martedì, Ottobre 20, 2020
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“Negri, gay, terroni”. Razzismo o demenza sociale?

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di Biagio Maimone

L’Italia diviene sempre più teatro di fenomeni legati al degrado civile ed ancor più morale. Forme di razzismo e rifiuto dell’altro in modo oltraggioso si affermano in modo crescente, non certo in nome di un’ideologia politica che, in ogni caso, non giustificherebbe assolutamente tali orrendi fenomeni, ma come espressione senza scrupoli della propria aggressività, ostentata con fierezza. Fa paura prenderne atto. C’è da chiedersi che cosa alimenta tale ondata di aggressività e di rozzezza umana? Vi è una responsabilità civile e politica? Riteniamo che nulla succeda per caso, soprattutto nell’ambito della vita sociale.

Difatti, osserviamo che le fonti diseducative, tuttora presenti nello scenario socio–politico, sono di varia natura.  

Tra esse si annovera il linguaggio non certo raffinato di certi mass media e di alcuni esponenti della vita politica divenuti veicolo di messaggi superficiali che fanno propria la libertà di parola e di offesa, anziché il dialogo ed il confronto costruttivo. La parola diventa “parolaccia”, in quanto deve offendere in malo modo l’altro che si ritiene ostacolo, in quanto la pensa in modo diverso o proviene da un luogo lontano. Pedate e solo pedate all’altro perché solo la violenza ratifica il proprio  potere: questo è il messaggio che si legge, a volte apertamente, a volte in modo metaforico, tuttavia resta il messaggio predominante.  

Alcuni giornali, alcune tv, alcuni partiti politici sembrano avallare l’odio sociale e le discriminazioni attraverso propagande squallide e di cattivo gusto. Ciò che è accaduto al calciatore Balotelli, fischiato a Verona dagli ultrà, perché di pelle nera, non è un caso isolato, in quanto anche altri giocatori di colore spesso sono derisi. Non passano inosservati i titoli riportati da un giornale presente nelle edicole di tutta Italia, che utilizza le parole “ gay”, “terroni” e “ negri” in modo offensivo e classista. Non si affittano immobili ai meridionali, si “fischiano” le persone di colore, si picchiano i clochard e gli inermi, finanche i vecchi e i bambini. Sorge spontanea la domanda: “ E’stata istituzionalizzata la follia per caso? ”, o meglio “E’ rinato l’oscurantismo?”.  

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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