domenica, Ottobre 24, 2021
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Natale rosso Covid: era davvero indispensabile?

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Lucia Mosca (@LuciaMosca1) | Twitter

Questa giornata di Santo Stefano ci spinge a riflettere sul difficile Natale 2020 appena trascorso e l’interrogativo che oggi ci si pone sorge spontaneo. Ferma restando la pericolosità dell’attuale fase della pandemia di COVID-19 e la necessità di contrastare la diffusione del Coronavirus, erano davvero indispensabili le gravi e persistenti limitazioni delle libertà personali dei cittadini ed era davvero necessario costringere gli Italiani a vivere il Santo natale blindati in casa privi della possibilità di incontrare la maggioranza di familiari ed amici?

La soluzione imposta dall’attuale governo appare quantomeno dubbia, soprattutto se si considera il necessario rispetto del criterio della proporzionalità rispetto agli obiettivi perseguiti che deve caratterizzare qualsiasi atto delle pubblico autorità.

Era davvero indispensabile che per contrastare una pandemia la cui mortalità media nel mondo è inferiore allo 0,2 per mille della popolazione ed al 2 per cento dei contagiati si rinchiuda l’intero popolo Italiano in casa per lunghi periodi ed in particolare durante le Sante Feste e si rischi di danneggiare in maniera grave e forse irreparabile la già vacillante struttura economica del Paese?

Per valutare la risposta corretta a questi interrogativi ci dobbiamo affidare ai dati certi di cui disponiamo.

L’ultima grande pandemia dell’inizio secolo scorso ovvero l’influenza Spagnola uccise in Italia per polmonite circa 800 mila contagiati (addirittura più dei 650 mila caduti durante la terribile 1° guerra mondiale) e approssimativamente il 2% dei 40 milioni degli Italiani che abitavano allora il nostro Paese, ma all’epoca al di là della raccomandazione dell’utilizzo delle mascherine non vennero imposte le gravi restrizioni economiche e sociali di questo 2020 anche se oggi sono finora deceduti di COVID-19 70 mila Italiani, cioè circa lo 0,12% della popolazione e quindi venti volte meno di allora.

In tutto il mondo l’influenza Spagnola uccise circa 60 milioni di contagiati, circa il 4% del miliardo e mezzo delle persona che vivevano allora nell’intero pianeta mentre oggi nel Mondo si contano meno di 1 milione e mezzo di vittime sui circa 80 milioni di contagiati. Le vittima della pandemia di COVID-19 sono oggi circa lo 0,02$ della popolazione mondiale e quindi 200 volte meno di allora.

Ribadendo ancora una volta la evidente gravità e la relativa pericolosità della pandemia di COVID-19 in atto siamo quindi sicuri che le drastiche e draconiane misure di confinamento adottate oggi che possono essere paragonate agli arresti domiciliari dell’intero popolo fossero davvero necessarie o addirittura indispensabili, tanto da accettare il rischio di aggravare pesantemente la drammatica crisi economica e sociale già presente in Italia?

Non si sarebbe potuto seguire l’esempio della Svezia dove si è raccomandato l’uso delle mascherine ed il distanziamento sociale ma senza arrivare a misure coattive ed alla chiusura di negozi e pubblici esercizi preservando in tal modo il tessuto economico e sociale del Paese ed ottenendo dati sul contenimento dei contagi e dei decessi assai migliori rispetto a quelli del nostro Paese?

Un Natale blindato

Fermo restando ovviamente l’obbligo per tutti di rispettare le restrizioni poste dall’attuale Governo anche quando non esse non vengano condivise – salvo il sacrosanto diritto (garantito dalla Costituzione come è sempre bene rammentare) di criticarle e di chiederne la rapida modifica- era davvero indispensabile obbligare gli Italiani ad un Natale Rosso-COVID mirando a rallentare la diffusione della pandemia con misure talmente drastiche da porre a rischio la tenuta economica e sociale del Paese?

Era davvero necessario mettere intere categorie di Italiani nella drammatica condizione di salvarsi forse dal Coronavirus per rischiare poi di fallire e morire di fame al di là dei ristori economici promessi, sempre comunque largamente insufficienti ed inadeguati?

In conclusione poi siamo sicuri che il miracoloso salvataggio economico del l’Italia possa venire dal tanto sbandierato Recovery Plan, che – al di là degli aspri scontri interni alla maggioranza che ne mette a serio rischio la realizzabilità nel nostro Paese – nel migliore dei casi porterebbe nelle casse statali 200 miliardi in 7 anni di cui due terzi di prestiti che andranno comunque restituiti?

E siamo consapevoli del fatto che i circa 30 miliardi l’anno che dovessero miracolosamente arrivare sarebbero in gran parte una mera partita di giro del Bilancio Europea a cui dobbiamo comunque contribuire con circa 20 miliardi di euro di contributi annuali?

Ed infine ci rendiamo conto che nel migliore dei casi i 200 miliardi in 7 anni che dovessero fortunosamente rientrare da Bruxelles non basterebbero nemmeno a tappare il buco dei conti pubblici del solo anno 2002 che viene oggi stimato a circa 210 miliardi e quindi ben oltre il 10% del PIL?

Lasciamo le risposte ai nostri lettori, sicuri come siamo che solo la libertà di opinione garantita dalla nostra Costituzione preservi il Popolo Italiano da ogni forma di autoritarismo, anche laddove essa venga camuffato da una salvifica dittatura sanitaria che si regga sulla paura della pandemia.

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