domenica, Gennaio 23, 2022
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Viviana e Gioele, un mese dalla scomparsa. Trovati altri resti

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Viviana e Gioele, un mese dalla scomparsa. Trovati altri resti

“È passato un mese. Ed è il vuoto ad ogni respiro. Non c’è più musica nella mia vita né luce sul mio cammino. Ma il mio cuore, pesante, vi accoglie ad ogni battito. Siete, e resterete per sempre, la mia famiglia. Nessun tribunale può restituirmi il calore del vostro amore ma al fuoco di verità e giustizia sacrifichero’ tutto me stesso. Ne ho ogni intenzione. Ne ho ogni diritto”.

Così Daniele Mondello, papà di Gioele e marito di Viviana Parisi, oggi sul proprio profilo Facebook. E’ trascorso un mese dall’evento, qualsiasi esso sia, che ha determinato la scomparsa della dj e del figlioletto a seguito di un incidente d’auto. Tanti i misteri irrisolti, tante le ombre su una vicenda che ha tenuto tutti con il fiato sospeso fino al tragico rinvenimento prima del corpo di Viviana, poi dei resti di Gioele.

Non si è ancora arrivati a definire con certezza quale sia stata la causa del decesso di entrambi.

L’unico elemento di novità al momento è che, non lontano da dove è stato trovato il martoriato corpicino di Gioele, fra i boschi del pendio che guarda le isole Eolie, sono stati individuati altri resti, delle ossa, immediatamente trasferiti alla Medicina legale per confrontare tutto con quanto è stato già sottoposto ad esame.

Una storia, questa, ancora avvolta nel giallo, perché nessuno sa quale tormento abbia attraversato la mamma di Gioele, trovata a Ferragosto sotto un traliccio dal quale probabilmente si è lanciata.

L’unica certezza, secondo Daniele Mondello, è che sicuramente Viviana non ha fatto del male al bambino.

“Mia moglie – scriveva qualche giorno fa su Facebook – non ha mai toccato mio figlio neppure con un dito. Credo siano stati aggrediti da animali. Quanto prescritto a Viviana era finalizzato a lenire il suo stato d’ansia: a causa del Covid, e dei mesi di clausura forzata in casa, temeva per la sua famiglia. La stessa paura che abbiamo avuto tutti. Finché vivrò e Viviana e Gioele mi daranno la forza di andare avanti lotterò fino alla mia morte per sapere la verità. Il mio dolore non ha confini ma non sono disposto a tollerare altro fango su Viviana, me o la mia famiglia”.

I dubbi sul caso sono tanti. A partire dal modo in cui sono state effettuate le ricerche. La svolta dei resti attribuiti a Gioele arriva infatti troppo tardi. E la famiglia Mondello è determinata a sapere perchè.

Il primo a trovare i resti del bimbo, a circa 700 metri dal traliccio in cui era stato rinvenuto il corpo senza vita di Viviana, è stato infatti un ex carabiniere in pensione, che aveva risposto all’appello di Daniele Mondello.

All’Istituto geofisico dell’università di Messina, al Polo Papardo, sono stati eseguiti i primi esami anche su residui di foglie e terriccio trovati all’interno del cranio del piccolo. “Le stanno analizzando, spiega l’avvocato Antonio Crozza, pre capire se il decesso di Gioele è avvenuto nel luogo in cui sono stati ritrovati i resti o, se il corpicino è stato portato lì da qualche animale selvatico”. 

LM

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