giovedì, Febbraio 25, 2021
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Medico ascolano ricostruisce valvola aortica senza protesi: l’innovativa tecnica Ozaki

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Ricostruire la valvola aortica senza protesi: l’ascolano dott. Albertini è uno dei pochissimi in Italia ad utilizzare l’innovativa tecnica Ozaki

Il dottore opera a Maria Cecilia Hospital, l’unico Centro di Alta Specialità in Emilia Romagna e uno dei 3 in Italia, ad impiegare questa tecnica operatoria

Cotignola (RA) – Prende il nome dal cardiochirurgo giapponese Shigeyuki Ozaki la tecnica innovativa per la ricostruzione della valvola aortica che non prevede l’impianto di protesi biologiche o meccaniche, ma si serve del tessuto prelevato dal pericardio del paziente per creare una “valvola su misura”. Oggi, solo alcuni Centri di Alta Specialità in Italia impiegano questa metodologia, tra questi Maria Cecilia Hospital Ospedale accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale, unica struttura in Emilia Romagna ad utilizzarla.

L’Unità Operativa di Cardiochirurgia di Maria Cecilia Hospital, coordinata dal dott. Alberto Albertini, ha recentemente trattato un paziente di 54 anni affetto da una severa insufficienza aortica proprio con la tecnica Ozaki.

“Maria Cecilia Hospital è l’unico centro in Regione ad adottare la tecnica ricostruttiva Ozaki – commenta il dott. Albertini –. Questa metodica chirurgica ci consente di ricreare la valvola aortica senza applicare protesi artificiali, ritagliando “su misura” una nuova valvola direttamente dal pericardio del paziente stesso. Una nuova prospettiva di trattamento che mette al centro il benessere a lungo termine del paziente”.

La tecnica Ozaki può essere applicata in tutti i pazienti che vengono operati per la prima volta alle valvole cardiache ed è una metodica operatoria particolarmente indicata per i casi di bicuspidia aortica, ovvero quando la valvola presenta solo due cuspidi invece che tre; una malformazione congenita, diagnosticata a circa il 3% della popolazione, che non implica necessariamente un difetto di funzionamento dell’apparato ma può comportare un deterioramento più rapido della valvola malformata rispetto a quella naturale.

M.G., ex sportivo agonista, rientrava in questa particolare casistica. Il paziente inoltre era sotto monitoraggio cardiologico regolare da 20 anni a seguito di una diagnosi di stenosi della valvola aortica. Nel 2016 gli viene riscontrata anche un’insufficienza aortica moderata che diventa di grado severo nel giro di pochi anni.

“Abbiamo scelto di adottare la tecnica Ozaki perché il paziente avrebbe evitato le problematiche legate all’impianto di valvola biologica o meccanica – spiega il dott. Albertini –. Con una valvola meccanica sarebbe stato vincolato a vita ad una terapia farmacologica di anticoagulanti, mentre con la valvola biologica sarebbe andato incontro al naturale deterioramento della stessa dopo circa 10/15 anni, con necessità di ulteriore intervento di sostituzione. La tecnica Ozaki ci ha permesso invece di creare una nuova valvola aortica su misura utilizzando tessuto autologo, risolvendo inoltre il difetto di bicuspidia (patologia che richiede altrimenti intervento di ricostruzione estremamente complesso). Le valvole Ozaki registrano funzionalità migliori rispetto alle protesi attualmente disponibili”.

La tecnica Ozaki porta evidenti benefici per il paziente: la protesi creata con tessuto autologo ha una maggiore durata nel tempo rispetto alle protesi biologiche e, proprio perché viene costruita a partire da tessuto del paziente stesso, pertanto non estraneo all’organismo, non vi sono rischi di reazioni del sistema immunitario.

Entrando nel merito della tecnica Ozaki, “si tratta di una procedura che prevede un approccio chirurgico tradizionale. Viene effettuato in anestesia generale e dura circa 3 ore. Anche il post operatorio è simile ad un comune intervento di cardiochirurgia: il decorso è di circa 7 giorni in reparto e non è necessaria alcuna terapia specifica dopo le dimissioni”, spiega il dott. Albertini.

Il paziente è oggi a casa e potrà riprendere l’attività sportiva amatoriale a tre mesi dall’intervento e una piena attività a sei mesi. Un percorso graduale verso la piena normalità: “Una volta giunto a casa ho iniziato la rieducazione con la semplice camminata a piedi, partendo da dieci minuti continuativi fino ad arrivare a mezz’ora; dopo circa un mese ho iniziato con la bici da camera senza carico, tenendo una frequenza massima di 100 bpm. Sto seguendo una tabella di allenamento di lungo periodo che spero mi consentirà di uscire con la bici da corsa entro giugno 2021, naturalmente a ritmi non elevati (entro i 150 bpm), tornando così a praticare sport”, racconta M.G.

Tecnica Ozaki in dettaglio

Dal paziente stesso viene prelevato parte del tessuto del pericardio, che subisce una purificazione chimica e un processo di stabilizzazione, e dal quale si ricavano le tre cuspidi seguendo delle “dime” di diversa grandezza, una sorta di “carta modello”. Le cuspidi vengono impiantate sull’anello aortico e assumendo in pieno la motilità di quelle originali, nel rispetto delle condizioni anatomiche, annullano i disturbi causati dalla patologia valvolare.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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