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Il film d’animazione stasera in TV: “LA SPADA NELLA ROCCIA” martedì 17 dicembre 2019

FILM la spada nella roccia
Il film d’animazione stasera in TV: “LA SPADA NELLA ROCCIA” martedì 17 dicembre 2019 alle 21:15 su PARAMOUNT Network (Canale 27) La spada nella roccia.png La spada nella roccia (The Sword in the Stone) è un film del 1963 diretto da Wolfgang Reitherman. È un film d’animazione prodotto dalla Walt Disney Productions e uscito negli Stati Uniti il giorno di Natale 1963, distribuito dalla Buena Vista Distribution. 18° Classico Disney, fu l’ultimo ad uscire prima della morte di Walt Disney ed è stato anche l’ultimo ad essere prodotto tutto sotto la supervisione di quest’ultimo. Le canzoni del film sono scritte e composte dai fratelli Sherman, che in seguito scrissero musica per altri film Disney come Mary Poppins (1964), Il libro della giungla (1967) e Pomi d’ottone e manici di scopa (1971). Il film è basato sul romanzo omonimo (una rielaborazione dell’infanzia di Re Artù Pendragon della Materia di Bretagna) di T. H. White, pubblicato la prima volta nel 1938 e ripubblicato nel 1958 come primo libro della tetralogia Re in eterno. In Inghilterra, nel VI secolo, muore il re Uther Pendragon. Uther non ha lasciato un erede al trono e, senza un re, sembra che il regno sia destinato ad essere lacerato dalla guerra. Improvvisamente dal cielo, a Londra, appare la “spada nella roccia”, una spada conficcata in un’incudine con una scritta che proclama che “chiunque estrarrà questa spada da questa roccia e da questa incudine sarà di diritto re d’Inghilterra”. In molti provano ad estrarre la spada, ma nessuno riesce a smuoverla neppure di un centimetro, e la spada alla fine viene dimenticata, lasciando che l’Inghilterra sprofondi nei secoli bui. Molti anni dopo viene introdotto Semola, il cui vero nome è Artù (detto Semola per via dei suoi capelli biondi), un orfano di 12 anni in formazione per diventare uno scudiero. Mentre accompagna il fratello maggiore adottivo Caio in una battuta di caccia, Semola impedisce accidentalmente a Caio di colpire un cervo (cadendogli addosso da un ramo sul quale si era arrampicato, che si spezza mentre Caio sta per scoccare la freccia con l’arco). Addentratosi nella foresta per tentare di recuperare la freccia, dopo averla trovata, nel tentativo di prenderla, Semola cade (sempre perché il ramo su cui si è arrampicato si spezza) nella casetta di Mago Merlino. Egli dichiara che un ragazzo come Semola deve necessariamente avere un’istruzione accademica ed intende diventare il suo precettore. I due vanno a casa di Semola, un castello gestito da Sir Ettore, padre di Caio e tutore di Semola. Anche se Merlino lo convince che la magia esiste evocando una bufera di neve al chiuso, Ettore non vuole proprio permettergli di istruire Semola, così Merlino, per dare mostra della potenza dei suoi poteri, sparisce fisicamente facendo in modo che sia ancora possibile udire la sua voce. Ettore allora decide di consentire a Merlino di rimanere, mettendolo a dormire nella torre più pericolante del castello, che quando piove si riempie d’acqua dalle crepe del tetto. Quella notte arriva un cavaliere amico di Ettore, Sir Pilade, con una grande notizia: il giorno di Capodanno a Londra si terrà un grande torneo cavalleresco il cui vincitore verrà proclamato re. Ettore decide allora di far allenare seriamente Caio per il torneo, in modo che venga nominato cavaliere, e propone a Semola di seguire i due a Londra in cambio di svolgere bene i propri doveri, oltre alla possibilità di fare da scudiero a Caio. Merlino, istruendo Semola, trasforma il ragazzo e se stesso in pesci ed i due nuotano nel fossato del castello per conoscere la fisica. Semola viene attaccato da un luccio affamato e viene salvato da Anacleto, il permaloso gufo di Merlino. Poi Semola viene mandato a lavare i piatti in cucina come punizione per essersi assentato troppo a lungo e dopo aver cercato di raccontare la sua lezione ad un incredulo Ettore. Merlino, sopraggiunto, decide di incantare i piatti per permettere a essi di lavarsi da soli, poi porta Semola a fare un’altra lezione: i due si trasformano in scoiattoli per conoscere la gravità. Semola viene quasi divorato da un lupo, ma viene salvato da una giovane scoiattolina che poi s’innamora di lui, mentre Merlino subisce la stessa sorte per via di uno scoiattolo femmina più anziano che non vuole mollarlo. Merlino e Semola allora ritornano alla loro forma umana e tornano al castello. Proprio in quel momento, la cuoca del castello trova la cucina incantata e ne rimane inorridita. Merlino allora disincanta i piatti. Ettore accusa Merlino di usare la magia nera e Semola difende Merlino, ma Ettore ascolta Semola a malapena e lo punisce per la propria “impertinenza” dando a Caio un altro scudiero, ovvero Polidoro. Per la sua terza lezione, dopo essersi scusato con Semola ed aver promesso di redimerlo, Merlino lo trasforma in un passero (Semola aveva detto di aver sempre sognato di volare) ed Anacleto, nuovo tutore di Semola (perché pensava che Merlino, insegnandogli ciò che lui ha visto che accadrà nel futuro, ad esempio che l’uomo un giorno avrebbe volato, gli avrebbe solo confuso le idee) insegna a Semola a volare. Semola viene attaccato da un falco e per salvarsi è costretto a volare giù in una canna fumaria, che per sfortuna è quella della capanna della perfida strega Maga Magò, la cui magia utilizza l’inganno e non la competenza scientifica come quella di Merlino. Magò vuole ad un certo punto distruggere Semola, ma Merlino arriva poco prima che ciò accada e sfida Magò in un duello a colpi di magie, in cui i due maghi si trasformano in vari animali per distruggersi l’un l’altro. Magò infrange le regole da lei stessa dettate, prima scomparendo, poi trasformandosi in un drago viola. Merlino infine si trasforma in un germe chiamato “Malignalitaloptereosis” ed infetta Magò di una malattia simile al morbillo, sconfiggendola e dimostrando così l’importanza del cervello sui muscoli. La vigilia di Natale, Caio viene nominato cavaliere come previsto, ma il suo scudiero Polidoro si ammala di orecchioni. Ettore allora ripristina Semola come scudiero di Caio. Semola si rallegra, ma Merlino si arrabbia convinto che il ragazzo preferisca ancora i giochi di guerra piuttosto che quelli accademici. Semola cerca di spiegare a Merlino che, come orfano, la nobiltà è una cosa impossibile e che essere uno scudiero è la posizione migliore che possa raggiungere, ma sentir dire ciò fa arrabbiare ulteriormente Merlino. Infatti quest’ultimo grida “Honolulu, arrivo!”, vola come un razzo e si trasporta in un’isola non ancora scoperta ai tempi di Semola, ossia la Honolulu nelle Hawaii del XX secolo. Ettore, Caio, Pilade, Semola ed Anacleto si recano a Londra per il torneo. Proprio quando la competizione sta per iniziare, Semola si rende conto di aver dimenticato la spada di Caio alla locanda, che ora è chiusa per il torneo. Anacleto, che ha seguito il ragazzo, nota la “spada nella roccia” sul retro di una chiesa e Semola, volendo procurare in qualche modo una spada a Caio, la estrae dall’incudine, compiendo inconsapevolmente la profezia. Quando Semola ritorna con la spada, Ettore ed il cavaliere Black Bart la riconoscono come la “spada nella roccia” ed il torneo viene interrotto: esigendo che si dimostri che è stato Semola ad estrarla, Ettore rimette la spada nella sua incudine. Nonostante Semola venga invitato a riestrarre la spada in presenza dei londinesi, Caio ferma il ragazzo convinto che chiunque possa ora riuscire nel miracolo, ma senza successo: il padre Ettore ed alcuni partecipanti del torneo provano ad aiutare Caio ma senza alcun risultato, provocando inoltre il disappunto di buona parte dei presenti, soprattutto Sir Pilade e Black Bart, che rinvitano Semola ad estrarla (come previsto da principio): senza mostrare alcuno sforzo, il giovane vi riesce. Dopo che Semola l’ha estratta nuovamente, il cielo assume una luminosità paradisiaca. Tutti i cavalieri proclamano “Viva re Artù!” mentre la folla si inginocchia davanti a lui, primo tra tutti Ettore, che si scusa con Semola per averlo sempre trattato duramente, ed anche Caio mostra un po’ di rimorso dopo che il padre gli ha detto di inchinarsi davanti al proprio re. Semola, incoronato re, si siede nella sala del trono con Anacleto, sentendosi impreparato per la responsabilità della regalità. Sopraffatto dalla folla plaudente nel cortile, re Artù dice “Quanto vorrei che Merlino fosse qui!”. In quell’istante Merlino ritorna dalla Honolulu del XX secolo (prima con abiti moderni e poi con i suoi abiti da mago) e si mostra euforico nello scoprire che Semola è il re che ha visto nel futuro; inoltre dichiara di essersi reso conto che il XX secolo non è poi così migliore del Medioevo. Merlino dice al ragazzo che egli guiderà i cavalieri della Tavola rotonda, diventando una grande leggenda ed una figura molto popolare nella letteratura e nel cinema. Personaggi
  • Artù (Arthur), soprannominato Semola (Wart), il figlio perduto di Uther Pendragon e Lady Igraine e il futuro Re Artù. Nell’edizione originale Artù venne doppiato da tre attori diversi, il che porta a cambiamenti notevoli nella voce tra le scene. Inoltre, le tre voci hanno accenti di Brooklyn, nettamente in contrasto con l’impostazione inglese e gli accenti pronunciati da tutti gli altri personaggi del film.
  • Mago Merlino (Merlin), il leggendario mago che aiuta ed educa il futuro Re Artù. Egli venne animato da alcuni dei Nine Old Men, tra cui Milt KahlFrank ThomasOllie Johnston e John Lounsbery. Kahl disegnò il personaggio, affinando gli schizzi dello storyboard di Bill Peet. Merlino può essere riconosciuto dalla barba massiccia, che rimane incastrata nella maggior parte delle sue macchine, dal lungo vestito blu con cappello a punta e dal paio di occhiali che indossa. Egli è il mago più potente del mondo, e ha il potere di viaggiare nel tempo vedendo ciò che accadrà nel futuro.
  • Maga Magò (Madame Mim), una strega che si diletta di magia nera, acerrima nemica di Merlino. Magò venne animata da due dei leggendari Nine Old Men, Milt Kahl (che disegnò il personaggio raffinando gli schizzi dello storyboard di Bill Peet) e Frank Thomas. Kahl animò la sua interazione iniziale con Semola, mentre Thomas curò la parte del suo duello di magia con Merlino.
  • Anacleto (Archimedes), l’irascibile e permaloso ma allo stesso tempo geniale gufo domestico di Merlino, animale molto istruito che ha la capacità di parlare e rispondere a tono, ed è l’elemento comico del film. Anacleto accompagna Semola durante l’allenamento (gli salva la vita quando per poco rischia di venire inghiottito da un luccio e gli insegna a scrivere, leggere e volare) ed è lui ad avvertire Merlino che Maga Magò ha rapito Semola. Anacleto rimane anche con Semola mentre Merlino è nel XX secolo.
  • Sir Ettore (Sir Ector), governatore del castello di re Uther Pendragon e padre adottivo di Semola. Ha un carattere piuttosto scorbutico e non crede nella magia, finché Merlino non getta una bufera di neve sopra di lui, permettendo così al mago di educare Semola nel castello. Anche se vuole bene a Semola, tiene molto alla disciplina e alle regole e spesso lo tratta duramente. Non ha minimamente idea che il giovane sia il figlio del re scomparso.
  • Sir Caio (Sir Kay), fratello maggiore adottivo di Semola e figlio naturale di Ettore. Anche se il padre desidera ed ottiene di farlo nominare cavaliere per farlo partecipare al torneo il cui vincitore sarà nominato re, è decisamente incapace di giostrare e combattere con la spada, dimostrandosi piuttosto goffo e imbranato. Come il padre, pur avendo a cuore Artù, spesso lo tratta con disprezzo.
  • Sir Pilade (Sir Pellinore), un cavaliere amico di Sir Ettore che annuncia il torneo in cui Semola si rivela come re.
  • La scoiattolina, un giovane scoiattolo femmina che incontra Semola e sviluppa subito un’attrazione per lui. Dopo averlo salvato dal lupo, Semola ritorna alla forma umana, e lei scoppia in lacrime e fugge. Durante la trasformazione di Merlino e Semola in scoiattoli, oltre a lei c’è anche la scoiattolona, che fa vivere al mago le stesse situazioni vissute dal ragazzo durante la loro mutazione in questi animali.
  • Un lupo magro e spelacchiato che tenta continuamente di divorare Semola. Verrà sconfitto dalla scoiattolina. Ha un ruolo prevalentemente comico.
Regia di Wolfgang Reitherman Fonte: WIKIPEDIA
Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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