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Da “La vita di Carlo Magno” di Eginardo, a cura di Valerio Marucci

carlo magno

CARLO MAGNO. Da “La vita di Carlo Magno” di Eginardo, a cura di Valerio Marucci, Faville 39, Salerno Editrice Roma, 2006

La guerra ai Sassoni

Dovette poi impegnarsi Carlo nella guerra ai Sassoni, la più lunga, la più atroce e la più faticosa per Franchi, in quanto i Sassoni erano feroci per natura, dediti al culto dei demoni, e pronti a trasgredire qualsiasi patto e qualsiasi giuramento. Alla fine, ridottili in suo potere, trasferì diecimila uomini che abitavano sulle rive dell’Elba con le mogli ed i figli e li distribuì, ben divisi, qua e là per la Gallia e la Germania. Questa guerra, che vide cadere molti nobili tanto dei Franchi che dei Sassoni, che furono sepolti con molti onori, durò trentatré anni, e durante il suo corso Carlo ne dovette affrontare molte altre contro altri popoli. Scrive Eginardo: questa guerra cominciò due anni prima della guerra italica, benché si conducesse senza intervalli, tuttavia non si trascurò nulla di ciò che succedeva altrove, né si interruppe in qualche parte l’impresa iniziata. Infatti il re, il più grande in prudenza e il migliore per forza d’animo di tutti coloro che regnavano al suo tempo, non interruppe per fatica né temette a causa del pericolo qualsiasi cosa fosse da intraprendere o portare a termine; ma esperto a sopportare e a condurre ogni cosa secondo la propria qualità, non era   solito né cedere nell’avversità né affidarsi ai falsi blandimenti della fortuna nelle situazioni prospere.

La guerra di Spagna e la sottomissione dei Guasconi e dei Bretoni

Carlo dunque, mentre combatteva contro i Sassoni, attraversati i Pirenei attaccò la Spagna e la campagna fu vittoriosa senza colpo ferire; sottomise di nuovo i Guasconi uccidendo in battaglia Eggardo, sovrintendente alla mensa del re, Anselmo conte palatino e Ruotrolando prefetto di confine della marca; e sottomise anche i Bretoni, che in una parte della Gallia, all’estremo occidente, risiedevano sulle rive dell’oceano (super litus oceani residentes)  e non volevano ubbidire al comando del re.

La guerra a Benevento

Fu minacciata nel corso della campagna d’Italia e durante la guerra ai Sassoni: il duca Aragiso si arrese ancor prima di combattere e consegnò a Carlo in ostaggio i figli Rumoldo e Grimoldo. Carlo trattenne solo Grimoldo e se andò a Roma per un visita devota ai luoghi santi.

La guerra di Baviera

La Baviera era in governo del duca Tassilone, personaggio di molta nobiltà e di molto potere, cugino di Carlo Magno da parte di madre e marito di una figlia di Desiderio, che tramite lo sposo voleva vendicare l’ esilio del padre. Tassilone  invece si consegnò al re, dette in ostaggio il figlio Teodone, ma non ebbe mai il permesso di ritornare in Baviera né di riprenderne il comando, e quelle terra fu data da reggere ai conti.

La guerra agli Slavi

Toccò poi agli Slavi che con altri popoli abitavano il lido meridionale del golfo che si diparte dall’oceano occidentale verso oriente, di lunghezza sconosciuta ma di larghezza non eccedente le cento miglia, sulla riva nord del quale abitano i Danesi e gli Svedesi chiamati anche Normanni. Poiché gli Slavi, o Wilzi o Welatabi, molestavano gli Abodriti alleati dei Franchi il re intervenne  e con una sola spedizione li domò e li battè.

La guerra agli Avari o Unni

Gli Avari o Unni abitavano la Pannonia e Carlo guidò solo una spedizione contro di loro, lasciando le successive alle cure di Pipino e dei prefetti delle province, e malgrado tutti gli sforzi la guerra durò otto anni. Scrive Eginardo: quante battaglie siano state fatte, quanto sangue sia stato sparso, lo testimonia la Pannonia, priva di ogni abitante e il luogo, in cui vi era la reggia del Khan abbandonato al punto che in esso non appare neanche più una traccia di residenza umana. Il saccheggio rese ai Franchi immensi bottini.

La guerra contro Boemi e Linoni

Condotte da Carlo il giovane ebbero una rapida fine.

La guerra contro i Normanni

I Normanni, chiamati anche Danesi esercitavano la pirateria e il loro Re Godofrido voleva impadronirsi di tutta la Germania minacciando di marciare su Aquisgrana, dove Carlo teneva corte. Ucciso però da un suo satellite, affrettò la fine della sua vita e della guerra da lui cominciata. Finiva in quel tempo anche la guerra ai sassoni.

NOTA: 1- Quasi tutta la vita di Carlo fu dedicata alle guerre, mai però eccessivamente cruente.

Continua

Luciano Magnalbò

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