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Il film d’autore stasera in TV: “SALVATE IL SOLDATO RYAN” mercoledì 5 febbraio 2020

film salvate il soldato ryan 5 aprile

Il film d’autore stasera in TV: “SALVATE IL SOLDATO RYAN” mercoledì 5 febbraio 2020 alle 21:25 su RETE 4

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Salvate il soldato Ryan (Saving Private Ryan) è un film del 1998  con Tom Hanks: e Matt Damon diretto da Steven Spielberg, che con questo film vinse il suo secondo premio Oscar per la miglior regia.

La storia è ambientata durante la seconda guerra mondiale, in particolare nei giorni del D-Day. Di grande interesse sono i primi 24 minuti del film, che dipingono in maniera cruda e realistica lo sbarco dei soldati a Omaha Beach, particolarmente intensi e apprezzati soprattutto grazie agli effetti sonori (due Oscar a questo reparto).

1998. Un ottantenne statunitense arriva in Francia per visitare una tomba del cimitero americano in Normandia e di fronte a essa, dopo un breve mancamento, ha un flashback che lo riporta a più di cinquant’anni prima, al 6 giugno 1944, giorno dello sbarco in Normandia.

Quel giorno John Miller, capitano della Compagnia C del 2º Battaglione Ranger, partecipa al sanguinoso assalto anfibio di “Omaha Beach”, nella Normandia occupata dai tedeschi; sopravvive al terribile mitragliamento e bombardamento tedesco delle spiagge con parte dei suoi uomini, che guida nell’espugnazione di un bunker e alcune trincee. Il giorno seguente, a Washington, il capo di stato maggiore dell’esercito generale George Marshall apprende la notizia della morte di tre dei quattro fratelli della famiglia Ryan e che il quarto e ultimo fratello, il paracadutista ventiseienne James Francis Ryan, è disperso dopo i lanci avvenuti poche ore prima dello sbarco. Il generale, dopo aver letto ad alcuni sottoposti una commovente lettera risalente al periodo della guerra di secessione americana, decide quindi di organizzare una operazione di salvataggio per riportare il soldato Ryan a casa. La missione è affidata proprio al capitano Miller, che ha giusto il tempo di selezionare alcuni dei commilitoni più fidati prima di partire per setacciare la Normandia. La squadra è composta dal sergente Michael Horvarth, dall’impacciato interprete tecnico di quinto grado Timothy Upham, dai soldati scelti Richard Reiben e Adrian Caparzo, dall’infermiere Irwin Wade e dai soldati semplici Stanley Mellish e Daniel Jackson.

Il gruppo avanza in solitudine nell’entroterra e arriva al devastato borgo di Neuville, diviso tra truppe tedesche e paracadutisti della 101st Airborne Division. Gli otto uomini raggiungono una palazzina diroccata dove incontrano una famiglia francese che, a tutti i costi, vuole affidare loro la figlia più piccola: mentre Miller tenta di dissuaderli un cecchino tedesco colpisce a morte il soldato Caparzo; il tiratore scelto Jackson elimina il tedesco, ma Caparzo muore. Miller s’affretta quindi a cercare il capitano Hamill per chiedergli se James Ryan è tra i suoi uomini. Viene quindi condotto di fronte a Miller il soldato in questione che, tuttavia, non è l’uomo che stanno cercando: egli è infatti James Frederick Ryan. Il giorno seguente il plotone giunge in un improvvisato ospedale da campo, vicino al relitto di un aliante da trasporto, dove viene loro riferito da un soldato che Ryan si trova in una cittadina di nome Ramelle. Durante l’avvicinamento al villaggio, il gruppo s’imbatte casualmente in una centrale radar danneggiata ma presidiata dai tedeschi: Miller, senza motivo apparente, opta per eliminarli ma nel corso del breve scontro l’infermiere Wade è mortalmente ferito alla schiena e poco dopo muore tra le braccia dei commilitoni. Jackson, Reiben e gli altri soldati (eccetto Upham) picchiano allora l’unico tedesco superstite e stanno per giustiziarlo, quando Miller interviene, li ferma, benda il prigioniero e lo lascia libero. L’azione del capitano genera una frattura nel gruppo tale che Reiben annuncia di voler tornare indietro, scatenando le ire del sergente Horvarth; a questo punto Miller medesimo rivela – per stemperare la tensione – la sua vita prima della guerra (oggetto di scommesse nella compagnia): insegnante di letteratura. Ripresa la marcia, la squadra incrocia un semicingolato tedesco che viene però distrutto in un’imboscata da alcuni paracadutisti, tra i quali si trova James Francis Ryan.

I ranger sono così condotti a Ramelle, dove un pugno di paracadutisti guidati dal tenente colonnello Walter Henderson hanno difeso, e continuano a presidiare, un ponte di notevole valore tattico (è uno dei pochi ancora integro e, pertanto, obiettivo dei tedeschi per un contrattacco alle spiagge). Il capitano spiega come mai si trovi lì, annuncia a Ryan la morte dei suoi fratelli e anche l’ordine di rimpatrio. Ryan si rifiuta, non volendo abbandonare i suoi compagni; Miller, dopo uno scambio di opinioni con il sergente e amico Horvarth, decide di rimanere con i paracadutisti e così fa il resto del gruppo. Il capitano si dedica dunque a consolidare le difese con il poco materiale disponibile, ben sapendo che i tedeschi faranno uso di mezzi corazzati. La battaglia a Ramelle sembra inizialmente favorevole agli statunitensi, che colgono di sorpresa la prima colonna tedesca guidata da un carro armato Tiger; tuttavia la superiorità numerica e di fuoco tedesca ha presto ragione degli americani, che vengono decimati. Muoiono anche Jackson e Mellish. Ormai circondati e sottoposti a un fuoco intenso, i pochi superstiti si ritirano al di là del ponte con l’intenzione di farlo saltare in aria. Horvarth viene però colpito, spirando in pochi momenti, e Miller rimane frastornato da un’esplosione poco prima di attivare il detonatore; non appena ripresosi è raggiunto al torace da un proiettile, sparato dal medesimo tedesco che aveva lasciato andare. Improvvisamente l’avanzata tedesca è stroncata dal sopraggiungere di cacciabombardieri P-51 Mustang statunitensi, che seminano il caos.

Upham, sopravvissuto ai feroci scontri, ferma alcuni tedeschi e uccide il militare che ha ferito a morte Miller. Mentre fanteria e carri armati dalla costa fanno il loro ingresso a Ramelle, Miller prima di morire ha un ultimo scambio di parole con Ryan al quale raccomanda, affinché egli e i suoi compagni non siano morti invano, di meritarsi di essere sopravvissuto.

Il flashback termina, riportando al 1998 l’uomo ottantenne, che si rivela essere quindi il soldato Ryan. Egli, commosso, insieme alla moglie con i figli e il piccolo nipote, rende onore proprio alla tomba del capitano Miller e si chiede se si sia meritato di essere stato salvato e se abbia vissuto una buona vita.

Regia di Steven Spielberg

Con Tom Hanks: e Matt Damon

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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