martedì, Dicembre 7, 2021
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Montecassiano, si infittisce il giallo della morte di Rosina

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MONTECASSIANO – Di fronte alle telecamere del Tg5 il nipote di Rosina Cassetti, deceduta la sera della vigilia di Natale nella propria abitazione di Montecassiano, non rilascia dichiarazioni. Gli inquirenti indagano a 360 gradi, ma sembrerebbe aver perso peso l’ipotesi della rapina finita male. Indagati i familiari conviventi della donna: il marito, la figlia ed il nipote. Le ipotesi di reato sono, a vario titolo, omicidio volontario e favoreggiamento. Un atto dovuto “per scrupolo investigativo” per consentire loro di partecipare all’autopsia. Secondo il medico legale che ha effettuato la prima ispezione cadaverica, la donna sarebbe morta per asfissia, mentre sull’esito dell’autopsia vige da parte degli inquirenti il più assoluto riserbo.

La sera della vigilia di Natale, mentre tutti si trovavano nelle proprie abitazioni con i pochi cari che quest’anno è stato consentito incontrare, Rosina Cassetti, 78 anni, era a casa propria, a Montecassiano, insieme al marito, alla figlia e al nipote. Dalla villetta coi cancelli arriva poi una chiamata ai carabinieri: c’è stata una rapina, i familiari sono stati legati e trattenuti mentre i balordi agivano. C’è stato un morto, ed è proprio lei, Rosina: forse il cuore non ha retto a quella prova ed è stata fulminata da un malore. Secondo i vicini però i cani non avrebbero abbaiato e, nella villetta, poi, non sarebbero stati presenti segni di effrazione.

Il marito della vittima, la figlia e il figlio di lei racconteranno poi che la sera della vigilia un uomo si è introdotto in casa aggredendo la donna e rinchiudendo il padre in bagno, per poi fuggire dopo avere arraffato un migliaio di euro in contanti. Sarebbe stato il nipote a liberarli una volta arrivato a casa, in serata. Rosina sarebbe stata trovata esanime in cucina.

Tra gli elementi che destano sospetti il fatto che i vicini alle 17.30 avevano suonato al campanello della villetta senza avere risposta e la mancanza di tracce di un passaggio anche nel vicolo sul retro.

Ma il dettaglio più inquietante è il fatto che Rosina si era era rivolta al centro Sos Donna di Macerata, dove sarebbe dovuta tornare martedì per parlare con i legali. Da quanto è stato possibile apprendere, ma ovviamente al momento è tutto da confermare e al vaglio degli investigatori, la donna sarebbe vissuta in casa da reclusa in un piano dell’abitazione, e le sarebbero stati tolti la possibilità di ricevere telefonate e l’auto. Questo, stando sempre ai racconti, da quando la figlia si era trasferita a casa dei genitori. E sono in molti a parlare delle continue tensioni presenti all’interno delle mura domestiche.

LM

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