domenica, Gennaio 23, 2022
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Testimoni di Geova sambendettesi e coronavirus: “Noi ci siamo organizzati così”

San Benedetto del Tronto – Sui social, anche per sdrammatizzare, di questi tempi circolano numerose battute fra le quali questa: Ora che i testimoni di Geova potevano trovarci tutti dentro casa, non possono citofonare.

Dopo aver fornito sul nostro giornale informazioni sulla trasmissione dei programmi religiosi come le messe in streaming, ci siamo chiesti come stanno affrontando l’emergenza, proprio i Testimoni di Geova, una delle comunità religiose presenti da diversi decenni nella nostra città.

Ne abbiamo parlato con Marco Malizia uno dei responsabili della comunità sambenedettese che conta diverse centinaia di fedeli.

Signor Malizia come vi siete organizzati per le vostre riunioni alla luce dell’emergenza sanitaria?

Per la verità, già il 19 febbraio non appena si è appreso dei primi casi di contagio in Italia, abbiamo letto una lettera dell’ente centrale della nostra confessione indirizzata a tutte le oltre 3.500 comunità. La lettera ricordava di seguire con attenzione le disposizioni diramate dalle autorità, di non frequentare, se influenzati, luoghi affollati e di attenersi scrupolosamente a tutte le norme igieniche raccomandate dagli esperti per contenere la diffusione del virus.

Poi con le ordinanze della Regione Marche e in seguito con i decreti governativi abbiamo sospeso immediatamente tutte le nostre riunioni. Per noi il benessere psicofisico non solo dei fedeli, ma di tutti la cittadinanza è di fondamentale importanza.

Attualmente fate delle dirette video o streaming  a beneficio delle vostre comunità?

Da sempre rendiamo pubbliche le letture e i testi delle nostre riunioni settimanali sul sito jw.org, oltre ad aver creato una app jw library, dove sono presenti numerosi contenuti multimediali fruibili a tutti.

Ogni settimana mettiamo a disposizione dei nostri fratelli e sorelle discorsi biblici preregistrati che possono essere visti su computer, tablet o cellulari.

Al di là di questo cerchiamo di fornire sostegno emotivo e spirituale giornalmente con il telefono o le videochiamate. Questo specialmente nei confronti delle persone anziane e di chi vive solo e in questo momento può risentire della mancanza di socializzazione. Una semplice diretta o un filmato non può sostituire completamente il calore di una voce, anche se trasmessa con un cellulare, che vuole sincerarsi di come si sente in quel momento una persona e se ha bisogno di qualcosa.

La vostra “mission” è normalmente quella di suonare citofoni per parlare o lasciare opuscoli alle persona in strada. Come compensate l’impossibilità di uscire di casa?

Cerchiamo di contattare ugualmente per quel che è possibile, le persone della nostra zona con messaggi, mail, telefonate o lettere.

Ma cosa dite al telefono in questo periodo? Parlate anche dell’Apocalisse?

Quello che sta avvenendo compreso le “epidemie” conferma che viviamo in tempi particolari e difficili come preannunciato da Gesù stesso nei Vangeli. Ci interessa principalmente da questi trarre parole di conforto per chi sta soffrendo, per chi è angosciato, per chi ha visto morire un proprio caro ma anche per chi si chiede il perché di tanto dolore.

La speranza di vedere un giorno sparire il male qualunque esso sia compreso la sua causa è una speranza che noi riteniamo certa, in quanto descritta chiaramente nella Bibbia. Al momento la trasmettiamo solo così, ma ci auguriamo presto, di parlarne di nuovo di persona con familiari, amici e vicini quando questa emergenza sarà finalmente terminata.

Roberto Guidotti

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