mercoledì, Dicembre 1, 2021
Home > Arte, Cultura e Spettacoli > E se la Ginecocrazia fosse una via migliore? Il libro

E se la Ginecocrazia fosse una via migliore? Il libro

ginecocrazia

Alessandro Dall’Oglio è autore del libro “Ginecocrazia”, un romanzo distopico che narra una realtà in cui le donne sono al comando degli Stati Uniti D’Europa.

Recentemente abbiamo appreso dal Corriere della Sera l’elenco dei paesi che hanno gestito meglio l’emergenza Covid-19. L’elemento sorprendente è che sono governati quasi tutti dalle donne, non solo le nazioni periferiche, ma anche la Germania mitteleuropea della Merkel.
Dall’Oglio, tramite la sua pagina Facebook ha scritto sinteticamente: «E se la Ginecocrazia fosse una via migliore?»
Il suo libro “Ginecocrazia”, dato alle stampe e presentato il 27 febbraio al Moby Dick Regione Lazio (Hub culturale della neo-centenaria Garbatella), a un passo dal lockdown, è una traccia della sensibilità che ha mostrato l’autore nel capire e nell’interpretare i cambiamenti che sono in corso nella società.


La trama di Ginecocrazia
Il processo di formazione degli Stati Uniti d’Europa è giunto a compimento. Una nuova formazione politica, composta da sole donne, ottiene un risultato elettorale eccezionale, arrivando al potere contro ogni previsione. Non a tutti piace questo nuovo governo che, presa coscienza del fallimento irreversibile del Capitalismo e delle regole del “vecchio mondo”, si muoverà in modo sorprendentemente rivoluzionario. Uno dei primi provvedimenti, il più controverso, sarà l’abolizione degli strumenti monetari a favore di transazioni basate sullo sperma. Il liquido lattescente avrà dunque valore intrinseco e una funzione sociale, ma renderà gli uomini simili a “mucche da mungere” per il proseguimento della specie. I due protagonisti – Adam Fuco e il suo alter ego più esagitato e ribelle, Andreas – tenteranno sia di sfruttare che di ribaltare questa situazione, con approcci e risultati diversi. Ne viene fuori un romanzo utopico tra fantapolitica e distopia, provocatorio, paradossale e moderno, che osserva da un’altra angolazione alcune tematiche del femminismo, svelando un mondo in cui le donne, conquistato il potere, provano a organizzarlo secondo altri valori.



Link
https://www.crriere.it/speciale/esteri/2020/mappa-coronavirus/
https://www.corriere.it/esteri/20_aprile_15/coronavirus-sette-donne-sette-paesi-piu-sani-46c1890c-7f56-11ea-a4e3-847238ee431e.shtml



Nota esplicativa dell’autore
Il romanzo si basa sull’inversione dei ruoli in una società futuribile, proprio per mettere meglio in evidenza alla coscienza dei lettori quanto siano state sbagliate e penalizzanti le imposizioni patriarcali del passato e che ci trasciniamo ancora oggi nel presente (infatti la dedica a inizio libro recita “alle Donne che hanno sofferto per le imposizioni patriarcali”). L’espediente narrativo utilizzato sta tra l’utopico e il distopico (in stile letterario russo, a tratti ironico gogoliano, senza scomodare “Il maestro e Margherita” del maestro Bulgakov).
Tale espediente narrativo dell’inversione dei ruoli, dell’oggettivizzazione dell’uomo, sia come corpo che come sesso, e di tante altre tematiche sociali interessanti ma anche dinamiche e dallo stilema leggero e fresco, è utilizzato per mostrare al lettore una società futuribile che, dopo l’utopia iniziale e alcuni soluzioni fantapolitiche originali, genererà una distopia inversa a quella patriarcale, ponendo quindi il tema della parità come necessario ed equilibratore. Trattasi di una grande metafora/allegoria che ha la finalità etico-valoriale di accendere i fari sull’importanza sociale di avvicinarsi sempre più alle parità di ogni tipo, affinché qualsiasi società, di oggi, di ieri e di domani possa generare un modello in cui tutti abbiano il piacere e l’inclusione di stare. Ivi compresi i migranti e le altre minoranze (compresi LGBTQ+).