martedì, Agosto 4, 2020
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Il Dpcm fissa l’utilizzo di mascherine sopra i 6 anni, ma per i runners?

mascherine

Il Dpcm fissa l’utilizzo mascherine sopra i 6 anni, ma per i runners? Son ben oltre i 20 milioni gli italiani che per domani, lunedì 4 maggio, attendono il semaforo verde per lo “start di sport individuale all’aperto”. Di certo dopo quasi 2 mesi di semi-clausura fra le pareti domestiche c’è chi ha “tanta birra in corpo” da sfogare, con tutta la adrenalina sportiva che contraddistingue da sempre noi italiani a partire dal mitico atleta Dorando Pietri, famoso ancora oggi per una storica foto del 24 luglio 1908 (Hylton Archive/Getty in ages).

Dorando, caparbio e forte atleta emiliano, 112 anni fa non correva con la mascherina ma, anche se arrivò primo in quel pomeriggio estivo londinese di inizio secolo scorso alla maratona delle quarte Olimpiadi moderne, fu squalificato e la medaglia d’oro andò a John Hayes (USA) di cui oggi non si ricorda più nessuno.

Il nostro bravo quanto sfortunato compatriota impiegò ben 10 min per percorrere gli ultimi 500 mt aiutato, purtroppo, a reggersi in piedi dai giudici di gara inglesi. E’ infatti passato alla storia per il drammatico epilogo della maratona: tagliò per primo il traguardo, sorretto dai giudici di gara che l’avevano soccorso dopo averlo visto barcollare più volte, stremato dalla fatica. A causa di quell’aiuto fu squalificato e perse la medaglia d’oro, ma le immagini e il racconto del suo arrivo, facendo il giro del mondo e superando la cronaca viva di quei giorni, lo hanno consegnato alla storia dell’atletica leggera.

Nonostante quell’oro sia stato vinto da Johnny Hayes, il nome di Dorando Pietri richiama subito uno degli episodi più celebrati dei Giochi olimpici.

È certo che all’epoca molti atleti usavano un mix di brandy, stricnina e uova sbattute convinti, erroneamente, che “desse vigore e resistenza” ma di certo, invece, portavano di fatto molti corridori quasi al collasso.

Ovviamente non sappiamo se Pietri ne facesse minimamente uso, ma che fosse esausto è rimasto nella storia.

Una storia, quella della nostra passione sportiva, che ora sembra destinata a cambiare volto e che oggi dobbiamo affrontare e con molta pazienza ma soprattutto attenzione.

La mascherina “ci accompagna ormai ovunque” da qualche settimana. Ma i runners italici 2020 vogliono chiarezza sull’uso delle mascherine chirurgiche durante l’esercizio sportivo e soprattutto analizzeremo il “mondo minori”.

L’articolo del DPCM del 26 aprile recita a tale proposito: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina ovvero i soggetti che interagiscono con i predetti. 3. Ai fini di cui al comma 2, possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

Alcuni giorni fa proprio il Politecnico di Torino a seguito di un attenta analisi in laboratorio delle mascherine utilizzate in Italia ha dichiarato che ben “8 su 10 non funzionano”. Sul web il sito di Roberto Burioni MEDICAL FACTS fa intervenire UN VALIDO ESPERTO IN MATERIA come il dott. Astrua che sottolinea che può essere pericoloso svolgere con una mascherina una qualsiasi attività fisica sia per gli adulti e soprattutto per i minori. Il nostro organismo necessita una corretta respirazione per lo svolgimento, senza particolare rischi, dell’attività fisica stessa.

Pericoloso quindi sarebbe CORRERE CON LA MASCHERINA in quanto nello spazio tra la protezione e il viso si creerebbe un atmosfera ricca di anidride carbonica da noi stessi espirata durante lo sforzo con la grave conseguenza che andremmo a respirare più gas di ossigeno che il corpo invece necessita.

Il risultato sarebbe preoccupante con inevitabili mal di testa, capogiri, tachicardia e fiato corto con probabilissimo aumento della pressione sanguigna per non parlare in alcuni prevedibili casi di perdita dei sensi, problemi alla vista e alla coordinazione e cianosi.

Per i bambini, che si toccano la mascherina più volte rispetto agli adulti e con meno attenzione igienica, non sarebbe appunto “il massimo” utilizzare le mascherine (lo std è di 12 x 25 cm ma la conformazione di un bambino di 4 anni è diversa da quella di 12 anni) ma invece più opportuno mantenere le distanze ed evitare i frequenti spostamenti.

Si sta pensando anche a mascherine in canapa riutilizzabili, lavabili e senza l’uso di sostanze chimiche che sono indubbiamente utili a limitare i contagi da covid-19 mentre quelle usa e getta, sono molto inquinanti e stanno creando non pochi problemi a livello ambientale.

Un’azienda italiana specializzata in tessuti naturali lombarda ha pensato allora di realizzare mascherine riutilizzabili in canapa e ne ha regalate diverse al POLICLINICO di Cagliari.

Fate attenzione a quelle prive di certificazione. Ad oggi nei magazzini di tutto il Paese ce ne sono migliaia di IRREGOLARI O CONTRAFFATTE e molti imprenditori italiani si sono rivolti al mercato acquistandole spesso con prezzi di 10/15 volte superiori. Il Commissario Arcuri ha annunciato che “da lunedì 4 maggio i cittadini che vorranno acquistarle troveranno le mascherine chirurgiche al prezzo massimo di 50 centesimi al netto di IVA in 50mila punti vendita.

Purtroppo i sequestri della Guardia di finanza proseguono senza sosta in tutta Italia: in provincia di Napoli oltre 24mila mascherine non regolari e 5mila falsi farmici sono stati requisiti come a Modena, altri 157mila pezzi senza marchio regolare CEE, come i 330mila dispositivi di Varese e i 420mila a Roma.

Concludiamo con una buona notizia in riferimento a quanto sopra: proprio in questi giorni alcune aziende specializzate stanno studiando mascherine apposite, che dovrebbero permettere un repentino passaggio di grandi quantità di gas ed evitare che si crei questa atmosfera ricca di anidride carbonica anche se l’efficacia non è ancora garantita: aspettiamo i risultati e le esperienze sul campo.

RD Leo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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