martedì, Ottobre 19, 2021
Home > Marche > Omicidio Cianfrone, retroscena ed incognite

Omicidio Cianfrone, retroscena ed incognite

cianfrone

SPINETOLI – Due arresti per omicidio premeditato pluriaggravato e porto abusivo di arma. Ma non è ancora finita. Perchè ora gli inquirenti devono arrivare a comprendere le motivazioni che avrebbero portato marito e moglie, residenti a Spinetoli, piuttosto noti in città, ad uccidere Antonio Cianfrone, ex carabiniere, freddato con più colpi di arma da fuoco lo scorso 3 giugno, giorno della riapertura dei confini tra le Regioni a seguito del lockdown. I killer l’hanno atteso lungo la ciclopedonale per poi determinarne freddamente la morte. Una vera e propria esecuzione.

I colpi (4, secondo le risultanze) sarebbero stati esplosi da uno dei due soggetti, poi fuggito a bordo della moto del complice. 

Operata la perquisizione ed il successivo sequestro di una moto e di due caschi, gli inquirenti hanno ritenuto, allo stato di quanto raccolto, che la coppia sia stata materialmente responsabile del delitto. Ed il procuratore capo Monti e il sostituto Saramaria Cuccodrillo hanno sintetizzato in 40 pagine i motivi per i quali si è addivenuti a questa conclusione. Sono stati quindi sottoposti a fermo del pubblico ministero. Con grande probabilità, dietro l’omicidio, vi sarebbe un forte sentimento di rancore.

Cianfrone non era più in servizio nell’Arma presso la stazione di Monsampolo dal 2015, dopo essere rimasto coinvolto in un’inchiesta per concussione e truffa ad un’assicurazione che ne aveva provocato la sospensione.

Era stato arrestato e poi, successivamente, posto ai domiciliari. In quel periodo Cianfrone ricopriva la carica di vice comandante. Insieme a lui era stato accusato anche il comandante della stazione, che, come lui, aveva respinto ogni addebito.

Da voci di paese sembra che Cianfrone abbia compiuto i rilievi e si sia occupato in prima persona dell’incidente che causò, nel 2009 il decesso del figlio della coppia. Il sinistro si era verificato a Pagliare del Tronto, all’altezza dell’incrocio fra via Leonardo Da Vinci e la strada che collega la frazione a Spinetoli. Lo scontro aveva coinvolto la moto condotta dal giovane ed una  Ford Station Wagon.

Trasportato d’urgenza all’ospedale regionale di Torrette di Ancona, il giovane era deceduto poco dopo. Tuttavia, come abbiamo accennato poco fa, il collegamento tra le vicende non è stato in alcun modo confermato dagli inquirenti e ci limitiamo a riportare voci di paese, ipotesi. Di certo, se fosse vero che Cianfrone si è personalmente occupato dell’incidente che ha provocato la morte del figlio della coppia, si potrebbe supporre che qualche legame tra le due vicende esista. In ogni caso le indagini sono in corso e solo alla fine della vicenda giudiziaria si potrà stabilire con certezza chi e perchè abbia ucciso l’ex carabiniere.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia