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Il film poliziesco stasera in TV: “La Figlia del Generale” sabato 21 marzo 2020

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Il film poliziesco stasera in TV: “La Figlia del Generale” sabato 21 marzo 2020 alle 21:30 su NOVE

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La figlia del generale (The General’s Daughter) è un film del 1999 diretto da Simon West, con John Travolta, Madeleine Stowe, James Cromwell, Timothy HuttonLeslie Stefanson tratto dall’omonimo romanzo del 1992 di Nelson DeMille.

Paul Brenner, veterano della guerra del Vietnam e sottufficiale del CID, la divisione investigativa criminale dell’esercito che opera sotto il falso nome di Frank White, sergente maggiore dei Marines, viene incaricato da William Kent, suo amico e colonnello della polizia militare, di investigare su di un traffico di armi nella base di Fort MacCallum in Georgia. Contemporaneamente, all’interno della base, viene scoperto il cadavere del capitano Elizabeth Campbell, docente di guerra psicologica e figlia del generale Joseph Campbell, prossimo alla pensione e in corsa per la carica di vicepresidente degli Stati Uniti.

La ragazza viene ritrovata nuda, legata con dei lacci a dei picchetti da tenda, apparentemente vittima di uno stupro, e, in ragione di questo, Paul, al quale viene immediatamente affidata l’indagine, viene affiancato dalla collega e sua ex amante Sarah Sunhill, psicologa dell’esercito, specializzata in casi di violenza sessuale. I due, con la collaborazione di Kent, hanno 48 ore di tempo prima che l’FBI assuma il caso e l’attendente del generale, il colonnello Fowler, ordina loro di comunicargli il nome di qualunque persona intendano arrestare, prima di trasmetterlo all’autorità federale.

Durante la perquisizione della casa di Elizabeth vengono scoperti in una cantina un grande numero di oggetti di tipo sadomasochistico e alcune videocassette, nelle quali la ragazza sottomette alcuni uomini mascherati e i due, contrariamente a quanto previsto dalla legge, decidono di trattenere il tutto e di trasportarlo alla base ma, mentre Paul sta portando via le videocassette, viene aggredito alle spalle da un uomo che, dopo averlo tramortito, le trafuga. Il prosieguo delle indagini porta alla luce un percorso didattico esemplare da parte di Elizabeth fino al secondo anno di frequenza all’accademia di West Point, momento dal quale il profitto è notevolmente regredito, e un’aggressione ai danni di Sarah da parte di alcuni soldati incappucciati, che tentano di indurla a non investigare sui militari.

Dopo l’autopsia il delitto viene statuito come morte per strangolamento, mentre lo stupro è stato solo simulato, e i sospetti sembrano cadere sul colonnello Robert Moore, diretto superiore di Elizabeth e suo psicologo, dopo che sono state rilevate le sue impronte digitali sulla piastrina della ragazza ma, dopo essere stato rilasciato e posto agli arresti domiciliari, in quanto ufficiale, da Kent, viene ritrovato suicida con un colpo di pistola, mentre il capitano Jake Elby, componente dello staff del generale, identificato come uno degli aggressori di Sarah dal suo anello, riferisce a lei e a Paul di un difficile rapporto tra Elizabeth ed il padre e che la sua anomala vita sessuale è la causa di questo, tesi confermata dal colonnello Donald Slesinger, psicologo dell’accademia di West Point, il quale, pur non potendo fare rivelazioni su Elizabeth riferisce loro che, alla fine del primo anno di accademia, durante un’esercitazione era stata violentata da alcuni cadetti, dopo essere stata legata a terra con dei picchetti da tenda.

Identificato il capitano Bransford come uno del gruppo Sarah ne riceve conferma dell’aggressione avvenuta sette anni prima ed il sergente Dalbert Elkins, medico legale, riferisce a Paul che una delle impronte rilevate accanto al corpo di Elizabeth appartiene ad uno stivale del colonnello Fowler ed il capitano Bransford, avvocato ed ex amante di Moore, gli chiarisce che le sue impronte digitali trovate sulla piastrina di Elizabeth sono il frutto della richiesta da parte della ragazza di “prepararla” allo stesso modo in cui era stata legata all’accademia, affinché potesse essere vista dal padre nelle stesse condizioni della violenza subita.

Il comportamento di Elizabeth viene spiegato a Paul dallo stesso generale, il quale gli rivela che, dopo la violenza subita, egli, allo scopo di preservare l’accademia da uno scandalo, l’aveva convinta a dimenticare tutto e di mettere a tacere la cosa, sconvolgendo irrimediabilmente il suo equilibrio e facendola entrare in una spirale di conflitto permanente con lui, e questi aveva, nei giorni precedenti la sua morte, minacciato di trascinarla davanti alla corte marziale per la sua condotta immorale se non si fosse dimessa o non si fosse sottoposta ad una psicoterapia ed il motivo della messinscena risiedeva nella pretesa da parte della figlia del riconoscimento di quanto aveva subito all’accademia da parte del padre.

Il generale tuttavia si era rifiutato di assecondare la richiesta della ragazza e si era allontanato, chiudendo definitivamente i rapporti con lei ed il colonnello Fowler, da lui mandato per liberare Elizabeth dalle corde, giunto sul posto l’aveva trovata già morta, facendogli insorgere il sospetto che il padre fosse l’autore dell’omicidio, sottolineando che questi era al corrente dei molti amanti della figlia, tra i quali anche Kent, e solo in quel momento Paul si rende conto di quanto sia realmente accaduto e fa ritorno alla base dove questi si trova in compagnia di Sarah e, dopo avere confessato di avere ucciso Elizabeth a causa della sua ossessione per lei e del suo rifiuto a farsi coinvolgere in una storia di amore, si suicida facendosi saltare in aria con una mina.

L’indagine è conclusa ma Paul, affrontando il generale, gli comunica che lui è il vero responsabile della morte della figlia e che Kent ha solo messo fine alle sue sofferenze, aggiungendo che il tradimento della sua fiducia è ciò che ha condotto Elizabeth ad autodistruggersi e che inserirà nel suo rapporto la sua presenza sul luogo del delitto, portandolo davanti alla corte marziale per omissione di denuncia di reato.

Regia di Simon West

Con John Travolta, Madeleine Stowe, James Cromwell, Timothy HuttonLeslie Stefanson

Fonte: WIKIPEDIA

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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