, causandone la definitiva rottura. Quindi si reca subito alla chiesa e trova davanti a sé una scena raccapricciante: il terzo cardinale, appeso con delle catene su di una catasta infuocata e marchiato con “fire” (fuoco) sul petto. Langdon è accompagnato dalla Gendarmeria Vaticana, ma l’assassino ha una pistola con silenziatore che usa per uccidere tutti quelli che trova, fra cui il comandante Olivetti. Intanto Langdon stacca la catena ma, non avendo più chi gli tiene ferma la scala, la fa scivolare lasciando cadere il cardinale Guidera nel fuoco che, in pochi secondi, lo arde completamente. Langdon riesce a salvarsi precipitando in una cripta al di sotto di una bara; l’assassino sta per scoprirlo, ma intervengono due carabinieri che vengono prontamente uccisi.

Il quarto luogo coinvolto è la Fontana dei Quattro Fiumi. Langdon arriva in tempo anche qui, accompagnato da altri due carabinieri che l’assassino uccide in poco tempo. Alle 23 esatte il cardinale Aldo Baggia, il quarto, viene gettato nella fontana. Langdon si tuffa gridando per avere aiuto. Il cardinale è legato ad una barella molto pesante che ne ostacola anche il respiro, per cui non può riemergere; Langdon si accorge che c’è un tubo sul fondo della fontana, e lo usa per ridare un po’ di ossigeno al cardinale. Ormai allo stremo di tutte le sue forze chiede aiuto, e altre persone si tuffano nella fontana, cosicché il cardinale possa esserne tirato fuori; egli è marchiato con la parola “water” (acqua).

Intanto Richter ruba a Vittoria un libro che potrebbe smascherare il colpevole e, nonostante gli sforzi di Vittoria per riprenderselo, Richter la fa portare via dalle Guardie Svizzere. L’azione di Richter non fa altro che farlo sospettare di essere il mandante degli omicidi, nonché uno degli Illuminati.

La fortezza di Castel Sant’Angelo, il ritrovo segreto degli Illuminati

L’ultima chiesa sarà quella dove si riunivano in gran segreto gli Illuminati nei secoli precedenti: Castel Sant’Angelo, a pochi passi dal Vaticano. I protagonisti lo raggiungono in breve accompagnati dal Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri, e scoprono anche un passaggio che conduce direttamente in Vaticano trovando così la Chiesa dell’Illuminazione. Intanto l’assassino, dopo aver incassato elettronicamente il suo compenso e acquistato dei biglietti aerei per dileguarsi, fugge da castel Sant’Angelo, ma una volta messa in moto l’auto essa esplode a causa di una bomba inserita dall’organizzatore della cospirazione per non lasciare testimoni. I protagonisti si accorgono però che gli antichi marchi erano cinque e non quattro: il quinto marchio consiste in due chiavi incrociate, l’antico simbolo del papato. Langdon capisce che prima di distruggere il Vaticano gli Illuminati intendono uccidere e marchiare il papa. Attraverso il Passetto, l’antica via di fuga che conduce al Vaticano, riescono a sventare l’omicidio del camerlengo Patrick McKenna: egli giace a terra, con il petto marchiato a fuoco col simbolo delle chiavi di San Pietro rovesciate, mentre Richter è davanti a lui con una pistola in pugno e viene prontamente ucciso dalle guardie. Langdon, Vittoria e il camerlengo riescono a ritrovare la bomba, che si trovava nella tomba di San Pietro, il fondatore della chiesa. La bomba sta quasi per scoppiare e la dottoressa Vetra afferma che non è possibile disinnescarla senza rischiare di farla esplodere; il camerlengo allora, che prima di prendere i voti era arruolato nell’aeronautica, con un atto di grande coraggio decolla a bordo di un elicottero e, a rischio della sua stessa vita, lo porta in alta quota per poi inserire l’autopilota e paracadutarsi solo quando il velivolo è a debita distanza da piazza San Pietro, gremita di fedeli.

Dopo aver fatto esplodere la bomba in quota tutto sembra risolto, ma Langdon, visionando le registrazioni effettuate segretamente nelle stanze papali da Richter (grazie a una chiave che l’uomo gli ha passato poco prima di morire), scopre che il complotto era stato organizzato dallo stesso camerlengo che a suo tempo aveva anche avvelenato il papa, suo padre adottivo: Richter aveva capito tutto, e si era introdotto nella sua stanza per smascherarlo e accusarlo degli omicidi. Il camerlengo si era marchiato il petto a fuoco da solo; Richter, incredulo, non era riuscito a professare la propria innocenza in tempo quando le guardie, irrompendo nella sala, lo avevano ucciso vedendolo con la pistola in mano e credendolo il responsabile di tutto. Appena viene smascherato, il camerlengo, che alcuni cardinali avrebbero voluto eleggere papa per via del suo eroismo, si suicida, dandosi fuoco davanti alla tomba di San Pietro. L’indomani mattina viene eletto papa il cardinale Aldo Baggia (l’unico dei “preferiti” sopravvissuto agli omicidi della notte precedente), con il nome di Luca: in questo modo egli spera di conciliare una volta per tutte scienza e fede (l’evangelista Luca era un medico). Langdon, oltre a ricevere la gratitudine di tutti, ottiene finalmente in prestito un prezioso e antico libro, in possesso della Biblioteca Vaticana, che gli servirà per le sue ricerche.

Produzione Il regista di Angeli e demoni, Ron Howard, assieme al produttore Brian Grazer

Nel 2003 la Sony Pictures acquistò i diritti cinematografici dei romanzi Angeli e demoni e Il codice Da Vinci di Dan Brown con l’intenzione di trasporli per il grande schermo.

A seguito del successo internazionale riscosso da Il codice Da Vinci, nel maggio 2006 fu messo in preproduzione Angeli e demoni con Akiva Goldsman incaricato della sceneggiatura per un contratto di 4ml $ – cosa che lo ha reso uno degli sceneggiatori più pagati nella storia del cinema, e Brian Grazer e John Calley come produttori.[1][2][3]

Prima che venisse nuovamente confermato Ron Howard alla regia, Sky News riportava del possibile coinvolgimento di Steven Spielberg[4]; notizia rinforzata dal fatto che Howard era impegnato al momento in Changeling e aveva in precedenza ribadito le sue perplessità a tornare per Angeli e demoni.[5] Infine la Columbia Pictures confermò il ritorno di Howard alla regia nell’ottobre 2007, comunicando frattanto che le riprese sarebbero iniziate il 18 febbraio 2008 per evitare la coincidenza con lo sciopero degli sceneggiatori che avrebbe impossibilitato continuare la produzione[6][7] cosa comunque avvenuta in seguito, e che portò a posticipare la lavorazione alla seconda metà del 2008 e la data d’uscita cinematografica al 13 maggio 2009.[8]

Prima che iniziassero le riprese, David Koepp fu incaricato di rivedere la sceneggiatura di Goldsman per renderla più consona al cinema[9] e soprattutto fare in modo che il film fosse trattato come un sequel de Il codice Da Vinci, dato che il romanzo Angeli e demoni è stato in realtà scritto prima di quest’ultimo.[10]

Cast

Ewan McGregor, interprete del camerlengo Patrick McKenna

Il casting è ufficialmente iniziato nell’ottobre 2007.[11] Tom Hanks firmò per tornare nel ruolo di Robert Langdon nell’aprile 2007 con un contratto dal valore di 50ml $[12]. Per la parte di Vittoria Vetra si era parlato della modella Gisele Bündchen[13] e di Naomi Watts,[14] prima che della conferma dell’israeliana Ayelet Zurer.[15] Per la parte del camerlengo era stato indicato Orlando Bloom, ma in seguito è stato confermato Ewan McGregor.[16]

Riprese

Prima che iniziasse la lavorazione, Ron Howard incontrò il direttore e alcuni tecnici del CERN per avere informazioni circa le specifiche tecniche da adottare per il film, specie riguardo all’antimateria e al cilindro-bomba, in modo da rendere più realistica possibile la trasposizione.[17]

Le riprese dovevano inizialmente cominciare il 18 febbraio 2008 ma, a causa dello sciopero degli sceneggiatori, furono posticipate all’estate successiva[6]. La rivista Variety confermò poco dopo che sarebbero iniziate a Roma in esterni dal 5 giugno 2008 per tre settimane fino al 30.[18]

Il giorno prima dell’inizio delle riprese romane, presso piazza del Popolo fu allestito un set cinematografico che informava i residenti della realizzazione di un film chiamato Obelisk, titolo fasullo che permise alle unità di scena di lavorare tranquillamente per il primo giorno.[19] Alle 12 circa del giorno seguente sono iniziate le riprese.[20] La mattina del 6 giugno corso Vittorio Emanuele II è stato chiuso al traffico veicolare per girare una scena d’inseguimento ad alta velocità nella quale erano coinvolti Tom Hanks, Pierfrancesco Favino e alcuni altri membri minori del cast.[21] I giorni del 9 e 10 giugno il Pantheon è stato usato come location per le riprese[22], e fino al 12 avrebbero dovuto continuare a Lungotevere e Ponte Sant’Angelo, ma a causa della visita del presidente degli Stati Uniti George W. Bush in Vaticano sono state rinviate al 20.[23]

L’interno della Reggia di Caserta, utilizzata come location per gli edifici del Vaticano.

Il 16 giugno la Diocesi di Roma ha negato alla troupe la possibilità delle riprese interne delle chiese di Santa Maria del Popolo e Santa Maria della Vittoria; il responsabile dell’Ufficio Stampa della Diocesi, don Marco Fibbi, chiarì meglio i motivi del rifiuto:

«Forniamo spesso le nostre chiese a produzioni che hanno finalità o compatibilità con il sentimento religioso, ma non quando il film agisce in una linea di fantasia che va a ledere il comune sentimento religioso, come è successo con Il codice Da Vinci. Nel caso di Angeli e demoni non c’erano neanche i presupposti per chiederci permessi. E, quando gli americani lo hanno fatto con il ministero dell’Interno, abbiamo dato il nostro parere preventivo.[24]»

Il 17 giugno sono stati girati alcuni interni alla chiesa di Sant’Agostino e alla biblioteca Angelica, vicino a Piazza Navona.[25] Per ovviare alla mancanza di location originali nelle quali girare i luoghi di culto, Howard ricreò parte di Piazza San Pietro, sala delle udienze e giardini vaticani nella Reggia di Caserta, interamente requisita per tre giorni, dal 17 al 20 giugno.[26] La biblioteca Palatina della reggia di Caserta fu usata come ambiente sostitutivo per la biblioteca vaticana.[27] La sera del 21 giugno sono state filmate alcune sequenze in Piazza San Bernardo, Santa Maria della Vittoria e Via Torino.[28] Dalla mattina di lunedì 23 giugno sino al giorno seguente, si sono ultimate le riprese in interni a Castel Sant’Angelo.[29]

Uno scorcio della chiesa di Santa Maria della Vittoria a Roma

Il mese seguente, la troupe ha fatto ritorno a Los Angeles (California), dove il 10 è stata filmata una sequenza di 15 secondi all’Università della California con Tom Hanks in bicicletta lungo la pista per i corridori.[30] La seconda unità di scena è andata al CERN di Ginevra per le fotografie e le riprese video all’acceleratore di particelle Large Hadron Collider, materiale che è stato poi montato durante la post-produzione.[17]

Molte ambientazioni sono state ricostruite nei Los Angeles Studios della Columbia poiché al cast era stato vietato l’accesso ad altri luoghi di culto inerenti al film.[20] L’impossibilità di effettuare le riprese in piazza San Pietro ha costretto la produzione a ricostruire parte della piazza su scala originale in un’area di sosta per camion sita in Los Angeles[31], sulla base di riprese aeree e di migliaia di foto scattate da turisti al soldo della produzione.

Regia di Ron Howard

Con Tom Hanks

Fonte: WIKIPEDIA