giovedì, Dicembre 9, 2021
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E meno male che si voleva salvare il Natale

E meno male che si voleva salvare il Natale

E meno male che le ultime restrizioni erano state stabilite per “salvare il Natale”. Posti di blocco sulle statali così come in prossimità dei caselli autostradali. Il piano per i controlli durante le feste di Natale è la copia di quello già collaudato nel periodo pasquale sulle arterie di comunicazione più importanti (fonte Tgcom24). Ci saranno anche i droni per individuare dall’alto eventuali assembramenti nel centro delle città o traffico in eccesso su strade ed autostrade.

L’organizzazione del dispositivo dei controlli sarà affidata ai Prefetti che potranno contare su una task force imponente: Carabinieri, Polizia, Guardia di finanza e, nei centri urbani anche i contingenti della Municipale e dell’Esercito italiano. Blocco assoluto della mobilità sia tra Regioni sia tra i Comuni nei giorni 25, 26 dicembre e 1° gennaio.

Durante le festività, a differenza di Pasqua, quando c’era il lockdown totale, l’Italia sarà tutta area gialla, con milioni di persone in movimento e chi fosse tentato di aggirare i divieti troverà controlli non solo ai caselli o all’ingresso e all’uscita dalle città ma anche ad imbuto, con posti di blocco che obbligheranno le auto a deviare in aree apposite per essere poi fermate una per una e non più a campione.

Insomma, sarà un Natale all’insegna della paura. Con questo il governo ha anche inferto l’ultimo colpo all’economia del Paese. Misure restrittive schizofreniche, spesso incomprensibili, che sono andate a colpire i titolari di attività (molte sono state chiuse) che hanno cercato strenuamente di resistere, chi viveva di lavoretti magari spostandosi da un comune all’altro e non può usufuire di ammortizzatori sociali, chi, insomma, era stato già lungamente fiaccato dalla crisi economica che da tempo succhia la linfa del nostro Paese.

Con grande probabilità gli italiani che stanno vivendo sulla propria pelle il momento più triste e buio degli ultimi decenni sarebbero curiosi di sapere come il premier e la dirigenza politica del paese trascorreranno le feste.

Nel frattempo però, saranno moltre le famiglie divise dalle limitazioni imposte da Conte nell’ultimo Dpcm. Il premier ha garantito che nessuno entrerà nelle case degli italiani per controllare l’osservanza delle norme anti-Natale. In compenso, però, sono previsti controlli nelle seconde case e droni per disperdere gli assembramenti.

“Non è stato e non è facile. Ma stringere ora è la sola strada possibile per salvare il Natale ed evitare un lockdown più doloroso di quello di marzo. Questo è l’obiettivo che va centrato con ogni sforzo e ogni sacrificio”:
ad affermarlo, alla fine di ottobre, era stato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, in un’intervista su Avvenire in cui spiegava la necessità di una nuova stretta.

Questo Natale passerà alla storia. Perchè rappresenta e incarna la fine della nostra economia, l’esaurimento della speranza per i tantissimi che cercavano di sopravvivere malgrado tutto.

E anche dal punto di vista delle consuetudini dei tantissimi fedeli che, a prescindere dall’aspetto commerciale della festa, avrebbero voluto semplicemente vivere il momento religioso ed intimo, è arrivata la mazzata.

Nelle giornate del 25 e del 26 dicembre 2020 è infatti vietato ogni spostamento tra Comuni ed è stato confermato il coprifuoco dalle 22 alle 5. 

Diciamo la verità. L’emergenza è stata gestita male fin dall’inizio, mettendo in evidenza tutte le lacune del nostro Paese. E l’unico effetto che ha sortito è stato quello di uccidere in via definitiva la nostra economia, la nostra fiducia nel futuro e la nostra sacrosanta libertà.

Lucia Mosca

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