sabato, Settembre 19, 2020
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I Nas sequestrano 9 aziende e 32mila uova irregolari

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Nell’estate 2017, a seguito dell’emergenza sanitaria originata dalla contaminazione di uova e prodotti derivati, causata dall’uso illegale dell’insetticida fipronil in allevamenti di galline ovaiole, fu realizzato un piano di controllo straordinario, disposto dal Ministero della Salute, per accertare la regolarità delle uova e degli ovoprodotti presenti sul mercato italiano. L’operazione coinvolse i Carabinieri dei NAS e l’intero sistema nazionale di tutela della salute, dagli organi ispettivi ai laboratori, con l’immediato rintraccio di prodotti pericolosi o sospetti provenienti dall’estero e la realizzazione di un piano di controllo, campionamento ed analisi dell’intera filiera.

L’attività dei NAS proseguì senza soluzione di continuità estendendosi anche nel corso del 2018, con l’esecuzione complessiva di 1.957 ispezioni, il prelievo di 965 campioni, il sequestro preventivo e cautelativo di quasi un milione di uova e di 160 tonnellate di prodotti trasformati, provenienti da allevamenti sospetti di aver utilizzato sostanze non ammesse, sia italiani che esteri. È stata recentemente pianificata, nell’ambito di una più ampia strategia, una nuova campagna di accertamenti finalizzata a verificare la situazione del comparto produttivo e commerciale delle uova e dei prodotti derivati.

Il programma dei servizi di controllo ha interessato la fase primaria della conduzione zootecnica delle aziende, con particolare riferimento all’adozione di criteri intensivi di allevamento che possono determinare criticità di sovraffollamento e il conseguente ricorso ad interventi di disinfestazione e di sanificazione non consoni, estendendo gli accertamenti alle attività di imballaggio, trasformazione, distribuzione e vendita. Nel mese di settembre, individuato quale periodo di aumento della richiesta di prodotti a base di uova da parte del settore dolciario industriale ed artigianale, il dispositivo di controllo posto in campo dai NAS ha consentito la verifica di 373 obiettivi che hanno determinato l’accertamento di irregolarità in 66 casi, pari al 18% del totale.

Tra le criticità riscontrate, sono state rilevate situazioni di sovraffollamento nella stabulazione degli animali, mangimi in cattivo stato di conservazione, uova vendute per qualità diverse da quelle possedute, prive di tracciabilità o con stampigliature fuorvianti, detenute in condizioni e ambienti non idonei, in alcuni casi in strutture abusive. Le accertate violazioni hanno determinato il sequestro di oltre 32 mila uova, 4.600 galline ovaiole e 30 tonnellate di mangimi non regolamentari, per un valore commerciale di circa 185 mila euro. Nel corso delle attività è stato constatato l’uso di depositi e strutture di imballaggio uova risultati non censiti, ambienti mancanti dei minimi requisiti sanitari, strutturali e di sicurezza per i lavoratori, che hanno comportato l’applicazione di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 9 aziende di allevamento, lavorazione e logistica, il cui valore economico ammonta ad oltre 2 milioni di euro.

Complessivamente sono state contestate 101 violazioni amministrative e penali, per un ammontare di 130 mila euro, deferendo all’Autorità Giudiziaria 7 operatori del settore, ritenuti responsabili di maltrattamento di animali e frode in commercio. Nel corso degli interventi ispettivi, sono stati inoltre eseguiti 133 campioni di uova, prodotti derivati e matrici ambientali, al fine di accertare l’eventuale impiego di sostanze non consentite, non solo in riferimento a disinfestanti ed insetticidi, ma anche all’uso indiscriminato di antibiotici e medicinali, nonché alla corretta somministrazione di alimenti zootecnici e dell’acqua.

Gli esiti delle analisi di laboratorio finora pervenuti, pari al 30% dei reperti eseguiti nell’ambito del monitoraggio, non hanno evidenziato irregolarità. Gli interventi hanno consentito di individuare situazioni di significativa gravità e di impedire la prosecuzione di condotte lesive della lealtà commerciale e di potenziale pericolo per la salute, come la mancata adozione delle misure di biosicurezza, previste dai piani di controllo e sorveglianza per la prevenzione dell’influenza aviaria.

Tra le situazioni più significative accertate dai NAS si evidenziano: – il NAS di Firenze, in un allevamento “a terra” di ovaiole ubicato in provincia di Arezzo, ha riscontrato 19.750 galline ammassate all’interno di spazi sopraelevati, delimitati da reti metalliche, che ne limitavano la libertà di movimento, in violazione alla normativa di protezione degli animali negli allevamenti. Contestata la violazione pecuniaria di 3.100 euro e disposto il ripristino delle corrette condizioni di stabulazioni; – il NAS di Viterbo ha deferito alla Procura della Repubblica di quel Capoluogo il responsabile di un allevamento avicolo per maltrattamento di animali e per aver omesso di assicurare il benessere dei capi allevati. Nel corso dell’ispezione sono state rilevate gravi carenze igienico sanitarie ed il decesso di numerosi capi avicoli, non adeguatamente rimossi e lasciati in regime di promiscuità con quelli vivi. Unitamente al Servizio veterinario dell’ASL, sono state impartite immediate prescrizioni finalizzate al ripristino delle condizioni igieniche e strutturali; 3 – lo stesso NAS laziale ha inoltre riscontrato 6 allevamenti privi delle misure di biosicurezza previste dal Piano regionale di controllo e sorveglianza per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria; – anche il NAS di Latina, in provincia di Latina e Frosinone, ha riscontrato 10 allevamenti privi delle misure di biosicurezza, con carenze igienico strutturali e inadeguatezze nelle procedure di autocontrollo, comminando sanzioni per un totale di 24.000 euro; – il NAS di Potenza ha sanzionato il responsabile di un allevamento avicolo potentino per aver utilizzato, nel ciclo produttivo e per l’abbeveraggio degli animali, acqua priva della certificazione di potabilità. L’attività è stata immediatamente chiusa ed è stato disposto il divieto di commercializzazione di 3.000 pulcini.

Il valore di quanto vincolato ammonta ad € 15.000 circa; – denunciati dal NAS di Torino i legali responsabili di tre distinti allevamenti avicunicoli, per aver commercializzato, in concorso tra loro, uova fresche di categoria “A” risultate invece di minore qualità e riportanti date diverse da quella della effettiva deposizione. Sequestrate 13.450 uova con stampigliatura contraffatta e 5.040 uova prive di tracciabilità, individuate all’interno di un centro di imballaggio risultato privo di autorizzazione; – in un intervento presso un allevamento biologico di galline ovaiole, il NAS di Perugia ha eseguito il sequestro di 19.140 uova detenute in un deposito nel quale è stata riscontrata la presenza di roditori e l’insufficienza delle misure adottate per la lotta agli animali infestanti.

Il valore di quanto vincolato ammonta a 15.000 euro; – nell’ambito dei controlli su 5 allevamenti con annessi centri di imballaggio insistenti nel proprio territorio, il NAS di Cagliari ha accertato, a vario titolo, gravi carenze igienico strutturali, l’irregolare smaltimento di carcasse di animali, l’assenza di tracciabilità dei prodotti ed il mancato aggiornamento dei registri relativi ai trattamenti farmacologici. Sono state comminate sanzioni per complessi 35.000 euro, sospesa un’attività di centro imballaggio e sequestrate 13.140 uova di gallina per mancanza di tracciabilità; – in diversi controlli eseguiti dai NAS di Genova, Firenze, Livorno, Pescara e Salerno, sono state individuate 6 aziende zootecniche e relative aree di imballaggio uova interessate da gravi carenze igieniche, gestionali e strutturali, con conseguente sequestro delle uova presenti e blocco delle attività; – il NAS di Palermo, ispezionando gli allevamenti avicoli della provincia, ha individuato un deposito completamente abusivo ed ha operato il sequestro di 30 tonnellate di mangimi detenuti senza tracciabilità; – nelle province di Bari e Matera, i NAS hanno sequestrato due strutture attivate abusivamente nonché 1.600 pulcini e 4.000 uova che si trovavano all’interno; – il NAS di Roma ha individuato due allevamenti rispettivamente uno privo dei registri dei trattamenti farmacologici e di movimentazione degli animali, l’altro invece che svolgeva la vendita on line delle uova senza fornire al consumatore le informazioni sui prodotti; – nel corso di un’ispezione presso un’azienda agricola nella provincia di Bolzano, il NAS di Trento ha sequestrato 1.061 uova recanti un’errata stampigliatura del codice aziendale del produttore.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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