giovedì, Ottobre 29, 2020
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Emergenza ambientale e i bambini: una crisi di enormi dimensioni. Ogni anno 95.000 morti in più

I progressi conseguiti nel miglioramento della salute, alimentazione, accesso all’istruzione e protezione legale dei bambini dal 1989 con la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e l’Adolescenza, ad oggi sono minacciati dall’amplificarsi della crisi climatica, che mette a rischio la sopravvivenza, lo sviluppo e il benessere dell’umanità, ma in particolar modo dei bambini. Sei organizzazioni internazionali impegnate nella protezione dei diritti dei bambini, tra cui Terre des Hommes, chiedono alle nazioni partecipanti al COP25 un impegno concreto nella lotta al riscaldamento globale e la tutela dei diritti dei bambini.

I cambiamenti climatici stanno colpendo l’intero pianeta ma alcune fasce di popolazione e alcuni Paesi sono destinati a registrare i maggiori danni. E’ noto che i bambini sono le vittime più numerose nei disastri naturali, si feriscono più facilmente e soffrono i traumi psicologici più gravi.

Si stima che oltre mezzo miliardo di bambini vivano in aree con un rischio elevatissimo di inondazioni, che 115 milioni di bambini vivano in zone dove il rischio di cicloni tropicali è elevato o elevatissimo e che quasi 160 milioni di bambini siano esposti a siccità gravi o molto gravi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che i cambiamenti climatici da qui al 2030 possano causare 95.000 decessi in più all’anno di bambini al di sotto dei 5 anni a causa della denutrizione e altri 25 milioni entro il 2050.

Entro il 2030 i cambiamenti climatici potrebbero causare 60.000 decessi in più tra i bambini al di sotto dei 15 anni a causa della malaria e 48.000 a causa della dissenteria.

Inoltre le conseguenze dei cambiamenti climatici possono esacerbare le disuguaglianze di genere. Per esempio nei paesi in via di sviluppo le bambine e le ragazze spesso hanno il compito di portare l’acqua a casa. Con il diminuire della disponibilità d’acqua, dovranno percorrere distanze sempre più lunghe per rifornirsi, avranno meno tempo per la loro istruzione e correranno maggiori rischi di violenza lungo la strada.

Sei organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti dei bambini (ChildFund Alliance, Plan International, Save the Children International, SOS Children’s Villages International, la federazione internazionale Terre des Hommes e World Vision International) unite nella Joining Forces Alliance stanno diffondendo in occasione di COP25 il documento The Climate Crisis: A Child Rights Crisis (Crisi climatica: una crisi dei diritti dei Bambini) che sollecita i governi mondiali a tenere in considerazione le specifiche esigenze dei bambini nelle loro politiche di lotta al riscaldamento globale.

Tra le richieste della coalizione la necessità di assicurare supporto ai Paesi più poveri nella transizione a un’economia più rispettosa dell’ambiente e nei disastri naturali provocati dai cambiamenti climatici, mantenendo fede agli impegni presi con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU. E’ anche importante che le istituzioni di tutto il mondo ascoltino la voce dei bambini assicurando la loro partecipazione nei luoghi dove queste decisioni vengono prese.

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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