martedì, Novembre 30, 2021
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Latina, la battaglia di mamma Sabrina: “Voglio riavere mia figlia”

brescia

LATINA – Sabrina è una mamma disperata che chiede l’aiuto delle Istituzioni. “Il 7 maggio 2019 assistenti sociali e tutore hanno prelevato mia figlia di 9 anni dall’ospedale di Latina, dove era ricoverata per accertamenti addominali dal giorno precedente, in presenza della Polizia. Da allora sono riuscita a vederla per la prima volta il 13 agosto, mentre erano in corso telefonate la sera per un saluto e la buonanotte.

Mia figlia ha una patologia cardiaca (prolasso valvola mitralica e ventricolo sinistro marcatamente trabecolato), accertata da cardiologo Ospedale Bambino Gesù di Roma ed una patologia neuropsichiatrica ADHD, fatta risultare come derivante da conflittualità tra genitori (ma io la cresco dal 2011 da sola, perché il padre è andato via da casa con altra donna).

Il tribunale dei minori ha sospeso non solo lui ma ad entrambi i genitori la potestà genitoriale.

A scuola mia figlia aveva atteggiamento oppositivo, dovuto forse alla mancanza di pazienza delle insegnanti (e nessuna insegnante di sostegno), che non hanno mai rispettato contenimento affettivo richiesto nelle valutazioni Asl.

La scuola ha coinvolto assistenti sociali e mia figlia ha avuto immediato trasferimento in casa famiglia.

Nessuno si preoccupa delle conseguenze che il definitivo distacco dalla sua mamma possa avere su una bambina di 9 anni, che viveva fino a maggio serena con me e, ripeto, ha una patologia cardiaca.

Sono disperata e mi ritrovo sola in uno Stato che non tiene conto del dolore di tanti bambini, di tanti genitori e che dovrebbe allontanare i bambini solo in casi di violenza, droga, prostituzione, e se uno dei genitori non ottempera ad obblighi familiari, è violento, va sospeso unicamente e non entrambi.

Lo Stato dovrebbe avere più tempo per gli Angeli di Dio, perché questo sono i bambini”.

Questo quanto riportato sul frontespizio della petizione avviata su https://www.change.org/ da mamma Sabrina, che vive a Latina e che in questi giorni ha cercato di avere colloqui con la Segreteria del Presidente della Repubblica e con personale del Ministero della Salute.

A Sabrina, in corso di separazione dall’ex marito per abbandono della dimora da parte di quest’ultimo, il Tribunale per i Minorenni di Roma aveva imposto anche il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dai luoghi frequentati dalla figlia dopo le sue denunce alle forze dell’ordine, ai giornali e sui social.

“Col mio modesto reddito – racconta Sabrina – non posso permettermi un avvocato costoso. Devo ricorrere a quelli con gratuito patrocinio che dopo le prime attività legali si accorgono di non rientrare nei costi e rinunciano a seguirmi perché arrivano da lontano”.

A Sabrina i servizi sociali avrebbero tolto la figlia a causa di una crisi di nervi che la piccola avrebbe avuto a scuola.

Subito dopo, il Tribunale dei Minori ha emesso un provvedimento di sospensione in via provvisoria ed urgente, dall’esercizio della responsabilità genitoriale da emettersi a carico di entrambi i genitori.

Sabrina, preoccupata per le condizioni di salute della figlia, non molla. Vuole riaverla con sè. Chiede di poter parlare con le istituzioni. Di ricevere aiuto. “Amo mia figlia – ci dice – ho il timore che possa accaderle qualcosa. Ho bisogno di starle vicino come sicuramente anche lei ha bisogno di me. Chiedo aiuto alle autorità, perchè io possa tornare di nuovo a svolgere il mio ruolo di madre”.

Di recente sulla vicenda è intervenuto Mario Giordano con la trasmissione “Fuori dal Coro”. Lunedì mattina Sabrina si porterà di nuovo sotto il Quirinale in attesa di poter avere un colloquio con qualche rappresentante delle autorità.

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