sabato, Ottobre 31, 2020
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4 Novembre, una Festa Nazionale… cancellata

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Non vi è Nazione, che si definisca tale, che non festeggi una propria festa Nazionale. Una giornata intera dove le attività vengono sospese seguendo la normativa delle giornate di festività. L’Italia aveva una giornata che concentrava tra l’altro diversi importantissimi avvenimenti e che stabilmente aveva la data del 4 Novembre.

In questa data infatti si Commemora la Vittoria dell’Italia nella prima Guerra Mondiale, detta “la Grande Guerra” dove perirono oltre 600 mila soldati Italiani e vi furono circa 1,5 milioni tra feriti e mutilati.
Si commemora ancora il Milite Ignoto, pochi ne conoscono la storia, sepolto al Sacrario della Patria a Roma, che partì da Aquileia ed attraversò tutta l’Italia in Treno fino a Roma, stazione Tiburtina, per poi proseguire con i massimi onori verso l’Altare della patria.

Quel giorno, il 4 novembre del 1921, si fermò tutta l’Italia, e da allora il Milite Ignoto, lì riposa in Pace. E’ ancora la giornata dell’Unità Nazionale e della forze Armate, la Giornata celebrativa Nazionale Italiana istituita nel 1919 il 4 Novembre data dell’entrata in vigore dell’Armistizio di Villa Giusti e della resa dell’Impero Austro Ungarico.

Una data carica di storia importante e significativa per l’Italia, per il suo popolo e per le sue forze armate, che non può essere considerata sotto tono, o peggio bistrattata a causa di avverse ideologie che delegittimano lo
stato e mortificano la Nazione Italiana, il suo popolo e i suoi caduti.
Lascia molto amaro in bocca ciò che è avvenuto in una scuola, per di più un Liceo Classico, dove qualche insegnante ha disertato l’incontro con Ufficiali della Guardia di Finanza e della Marina Militare proprio in occasione dei questa importantissima commemorazione. La giustificazione? Si sono appellati all’articolo 11 della Costituzione che recita:
“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di
sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.

Tutto questo dimenticando che esiste anche la Difesa, da cui il Ministero della Difesa , da cui dipendono le Forze Armate.
Scandaloso nel 1977 l’aver derubricato e privato di ogni spessore questa importante data, rendendola più una festività istituzionale che una festività Nazionale. Certo bisogna riconoscere che già nel 1919 e nel 1922 alcuni partiti politici appartenenti all’Internazionale, appoggiandone le linee guida, hanno fortemente contrastato queste celebrazioni, ma sia i governi di allora, che la popolazione tutta dimostrarono, con la forte partecipazione, l’unità della nazione.

Unità che poi viene sempre più messa in discussione proprio dal 1977 fino ai nostri giorni, quasi a demonizzare l’amor di Patria. Una unità Nazionale già fragile dal dopoguerra del 1945 in avanti, a causa dei trattati internazionali che, avendoci visti come sconfitti, ci hanno costretto ad un trattato di pace che sembra più una resa incondizionata. L’aver per di più svuotato di ogni contenuto una festività come questa, ne ha fatto perdere ogni significato storico, sociale e politico per la Nostra nazione.
Ancor di più, una nazione che svuota e sminuisce la propria storia, perde il proprio prestigio internazionale. Che stia accadendo questo all’Italia?

Anche se si è parte integrante di una Europa di stati, come oggi è, un conto è avere un ruolo ed una storia da Nazione, come la Francia e la Germania, che ben si guardano dal derubricare le loro feste Nazionali, un
conto è rinunciare alla propria storia ed identità, come ha fatto l’Italia, trasformandosi così da Stato a Colonia.



Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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