lunedì, Aprile 19, 2021
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1 Maggio Sanità, ULS: “Il re è nudo e non vogliamo festeggiare”

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Riceviamo da ULS (Unione Lavoratori Sanità) e pubblichiamo: “Solo chi non vuole vedere e affrontare seriamente la condizione impietosa della Sanità in Italia ha la faccia tosta di festeggiare nel giorno dedicato ai Lavoratori, di qualsiasi genere, ma soprattutto del SSN – dichiarano dal Direttivo Nazionale ULS-Unione Lavoratori Sanità – . Infermieri, medici, oss, tecnici e tutto il restante personale sanitario continuano ad affrontare l’emergenza Covid-19 in un contesto emergenziale in sé per sé che si prolunga da anni di tagli e contenimento della spesa.

“Ci è voluta l’emergenza coronavirus – continuano i sindacalisti ULS – per far venire a galla l’inadeguatezza del sistema salute del paese. Si è dovuto correre ai ripari sia con i tardivi bandi di arruolamento della Protezione Civile che con acquisizioni di macchinari finanche con oltre 20000 assunzioni, precarie ad un anno o addirittura 6 mesi, di operatori sanitari i quali si vedranno sfruttati solo nel contesto emergenziale.

I Lavoratori in questione non festeggeranno questa giornata. Dal Governo avrebbero gradito piuttosto che l’ipocrisia di convenienza nel ringraziarli a dirette Facebook unite un decreto con su scritto in maniera chiara e non interpretabile che, finita l’emergenza e il relativo distanziamento sociale, si sarebbero indetti concorsi per assumerne in ragione del fabbisogno reale. Un dato per tutti, da fonte FNOPI, solo di Infermieri ne mancherebbero oltre 60000.

Però, a ben vedere, si è ragionato in termini di ringraziamenti a mascelle serrate e non in termini di concretezza rispetto al rapporto Infermiere/paziente, che in alcune realtà soprattutto private e “disponibili” a supportare ben remunerate il pubblico, registra primati tristemente pericolosi di un Infermiere per 20 pazienti.

Pericolosi ma convenienti per gli imprenditori del guadagno sulla salute degli altri. Lo Stato lo permette grazie alla riforma attuata, ma a nostro parere da rivedere in un’ottica unicamente pubblica, dal D.Lgs. 502/1992 che prevede rimborsi e relativo profitto per la componente privata del Servizio Sanitario Nazionale.

“Cosa dovrebbero festeggiare i Lavoratori della Sanità? Sicuramente – spiegano dal Sindacato ULS – non il blocco decennale dei concorsi, nemmeno il taglio dei posti letto, neppure l’ultimo rinnovo di contratto nazionale pubblico di lavoro con firme apposte alla presenza di ministre impazienti e sindacalisti prezzolati, men che meno se parliamo di rinnovo della contrattazione privata ferma da 14 anni, persino il persistere del lavoro precario tramite agenzie interinali e cooperative sempre pronte a fornire manovalanza senza diritti ad alto sfruttamento intensivo. Ipotizziamo per lungimiranza neanche la scarsità di DPI a disposizione sui luoghi di lavoro.

O l’impossibilità di eseguire tamponi se non tramutandosi in Presidenti di Regione, calciatori o politici. Per i cosiddetti “eroi” nei decreti del Governo si è pensato bene di tenerli in corsia fino a quando non sviluppassero i sintomi del contagio, si è provveduto a bloccare le ferie e di prevedere illusorie giornate di permesso Legge 104/92, quasi mai concesse, per assistere i propri familiari disabili ma solo a discrezione dell’azienda. Non ci si poteva permettere di rinunciare ad un solo Infermiere, medico, oss visto che erano talmente già pochi. Ed infatti i dati rilasciati dall’ Istituto Superiore Sanità degli operatori sanitari contagiati superano di gran lunga le 20000 unità, tamponi permettendo ed eseguiti.

L’emergenza Covid-19 ha portato definitivamente agli occhi di tutti l’amaro frutto del rapporto posti letto per 1000 abitanti (3,2 da media Ocse a fronte di 4,7 negli altri paesi). Sarebbe interessante chiedere all’ Europa se è ancora d’accordo a chiudere gli occhi di fronte alle sforbiciate di bilancio perpetrate dai precedenti Governi sulla Sanità, considerata spesa pubblica ingente del nostro paese”.

“Molti pazienti deceduti, soprattutto anziani, non hanno avuto il diritto di vedersi garantito quanto sancito nell’art. 32 della Costituzione per carenza di programmazione, di posti letto, di mezzi, di personale. Per questi e molti altri motivi come Sindacato – concludono dal Direttivo Nazionale ULS – non riusciamo a festeggiare questo 1 maggio in piena pandemia, contando ancora i morti giornalieri. La festa dei Lavoratori andrebbe celebrata quando si rispetta chi lavora tutti i giorni con diritti e in sicurezza, non è il caso di celebrare chi è invece diventato martire. Bisognerà, una volta terminata questa fase, rimettere mano al SSN e lanciare il cuore oltre l’ostacolo, nell’interesse e per la dignità di chi resiste nel tenere in piedi il concetto di Sanità Universalistica”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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